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(31 Luglio 2011) Enzo Apicella

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    Lavoro e truffe

    (2 Giugno 2007)

    Poche sere fa ero a cena a casa di amici. Una coppia dove solo uno dei due lavora. L’altro, è più che precario. Lavora durante la stagione estiva, due mesi. E non ha neanche diritto all’assegno di dispoccupazione.

    Squilla il telefono.”Buonasera sono “Valentina”di Italbenetti. Nella vostra famiglia c’è qualcuno che cerca lavoro? Stiamo selezionando varie figure professionali, centralinisti, dimostratori, venditori, funzionari di amministrazione…”

    Non il solito call center che ti vuol contrattualizzare vendendo l’offerta adsl o fonia più vantaggiosa del mercato..ma addirittura un call center che ti offre lavoro!!!

    La “strana” telefonata innesca nel mio amico un meccanismo di curiosità e speranza che porta l’ignaro, ma onesto, disoccupato ad accettare un colloquio per l’indomani. Puntuale Leonardo si presenta negli uffici dell’azienda, nuovissima, un bel palazzo con vetri a specchio, arredamento lineare, pareti arancioni con vernice a spugnatura, decine di persone, giovani e meno giovani, tutte alla disperata ricerca di un posto lavoro dove una signorina addetta alla reception gli consegna un modulo da compilare: una serie di domande psudo psicologiche sul carattere alle quali rispondere crocettando con una P o con una M, che stanno per piu’ o meno.

    Poi il colloquio: il primo,dove una giovane ragazza, con aria da manager, tailleur nero e occhialino sulla punta del naso, lo imbambola di discorsi sulla qualità del lavoro che andrà a svolgere e sugli alti guadagni. Ma di quale lavoro si tratti ancora non si è capito.. Se il profilo del candidato sarà di gradimento al Direttore, verrà ricontatto entro 48 ore per una seconda selezione.

    Precisi come un orologio svizzero, due giorni dopo arriva la chimata “Lei ha superato la prima selezione, l’aspettiamo domani ore 11.30. Il Direttore personlamente le spiegherà il tipo di lavoro, il contratto e la retribuzione”. Leonardo si presenta, il Direttore ovviamente non c’è. C’è la solita signorina che questa volta spiega che la posizione lavorativa è quella di operatore di call center, che il candidato dovrà fare 3 giorni di corso, specifica “GRATUITI (ma non retribuiti!!!) per conoscere il meraviglioso prodotto, brevetto NASA!!! che dovrà proporre alle persone contattate al telefono. Poi seguirà un periodo di prova di 30giorni, non contrattualizzati ma pagati con la ritenuta di acconto al 20%.

    Successivamente, se dopo i 30 giorni sarà ritenuto “bravo”, contratto a progetto di 12 mesi, rinnovabili. Lo “stipendio”? 300 euro al mese piu’ incentivi di 2/6 euro per ciascun appuntamento preso per il dimostratore/agente. Incentivi impossibili da raggiungenre, visto che il “marchingegno” da piazzare è comunque una banale aspirapolvere, il KIRBY,dal costo di 4.000 euro IVA inclusa!

    Leonardo mi contatta immediatamente, sapendo che lavoro al sindacato. Mi metto subito in moto. Contatto l’Azienda e fingendomi interessata ad un loro annuncio di lavoro pubblicato sulla stampa locale…riesco ad ottenere un colloquio. Da “infiltrata”, spero di riuscire a sapere qualcosa di più. Visto il mio curriculum…mi viene proposto il “prestigioso”posto di agente!!! Dovrei andare di casa in casa, su appuntamenti presi dal call center e fare dimostrazioni e vendere l’ “aggeggio acchiappacitrulli”.. Ovviamente sul tipo di contratto di lavoro e paga vengo rimandata ad un secondo colloquio, entro le 48 ore, se il “Direttore” giudicherà il mio profilo idoneo.

