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(13 Settembre 2010) Enzo Apicella
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I precari della scuola analizzano il risultato elettorale

(6 Giugno 2007)

Il risultato delle recenti amministrative rappresenta indubbiamente un campanello d'allarme che non può essere ignorato dall'attuale governo che, pur non avendo ricevuto propriamente quella che è stata definita da qualcuno una "spallata", d'altro canto non può certo esimersi dal fare i conti con il proprio operato e procedere ad un'accurata analisi relativa alle cause più probabili che hanno determinato un simile risultato.
E' indubbio che molti passi siano stati fatti nella direzione giusta, ma è altrettanto palpabile fra gli elettori la sensazione che il governo - con in primis il ministro per l'Economia Padoa Schioppa - abbia come principale interesse il risanamento dei conti pubblici anche a discapito della possibilità di garantire ai cittadini un'adeguata qualità dei servizi. Da ciò la delusione di molti elettori, tra i quali ovviamente ci siamo anche noi precari della scuola, che dopo 5 anni di sciagurata gestione in "stile Moratti", speravamo in un cambiamento di rotta radicale, volto a garantire ai cittadini una scuola all'insegna dell'efficienza e della qualità.
Ecco quelle che secondo noi rappresentano le principali problematiche che impediscono alla nostra scuola pubblica di essere veramente competitiva a livello europeo:

- Il problema dei tagli agli organici ed ai finanziamenti alle istituzioni scolastiche di fatto sacrifica alla logica del risparmio la possibilità di far sì che un diritto fondamentale qual è quello all'istruzione possa essere offerto ai cittadini nella maniera più corretta: docenti che lavorano in classi sempre più affollate, alunni che vengono divisi nelle varie classi perchè alle scuole mancano i soldi per poter chiamare i supplenti non sono certo indice di un servizio scolastico di qualità.

- Al fine di garantire agli studenti una concreta e fattibile continuità didattica è opportuno il varo di piani pluriennali di assunzioni che assicurino le immissioni su tutti i posti effettivamente disponibili per il personale docente e Ata.

- Mancanza di certezze: i lavoratori della scuola hanno bisogno di regole certe e trasparenti che offrano loro la sicurezza e la serenità necessarie allo svolgimento ottimale del proprio ruolo. Il governo ha giustamente trasformato le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento nel tentativo di eliminare per sempre la piaga del precariato nella scuola; tuttavia il decreto 672/2007, attraverso il quale si vuole l'attivazione del IX ciclo SSIS genera incertezze dal momento che tale attivazione, pur garantendo agli iscritti il conseguimento dell'abilitazione, d'altro canto nulla di certo garantisce circa la spendibilità futura del titolo; si rischia quindi di creare una nuova tornata di precari privi di qualsiasi prospettiva futura.

- Un ulteriore motivo di malcontento fra i precari della scuola va individuato nella bozza del nuovo regolamento per le supplenze, foriero di novità negative sia per via dell'attribuzione degli spezzoni pari o inferiori alle 6 ore ai docenti di ruolo, sia per la drastica riduzione delle sedi esprimibili, assolutamente ingiustificata ed ingiustificabile visto il ricorso ormai generalizzato a procedure informatiche in grado di ridurre tempi e costi per il reperimento dei supplenti, sia infine per l'applicazione di sanzioni non sempre accettabili, volte a svilire ulteriormente il ruolo e la figura del docente precario.

Il popolo della scuola ed i docenti precari hanno votato in modo massiccio per l' Unione consentendole di vincere le elezioni: le nostre aspettative non devono restare deluse !!!

I docenti precari del forum www.precariscuola.135.it

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