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No Bush – No Prodi

Il nemico è in casa nostra!

(9 Giugno 2007)

testo del volantino che sarà diffuso a Roma il 9 giugno

Siamo uniti allo sdegno che un personaggio come Bush suscita in vasti strati della popolazione, un personaggio così sfrontato che è arrivato perfino a vantarsi delle stragi di Falluja condotte con le incendiarie bombe al fosforo, per le torture nel lager di Abu Graib, per il carcere di Guantanamo.
Berlusconi fu orgoglioso di essere stato invitato da Bush a Washington, Prodi è orgoglioso di aver invitato Bush a Roma sancendo e ribadendo l’alleanza politica e militare tra l’Italia e gli USA.
Bush è sicuramente la punta di lancia della nuova aggressività imperialista sul mercato mondiale, ma il nostro capitalismo, rappresentato dal governo Prodi, aderisce a questa aggressività non perché subordinato, costretto, come se fosse condizionato da cattive compagnie.
Il massimo dissenso di Prodi consiste nella richiesta di un imperialismo più policentrico (con altre potenze), dentro il quale poter meglio ridefinire le quote dei vantaggi.
Stesso discorso è da farsi in relazione all’Europa che collabora competitivamente con gli Usa tentando di costituirsi in polo alternativo in grado di sottrarre in prospettiva la leadership alla potenza imperialista oggi prevalente.
Per questo non possiamo nasconderci che:
- il governo Prodi conferma orgogliosamente la presenza delle “nostre” truppe specializzate in ben 24 paesi;
- il governo Prodi continua la sua politica antiproletaria sulla precarietà, sul TFR, sulle pensioni, sui servizi sociali (sanità, istruzione, …) ecc..
- l’Italia è uno dei “7 Grandi”, è socio cioè del club esclusivo dei paesi dominanti;
- l’Italia compartecipa alle basi NATO e mantiene sue costosissime basi militari altrettanto minacciose contro i paesi che intendono sottrarsi alla rapina, nel mentre procede ad un riarmo in proprio (+13% spesa militare)
- l’Italia è impegnata sia per la costruzione dell’Eurofighter (aereo europeo) che per il caccia bombardiere nucleare invisibile F 35 americano.
- il capitalismo italiano gode a tutti gli effetti di manodopera a salari bassissimi nei Balcani, in Cina, in India, in Nigeria, ricatta i “propri” lavoratori con la minaccia costante di trasferire le produzioni in questi paesi, e impone condizioni capestro di lavoro agli immigrati che fuggono da quei veri e propri inferni cui esso abbondantemente contribuisce.

Bush e Prodi sono compagni di merenda: Usa e Italia sono alleati per la spartizione di quote di ricchezza mondiale insieme alle altre “Grandi”.
Non riconoscere ciò significa alimentare per l’ennesima volta l’illusione che sconfitto l’imperialismo “peggiore” ce ne sia uno “migliore” che trasforma magicamente le missioni militari in umanitarie e di pace. Vedere solo l’imperialismo Usa come la forza che condiziona il militarismo degli altri governi, significa far vedere sempre l’imperialismo in casa altrui, ma mai in casa propria, per cui significa non combatterlo nel suo complesso.

Opposizione contro tutti gli imperialismi, a cominciare da quello di casa propria
Questo è altresì il miglior sostegno per i proletari dei paesi periferici che lottano anche armi in pugno contro le aggressioni, in quanto dà loro un segnale internazionalista: ci sono ben altri alleati oltre una borghesia nazionale che spesso li rinchiude in un vicolo cieco rispetto alla prospettiva di una vera liberazione dal dominio capitalistico.

Fotoc. In propr. 7/6/07

Circolo Alternativa di Classe – La Spezia alter_classe@yahoo.it; Collettivo internazionalista-Napoli - kollintern@gmail.com; Comitato di lotta internazionalista – Torino www.lottainternazionalista.org; Corrispondenze Metropolitane – Roma - cmetropolitane@yahoo.it; GCR – lav_com@tin.it; Pagine Marxiste – redazione@paginemarxiste.it; Red link - red_link@tiscali.it; SLAI Cobas Nazionale

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