    Caso vuole che nel pomeriggio in ufficio mi arrivi una ragazza, disperata, che ha perso il lavoro…l’hanno “licenziata” proprio dalla Azienda in questione, la Italbenetti di Camaiore, e, mi dice, non l’hanno mai pagata. Mi esibisce il “contratto”… che altro non è che una lettera di incarico alle vendite a domicilio. Fisso mensile 920 euro…con una clausola: conditio sine qua non per riscuotere il fisso…fare almeno 60 diomostrazioni in un mese perchè se l’agente ne fa solo 59…nulla è dovuto, neanche se ha venduto 2 o 3 “aggeggi” e il fantomatico Direttore ha incassato 8/12 mila euro. Nessun rimborso spese di benzina, e la ragazza “licenziata” è persino andata a 100 km di distanza dall’Azienda a fare diverse dimostrazioni!!! Senza contare che l’Agente quotidianamente deve portare in Azienda almeno 25 nominitavi ( 600 al mese!!!!!) che poi il call center dovra’ contattare telefonicamente. Cosa, questa, matematicamente impossibile.

    Sono esterrefatta. Passano poche ore e un’altra persona mi contatta,mandandomi sulla mail la sua storia: “Sono un ragazzo sulla trentina, laureato in Economia e Commercio con buoni voti, ma che per varie circostanze si manteneva attaccando, a nero, locandine pubblicitarie nei bar e facendo inserimento dati nella redazione di una minuscola casa editrice a Viareggio. Un bel giorno riceve una telefonata al cellulare: “Buongiorno, ci è stato segnalato il suo nominativo da una sua conoscente, che ci dice che lei è in cerca di lavoro. Siamo una ditta che distribuisce i prodotti di una multinazionale molto importante; abbiamo recentemente aperto una sede in Versilia e stiamo cercando varie figure professionali per coprire diverse posizioni vacanti… amministrazione, segreteria, consulenza, attività di call center etc, etc… sarebbe interessato a svolgere un colloquio con noi?”. Naturalmente la risposta del ragazzo è stata affermativa; si è inventato una scusa con i suoi datori di lavoro (disonesti sfruttatori, ma lui allora non lo credeva), ha perso mezza giornata di lavoro (quando sei al nero, se non lavori non guadagni) e si è ritrovato in un gruppo di 15/20 persone, a riempire un modulo con domande assurde sulle sue capacità ed ambizioni, ad attendere di svolgere un altrettanto assurdo colloquio sulle sue capacità ed ambizioni. Non si sa come e perché, ma questo ragazzo supera il colloquio preliminare e viene chiamato per un secondo colloquio.

    Nel frattempo parla con l’amica che ha segnalato il suo nome all’azienda che lo ha contattato (che si chiama Italbenetti ed ha sede a Camaiore in provincia di Lucca); lei gli dice che in sostanza il lavoro consiste nel fare dimostrazione a domicilio sulle mirabolanti funzionalità di un robotico aspirapolvere. Quella in realtà è l’unica posizione vacante nella ditta… perché il loro business è trovare disgraziati in cerca di lavoro che si facciano il mazzo per fare dimostrazioni a domicilio delle fantastiche caratteristiche di questo strumento indispensabile per l’umanità… talmente indispensabile che costa circa 4.500,00 euro!!! Naturalmente è quasi invendibile, quindi non si ha nessun (o quasi) guadagno dalle provvigioni, ma loro promettono comunque un fisso di 950 euro a patto che vengano fatte un certo numero di dimostrazioni al mese; nemmeno a dirlo, se ne fai anche solo una in meno non avrai il fisso e neanche le provvigioni per eventuali aspirapolvere venduti. Oltre alle dimostrazione sei tenuto per contratto a fornire alla ditta un certo numero di segnalazioni di persone da far chiamare per fissare appuntamenti per dimostrazioni.

