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Monfalcone: Corteo a sorpresa, città occupata da 800 tute blu

Bloccato per alcuni minuti l'incrocio tra la Ss14 e via 9 Giugno. Delegazione incontra il sindaco

(2 Giugno 2007)

Inattesa reazione dopo l'inasprimento della protesta della Fiom contro la quotazione in Borsa di Fincantieri. Polemica aperta con l'azienda

Centinaia di tute blu di Fincantieri sono uscite dal cantiere navale ieri mattina per manifestare, in modo del tutto imprevisto, la loro contrarietà al progetto di quotazione in Borsa della società.

L'azione è nata dopo l'assemblea, che la Fiom ritiene retribuita a differenza di quanto sostenuto dall'azienda mercoledì scorso, con il coordinatore della cantieristica dell'organizzazione, Sandro Bianchi. Alla fine della riunione i lavoratori che vi avevano partecipato hanno effettuato prima un corteo interno, fermandosi sotto la direzione, per poi uscire verso il centro e il municipio.

In 800 secondo il sindacato (non più di 3-400 per l'azienda). I lavoratori, ritrovandosi sulle posizioni della Fiom-Cgil, condivise anche dall'Ugl, hanno percorso viale Cosulich e poi imboccato viale Verdi. L'incrocio tra la statale 14 e via 9 Giugno è stato inoltre bloccato per alcuni minuti dai partecipanti all'azione di protesta, prima che il corteo prendesse la strada verso piazza della Repubblica.

La manifestazione ha quindi provocato rallentamenti al traffico, anche se per brevi periodi. La polizia municipale è quindi dovuta intervenire in forze per regolare la viabilità. Gli 800 lavoratori hanno poi raggiunto il municipio, dove sono in parte entrati per incontrare nella sala del Consiglio il sindaco Pizzolitto al quale è stato semplicemente chiesto di prendere posizione contro il progetto del Governo e della società e di farlo in fretta.

L'11 giugno le parti sono state convocate a palazzo Chigi, dove il Governo con tutta probabilità ribadirà il benestare alla quotazione in Borsa. Al sindaco il coordinatore Fiom nella Rsu Fincantieri, Franco Buttignon, ha consegnato le 1.500 firme contro la quotazione in Borsa raccolte nello stabilimento tra i dipendenti (1.050 circa) e i trasfertisti.

«Questo territorio ha problemi occupazionali e rischia una seria recessione nell'immediato futuro - ha detto invece il segretario provinciale Fiom, Paolo Liva -. Il caso Ineos lo stiamo gestendo assieme. Il fiore all'occhiello che è Fincantieri è messo a rischio dalla scelta del Governo di quotare in Borsa la società. Se l'operazione andasse male, il settore a risentirne sarebbe quello dell'indotto e di conseguenza tutta la città.

L'amministrazione deve quindi effettuare un atto di coraggio e schierarsi contro, come ha fatto il Consiglio regionale della Liguria.»

Il consenso sociale all'operazione non c'è dentro gli stabilimenti, ha aggiunto Sandro Bianchi, circondato dalle tute blu di Fincantieri. «Vogliamo sapere qual'è la posizione di sindaci, presidenti di Provincia e di Regione - ha aggi=unto - prima dell'11 giugno».

Il presidente della Provincia Gherghetta, pure presente ieri in municipio, ha accolto subito l'appello, confermando la propria contrarietà, impegnandosi a inviare oggi l'ordine del giorno già approvato e una propria lettera al Governo e agli altri soggetti coinvolti.

«Il coordinamento si era allineato sul documento unitario del sindacato - ha ricordato Pizzolitto - e la spaccatura tra la Fiom e Fim e Uilm, ha quindi creato una situazione molto delicata. Ritengo ora doveroso esprimere la mia posizione nel coordinamento» Intanto la Fiom-Cgil ha preannunciato l'intenzione di avviare una causa per comportamento antisindacale nei confronti dell'azienda nel caso in cui non fosse retribuita l'assemblea di ieri mattina.

venerdì, 01 giugno 2007

Laura Blasich - Il Piccolo

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