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Emergenza ceneri...

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(17 Aprile 2010) Enzo Apicella
La nuvola di ceneri del vulcano Eyjafjallajokull arriva sull'Italia. A Roma manifestazione in solidarietà a Emergency

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Napoli: perche’ una carovana contro la guerra?

(26 Maggio 2007)

Di seguito il testo unitario delle realtà di movimento impegnate contro al guerra per la tappa napoletana della carovana contro la guerra e il militarismo

Sabato 26 alle 18 nel piazzale antistante la stazione marittima presidio con la carovana contro la guerra e il militarismo

Perché una carovana? Perché oggi siamo in guerra e la guerra ci rende tutti quanti complici dell’oppressione che tramite essa si esercita. Perché essa annienta la vita di intere popolazioni, calpesta i diritti e rende sorde e mute le nostre menti. Oggi più che mai c’è bisogno di far sentire un grande grido di massa per protestare contro il militarismo e le aggressioni di guerra da parte dei più potenti paesi occidentali verso tanti popoli delle periferie del mondo.

Questi popoli vengono aggrediti economicamente, sfruttati, rapinati delle materie prime, ed infine se non accettano di piegarsi alle logiche dei paesi imperiali subiscono invasioni militari che seminano distruzione e morte di massa con una politica terroristica.

Molti pensavano che con il cambio di Governo, il nostro paese potesse intraprendere un'altra strada, quella della pace, del ripudio della guerra, del disarmo e della ridiscussione della presenza delle basi militari USA e NATO nel nostro paese. Invece questo governo ha dimostrato di essere in piana continuità con quello che lo ha preceduto e ben contento di partecipare alla “guerra infinita” .

L’Italia è presente in ben 24 missioni militari in giro per il mondo con il chiaro intento di difendere gli interessi dei grandi capitali nazionali a cominciare dall’Eni.

Ogni giorno spendiamo più di un milione di euro per la guerra in Afghanistan. La finanziaria di quest'anno ha stanziato 22 miliardi di euro per la Difesa. Un aumento del 12% rispetto alla ultima finanziaria del governo Berlusconi. Siamo al settimo posto al mondo per le spese militari.

Nella finanziaria di questo anno l'articolo 113 istituisce "un fondo per le esigenze di investimento della difesa" cioè per la ricerca militare.

Si tratta per i prossimi tre anni di qualcosa come quattro miliardi e mezzo di euro. Il sottosegretario alla difesa, On. Forcieri, ha firmato a Washington lo scorso febbraio il protocollo di intesa su produzione e sviluppo del caccia F-35 (Joint Strike Fighter). Se ne costruiranno a Cameri (Novara) oltre 4.500 esemplari al prezzo di 45 milioni di euro cadauno. Per questo progetto l"Italia dovrà stanziare subito un miliardo di euro. La decisione assai grave di costruire un’ altra base USA a Vicenza (aeroporto Dal Molin) presa da governo Prodi contro la forte opposizione della popolazione vicentina e della maggioranza della popolazione italiana. Il rafforzamento delle basi militari americane e Nato, soprattutto nel Sud Italia, che diventa la nuova frontiera della cosiddetta guerra al terrorismo. La base di Sigonella (Sicilia) è in procinto di essere triplicata, mentre Napoli diventa la nuova sede del Supremo Comando navale americano di pronto intervento che giocherà tramite il "Comando dell'Africa" (Afri-Com) un ruolo notevole per il controllo americano del continente nero. Lo scorso febbraio è stato firmato un memorandum di accordo quadro per fare entrare il nostro paese sotto l'ombrello dello "Scudo" antimissile destinato a rendere ancora più aggressiva e potente la coalizione di cui l’Italia fa parte.

Secondo il rapporto de governo presentato in parlamento lo scorso marzo, l'Italia ha venduto armi per un valore di oltre 2,19 miliardi di euro con un aumento di vendite del 61% rispetto all'anno precedente. Senza contare il commercio illegale attuato attraverso la criminalità che fa il lavoro sporco per conto dei grandi produttori di armi. Grossi affari per le banche armate, ma soprattutto per il suo governo che è il maggior azionista delle fabbriche di armi italiane.

La Carovana, divisa in tre percorsi sta attraversando tutta l’Italia e si concluderà il 2 giugno a Roma per contestare la sfilata delle truppe e degli armamenti. Essa è un’occasione per far sentire la propria voce contro la guerra e il militarismo, per provare a costruire anche a Napoli una stabile iniziativa contro la presenza di basi militari, contro la presenza di navi a propulsione e dotate di armamenti atomici che attraccano nel porto con gravi rischi per la popolazione, contro le produzioni militari estremamente diffuse anche nella nostra regione. Ma essa è anche l’occasione per preparare la manifestazione del 9 giugno a Roma in occasione della visita di Bush invitato espressamente dal suo alleato Prodi allo scopo di concordare e contrattare ulteriori passaggi della strategia di guerra permanente.

L’appuntamento per la partenza per Roma è alle ore 9,30 del 9 giugno alla Stazione Centrale FS

Per contatti: comitatonowarna@tiscali

Area Antagonista Campana, Alex Zanotelli, Attac, Ass. Casa dei Diritti Sociali di Caserta Cobas, CSOA Officina 99, Laboratorio Occupato Insurgenzia, Laboratorio Occupato Ska, Precari Autorganizzati RdB, RdB/Cub, Red Link, Rete Lilliput, Sinistra Critica,

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