    Come si intuisce facilmente, la maggior parte dei “finti dipendenti” di questa ditta lascia il lavoro dopo pochi mesi, senza quasi nessun guadagno, dopo aver buttato soldi in benzina, tempo che avrebbe potuto dedicare alla ricerca di un lavoro serio, e, cosa più importante, dopo aver fornito centinaia di nominativi da contattare e meglio ancora dopo aver fatto vendere un aspirapolvere o due. A questo punto il gioco è chiaro; la strategia è di sguinzagliare il più alto numero possibile di persone a fare dimostrazioni, anche se solo per un mese o due, con la sicurezza che comunque nell’insieme questa enorme forza commerciale avrà fatto vendere un numero di macchinari sufficientemente alto per assicurare un buon guadagno alla “Italbenetti” e a chi sta sopra di loro, con buona pace di chi spera di aver finalmente trovato un “lavoro serio”.

    Quello che è successo al ragazzo della storia e alla sua amica, succede ogni giorno, in ogni parte d’italia (e del mondo, c’è da scommetterci) dal momento che il nome del prodotto che viene venduto è piuttosto noto: si tratta del famoso Kirby, un aspirapolvere robotizzato, sviluppato in collaborazione della NASA (ma non si occupavano di navette spaziali?), un toccasana contro gli acari (che stupidaggine… siamo circondati da acari e non credo esista niente in natura in grado di assicurarci di non venirne a contatto) che viene distribuito in tutta Italia da ditte che operano a livello locale, tutte con le stesse identiche modalità. Probabilmente non si può ravvisare niente di illegale nel loro modo di operare, ma credo comunque che si tratti di un modus operandi altamente immorale, che approfitta di persone che cercano lavoro, giovani magari già demoralizzati e depressi (vista la situazione attuale del mercato del lavoro) a cui fanno perdere un mese o due della loro vita, energie e risorse con l’unico chiaro intento di arricchirsi personalmente.”

    A questo punto faccio un giro in Internet alla ricerca di notizie su Kirby per vedere cosa viene fuori… DI TUTTO… In particolare mi è capitato di navigare nel sito www.ciao.it, dove ci sono moltissime esperienze di persone venute a contatto con questa società: “Mi spiace se qualcuno troverà questa opinione ridondante, ma penso che più siamo contro questa cosiddetta “multinazionale multi-level” meno persone cascheranno nell’imbroglio. Un’azienda che si chiama xxx vende… cosa? Aspirapolvere. Meravigliosi, fantascientifici aspirapolvere in grado di aspirarvi anche i neuroni. Ma coloro che selezionano il personale all’ xxx e coloro che la dirigono non corrono alcun rischio in quanto non possiedono neuroni, non molti almeno, e cogitano, cogitano… in che modo fregare la gente che “assumono”, e i potenziali acquirenti della loro aspirapolvere per fare sempre più soldi. Ecco che selezionano personale. Incredibile, ne trovano 1000 e hanno ancora bisogno di altri mille collaboratori! Che filantropi, sono capitalisti nel vero senso del termine, pronti ad investire il loro denaro per dare lavoro ai bisognosi! Cosa fanno costoro? Assumono (eh, si fa per dire) centraliniste scelte col criterio del “’ndo cojo cojo”, e le mettono nel loro call center a chiamare cittè, provincia e dintorni. in cerca di gente… da assumere, pensa un po’!

    Così vi sarà capitato, com’è capitato a me, di ricevere una telefonata in cui vi si chiede se voi o vostri familiari/conoscenti cercate lavoro, perché ce ne sono per varie mansioni, all’interno di questa fantomatica xxx. Azienda che esiste davvero, il cui titolare è un rivenditore KIRBY. I nostri eroi fingono di fare corsi di formazione ( immagino che prendano soldini per farli), di cercare gente da impiegare nel fantastico ufficio, nel fantastico call center, e last but not least da mandare in giro a vendere questa meraviglia del creato che aspira pure i vostri sogni di onestà più duri a morire. Fatto il corso, impiegate per un certo periodo queste persone in vari luoghi dell’”azienda”, a queste sfortunate viene gentilmente indicata la via della porta. Andate, cari, è stato un piacere, avanti il prossimo. Oh, non dimenticate, prima di andarvene, lasciateci i nomi di parenti e amici a cui fare la dimostrazione col Kirby. E’ un affarone per loro, gli puliamo un pezzetto di casa e occupiamo col nostro apparecchio ed i segni del suo passaggio il resto, e con tutto quello che abbiamo fatto per voi, insomma, vi lamentate pure se vi mandiamo via pagandovi il minimo (nel senso che è il minimo sputare addosso ai rivenditori Kirby, mentre si lascia l’ufficio in cui tengono questo discorsetto alla Berlusconi-imprenditore-che-s’è-fatto-da-solo)?

