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4 Novembre

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(4 Novembre 2009) Enzo Apicella
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Stop Bush! Block G8! Con chi resiste.

(3 Giugno 2007)

La calata di Bush a Roma prevista per il prossimo 9 giugno è un evento inaccettabile per il movimento contro la guerra globale e permanente che si è espresso in maniera chiara e incontrovertibile negli ultimi anni nelle piazze e nelle strade del nostro e di altri paesi. Di fronte alle difficoltà di gestione del “nuovo ordine mondiale”, prodottesi in primo luogo come resistenza delle popolazioni occupate, la visita del “presidente di guerra” si configura come tentativo d recuperare, ad un livello di gestione multi-laterale, le contraddizioni di una situazione internazionale segnata dalla battuta d'arresto delle opzioni unilaterali dello schieramento neo-con.

La tappa italiana del principale artefice della “guerra preventiva” scatenata su scala mondiale, farà seguito ad un vertice dei G8 che già si preannuncia come fortemente conflittuale. I movimenti sociali che lo scorso anno hanno attraversato la Francia, così come le recenti manifestazioni anti-Sarkozy e i moti greci dell’inverno, testimoniano di un’Europa ben poco pacificata. In un siffatto quadro europeo ed internazionale, l'attuale governo di centro-sinistra, in perfetta continuità con il precedente governo Berlusconi, si appresta a fungere da stampella di sostegno ad un Bush in fase calante, ri-finanziando le missioni militari in Afghanistan e Libano e aumentando le spese militari, prono agli interessi e alle direttive di un’alleanza “atlantica” sempre ribadita ed affermata. Un governo che, appena salito in carica (in parte anche grazie anche ai voti dei movimenti), non ha perso tempo a disattendere proprio quelle parole d’ordine dei movimenti sociali che, cavalcate in campagna elettorale, sono state prontamente disattese nelle aule parlamentari.

Per i partiti della sinistra “di governo” No-war e No-tav, lotta alla precarietà e contro i cpt, da utile mezzo di carriera politica diventano fastidi lontani da sacrificare alle compatibilità sistemiche.

Ma i movimenti degli ultimi anni, da Venaus a Vicenza, fino agli ultimi eventi di Serre, hanno però costruito forme differenti di aggregazione politica, fondendo radicalità e consenso, partendo dal territorio come “bene comune” per arrivare all’ipotesi di modelli altri di sviluppo. Rimettendo al centro dell’agenda politica i nodi sempre attuali dell’autonomia dal politico costituito e della costruzione dal basso di forza e controllo territoriale.

Proprio intorno alla questione-Vicenza vanno annodandosi in maniera esemplare tutti i fili e le contraddizioni del binomio guerra-territorio, locale-globale.

Per questo il prossimo 9 giugno saremo a Roma, con migliaia di altre compagne e compagni, dentro il movimento contro la guerra, contro il governo Prodi, per dare giusta "accoglienza" al presidente di guerra George W. Bush.

Con queste righe, come realtà antagoniste di Torino, Bologna, Cremona,Palermo, Modena, Cosenza, Vercelli aderiamo all’appello del “No Bush No War Day” per un corteo unitario e invitiamo le realtà e le soggettività dell'antagonismo alla costruzione di uno spezzone comune.

AREA ANTAGONISTA

Csoa Askatauna, csa Murazzi, collettivo universitario autonomo (Torino)
Crash_Laboratorio del Precariato Metropolitano, collettivo universitario autonomo (Bologna)
Csa Dordoni (Cremona)
Csoa ExKarcere, collettivo universitario autonomo Palermo)
Collettivo autogestito modenese (Modena)
Cosenza antagonista (Cosenza)
Csa Mattone Rosso (Vercelli)

Fonte

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