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L'Italia tripudia la guerra

L'Italia tripudia la guerra

(5 Novembre 2010) Enzo Apicella

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Per un blocco rosso ( red block ) a roma il 9 giugno

contro bush, contro prodi, con le resistenze

(3 Giugno 2007)

Aderiamo alla proposta e all'incontro proposto dai compagni di Red Link per formare, nella manifestazione di Roma contro Bush e Prodi, un blocco rosso che chiaramente cominci a sostenere alcuni principi basilari senza i quali non è possibile alcuna seria ricostituzione del movimento. Quello che ha castrato la spinta di Genova, la recuperation, l'utilizzo dell'energia del movimento da parte di opportunisti, molto più interessati a sedersi nelle poltrone di prima e seconda fila dell'oggi che a cambiare le cose domani, è ancora pienamente in azione all'interno del movimento stesso e lo si vede chiaramente nei limiti della piattaforma e dello schieramento che indice la manifestazione.

1) Il capitalismo, l'imperialismo, il sistema del profitto portano alla guerra altro che al progresso e all'altro mondo possibile negli interstizi. La guerra è il risultato finale di questa seconda crisi generale.E la guerra infinita non ha che vinti o vincitori. Il suo risultato è scontato se si rifiuta di sostenere i popoli che resistono ed la peggiore delle resistenze, il peggiore dei popoli resistenti è meglio del miglior imperialismo. Ma questo concetto è al di là dal venire in ambienti freschi ancora di recenti abbracci con organizzazioni dipendenti dal governo amico.

2) L'imperialismo europeo e, per quel che ci riguarda particolarmente, l'imperialismo italiano o meglio la frazione imperialista nostrana non sono diversi nella sostanza dall'imperialismo USA cui magari va riconosciuto un preminente carico poliziesco di manganellatore strategico. Ma grandi industrie italiane, banche italiane, tecnici e tecniche italiane, corpi di spedizione italiani, missionari di vario tipo partecipano con ruolo comprimario all'avventura senza sbocchi della guerra infinita contro il popoli. Altro che governi amici! Al contrario, dal seno stesso della tradizione di sinistra si stanno affinando strumenti ( il cosiddetto partito democratico) atti a fornire al moderno imperialismo italiano basi di massa. E potrebbe ripetersi l'esperienza già vissuta più volte in passato di fior di normalizzatori autoritari o anche reazionari pescati dalla tradizione democratica, socialista, comunista.Già ne abbiamo avute ampie avvisaglie negli scorsi anni '70 e seguenti.

3) Se la guerra dunque esce dallo sfruttamento e dalla rapina imperialista il primo compito degli sfruttati italiani è quello di lottare con il proprio imperialismo ed è quello di essere solidali con i popoli, le masse sfruttate che in questo momento stanno resistendo alle aggressioni imperialiste.

4) Dunque bisogna cominciare a far chiarezza dentro al movimento controguerra, sennò si rischia di nuovo il naufragio. Se oggi infatti possiamo di nuovo rialzare la testa e manifestare, ciò è grazie soprattutto alle resistenze esterne, a quelle dei popoli dell'Iraq, dellAfghanistan e di tanti altri. Ma è anche grazie ai movimenti popolari di resistenza interna ( no tav...) Centrale dunque, contro la guerra di aggressione imperialista, diviene la solidarietà tra le resistenze, embrione del futuro fronte capace non solo di resistere ma di vincere.

5) Per fare questo bisogna che i compagni comincino a parlarsi e ad agire nel senso di superare le vecchie soggettività decotte, le vecchie ipotesi desuete del passato ciclo. Per questo vanno benissimo degli incontri finalizzati alla formazione di red blocks. dal red link al red block- dalle reti ad un embrione di blocco più che mai necessario- Ci pare che l'appello cui aderiamo vavada in questa direzione. NON CI SARA' BLOCCO NE' TANTOMENO FRONTE POPOLARE SE PRIMA NON SI FORMA - NELLA PRATICA- UN BLOCCO ROSSO CHE RIVENDICHI TUTTA LA TRADIZIONE DI LOTTA E APRA LA VIA A UNA NUOVA FASE DELLA PRASSI

TUTTI A ROMA IL 9 GIUGNO 2007 CONTRO BUSH, CONTRO PRODI, CON LE RESISTENZE!

1 giugno 2007

soccorso popolare - padova

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