    La mia esperienza in Kirby è stata questa. Faccio il corso di formazione, 3 giorni buttati a vedere le capacità spaziali del Kirby (pensa un po’… BREVETTO NASA!!!) Per “imparare” come si fa una dimostrazione fare la dimostrazione a casa di mia madre. La quale, durante una delle prove filtrini che Kirby sbandiera con orgoglio, osserva: “Beh, sì, l’hai passato e ha tirato su polvere… ma ora non dovrebbe essere pulito?Perchè il filtro è di nuovo lurido?”. Al che la consulente arrossisce e non risponde. Durante la dimostrazione ho notato che il Kirby fa un rumore infernale (tipo Boeing 747), che il sacchetto che dovrebbe essere una trappola per acari si surriscalda, e che alla fine… beh.. il divano è rimasto uguale identico a prima. Contenti loro. Dopo questa dimostrazione mi rifiuto di farne altre (la capotelefonista mi chiama”allora, la facciamo con tua zia??” “COOOOSA?No”) ed entro nel call center. “Ognuna di noi ha un paesino, chiamiamo, ripetiamo la solita formuletta trita e ritrita, molti già ci conoscono e ci mandano a quel paese. Altri non sono interessati. Sono quelli che vengono a fare il colloquio che restano fregati. Dopo la prima settimana di prova esce il foglio con la “resa” dei “dipendenti” impiegati al centralino. La mia è nella media, quella di altre scarsina, o addirittura nulla. Non è colpa nostra se non riusciamo a fissare appuntamenti per i colloqui, la gente subodora il marcio, o addirittura s’è sparsa la voce, visto che si telefona a cicli continui negli stessi paesi!

    Chi ha la resa bassa ha una settimana per recuperare o viene mandata via. Alla faccia del “non vi mandiamo via, se avete problemi si aspetta un mese e si risolve tutto. SIAMO UNA GRANDE FAMIGLIA, SIETE COME FIGLIE PER ME (!!!) Una mattina vado a “lavoro”, mi siedo, faccio 2 telefonate… poi annerisco tutti i numeri restanti sull’elenco, per segnalare che ho già fatto quelle telefonate, strappo i buoni per la pulizia che dovrei contattare per la seconda volta, e anche i miei personali da contattare per la prima volta(dopo che magari ci han detto già no!) avverto che me ne vado e me ne vado nel giro di due minuti. La ragazza che era entrata con me se ne va una settimana dopo. Ci hanno pagate? Ovviamente no. Quando esco nell’atrio sento i dscorsi di due donne. Una è lì perchè ha un figlio da crescere e il marito è morto. L’altra viene da un periodo di disoccupazione dovuto alla chiusura della fabbrica in cui lavorava. Faranno i 3 giorni di corso, spenderanno soldi, e poi non verranno più chiamate, o lo saranno per guadagnare massimo 200 euro in un mese per quello schifo di lavoro al centralino.

    Vorrei rispondere a chi (rivenditori Kirby e compagni di costoro)afferma che Kirby non imbroglia… Kirby imbroglia sul prezzo. Le sue componenti sono tutt’altro che di qualità, la macchina si scalda eccome (dopo un’ora a casa mia a togliere il bocchettone mi sono scottata! E il macchinario era rimasto a raffreddarsi per 10 minuti), il prezzo è una rapina e le rate sono a dir poco disoneste (altissime, con cadenza forsennata, credo si possa essere deportati in Siberia se non le si paga puntualmente). Negli uffici guadagnano solo 3 persone: il titolare, chi fa selezione del personale e un consulente (ovviamente amico del proprietario); gli altri consulenti pure se diventano venditori provetti possono venir messi alla porta se non fanno almeno 60 dimostrazioni al mese e non portanoo almeno 25 nominativi nuovi al giorno ( 600 al mese) . Alla faccia della certezza di lavoro. La cosa più squallida è che personaggi del genere osano dare degli sfigati a chi non lavora in Kirby, perchè secondo loro sono dei falliti! Un messaggio per voi: piuttosto che fottere la gente per avere soldi mi spezzo la schiena in fabbrica, pulisco le strade (con una scopa di saggina, almeno quella pulisce), siate fieri della vostra pochezza morale, perchè prima o poi vi servirà per togliervi-disonestamente- dallo schifo in cui vi siete cacciati.

    Scrivo queste cose anche perchè… ancora oggi ho ricevuto una telefonata per sapere se qualcuno in famiglia cercava lavoro! Noi pensiamo che di gente che ci rompe i cosiddetti al telefono ne abbiamo piene le scatole. Abbiamo venti compagnie telefoniche che ogni 3X2 ci chiamano per illustrarci i vantaggi di stipulare un contratto con loro( sconti, tariffazioni ad hoc, vaccino contro l’AIDS e vita eterna). Ma almeno costoro portano un messaggio che, in un modo o nell’altro, possiamo rifiutare perché, abbastanza nebulosamente, ci viene spiegato cosa ci attende. Nel caso di questi furbetti del quartierino, NO. Fanno perdere tempo e fatica, oltre a quel pizzico di fiducia che spinge l’uomo a non arrendersi di fronte alle avversità, a chi forse tempo ne ha poco perché cerca davvero lavoro. Invadono la privacy di persone che non hanno richiesto il loro intervento e che, sperando di trovare lavoro in un paese in cui per lavoro si fa di tutto, finiscono solo col portare soldi alla loro ’causa’. Fraudolenti, disonesti, col sorriso sempre pronto sulle labbra mentre la manina sfrega pollice ed indice pregustandosi la solenne fregatura che rifileranno all’incauto, BISOGNOSO, di turno.

    Noi diciamo BASTA a questi stupidi che si credono furbi solo perché abituati a fregare le merendine fin dall’asilo, e pertanto invito tutti a non prestare attenzione a qualsiasi telefonata che vi segnali l’esistenza di quest’azienda che cerca lavoratori per varie mansioni e v’invita a recarvi ad un colloquio. E’ una perdita di tempo, volta unicamente a scucirvi nomi tramite il sistema del “dai, parla, sono tuo amico, più nomi mi fai, più vantaggi hai”. Non fidatevi, non date nomi di amici né tantomeno di parenti, perché li assilleranno fino a farli capitolare o a far loro perdere la voce a furia di dire “no, la casa me la pulisco con scopa e paletta”. Non fate lavorare queste persone perché loro non faranno mai lavorare voi e sembrerà che vi abbiano fatto un favore a contattarvi. Dite NO alla gente che fa soldi speculando sulle speranze altrui! GRAZIE. Comitato Anti-Kirby”

    A questo punto non esito un attimo, e dopo aver fatto una visura camerale dell’azienda, segnalo la situazione alla Direzione Provinciale del Lavoro di Lucca per le verifiche e le sanzioni del caso. Sarebbe interessante fare una mappatura dei distributori del Kirby che si comportano come la Italbenetti di Camaiore. Chiunque di voi abbia avuto contatti con queste ditte lasci pure un commento con la sua testimonianza e magari il nome del distributore Kirby, la zona in cui opera e i metodi operativi che usa. Un consiglio per chiudere: se qualcuno vi chiama a casa offrendovi un lavoro, chiedetegli esplicitamente il nome del prodotto in questione (il nome delle ditta cambia, ma il prodotto è sempre quello), e se si tratta del Kirby, non createvi troppe aspettative…. E soprattutto se ci lavorate o ci avete lavorato e pensate che siano stati ignorati e calpestati i vostri diritti rivolgetevi a chi di dovere e denunciate.

    Letizia Tassinari

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