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(3 Novembre 2012) Enzo Apicella

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Campagna di solidarietà a favore dei lavoratori argentini della Zanon in lotta

promossa dalla RSU EATON di Monfalcone e dalla Ass. Argentina “Vientos del Sur”

(26 Novembre 2002)

Le RSU unitamente all’Ass. Argentina “Vientos del Sur”, promuovono una:

Campagna di solidarietà e raccolta fondi a favore dei lavoratori argentini della Zanon in lotta

Lavoratori senza padroni: più di cento fabbriche occupate funzionano sotto controllo operaio.

Lavoratori senza padroni: più di cento fabbriche occupate funzionano sotto controllo operaio.

Nell’ambito della crisi che colpisce l’Argentina, la popolazione ha saputo costruire diverse forme di lotta, tra queste l’occupazione delle fabbriche. Alcuni mezzi d’informazione in Italia iniziano a parlare di questo fenomeno. Una delegazione dei lavoratori della fabbrica Zanon visito questa regione, per raccontare la propria esperienza e ricercare solidarietà vera e attiva tra i lavoratori Italiani.

L’occupazione delle fabbriche, che da tempo si osserva in Argentina, prende corpo a partire dal dicembre 2001, quando la spinta espropriativa dei grandi capitali confisca i risparmi bancari. Questo suscitò, soprattutto nella classe media, il reclamo della nazionalizzazione delle banche.
Mentre, con la perdita di consenso di tutte le istituzioni, per il fallimento del Neoliberismo imposto dal FMI e Stati Uniti, e la messa a nudo della corruzione dei partiti di governo asserviti al grande capitale, ha fatto nascere nella classe lavoratrice la volontà di prendere in mano il proprio destino, il nuovo fenomeno dell’occupazione delle fabbriche per mantenerle sotto gestione operaia, collocando sul piano della produzione, del lavoro e la solidarietà, le speranze per uscire dalla crisi.

Questo fenomeno non si può capire aldilà dell’enorme crisi capitalista che viviamo. In Argentina, il collasso finanziario fu il detonante, dopo più di due anni di recessione economica. Una profonda crisi che implica la distruzione del tessuto industriale Argentino, e inoltre la principale forza produttiva, gli uomini e le donne lavoratrici, che subiscono le conseguenze peggiori sulla propria pelle. Nel quadro di questa catastrofe sociale, che vede 5 bambini al giorno morire di fame, in un paese dove ci sono due mucche per abitante, e il 40% della popolazione non ha lavoro, sorge questo nuovo fenomeno d’occupazione di fabbriche.

La sua potenza in parte si deve al fatto che posiziona nuovamente un’area del movimento operaio come soggetto di cambiamento sociale.

I lavoratori della Zanon dimostrano la necessita di un dialogo aperto e vero tra la soggettività operaia e i movimenti sociali, che rimetta al centro i diritti fondamentali della collettività, come loro fanno insieme al Movimento dei Lavoratori Disoccupati di Neuquen, cercando di mantenere i posti di lavoro e di creare altri sicuri e degni per tutti.

Circa 100 aziende oggi in Argentina sono gestite dai i suoi lavoratori sotto diverse modalità. Alcune funzionano come cooperative mentre altre funzionano sotto controllo operaio chiedendo la statizzazione. La maggioranza sono fabbriche o stabilimenti piccoli. Un’eccezione è la Zanon, una delle più grandi fabbriche di piastrelle, e di più alto livello produttivo.

La famiglia Zanon d’origine italiana costruisce questa fabbrica nella provincia di Neuquén durante la dittatura militare, quando Josè Martinez de Hoz era Ministro dell'economia; la ditta Zanon era altresì proprietaria del parco giochi Italpark, chiuso dopo la morte di una bambina per mancanza di sicurezza nelle infrastrutture. Durante il governo di Menem la famiglia Zanon, formava parte del gruppo d’imprenditori che ottennero svariati benefici per realizzare affari in Argentina.

E’ passato quasi un anno e mezzo da quando i lavoratori occuparono questa fabbrica di 7400 metri quadri, che funzionando al 20 per cento della sua capacità, non solo permette a circa 300 lavoratori di avere puntualmente uno stipendio di 800 pesos per ognuno, sennonché adesso ha iniziato ad aumentare l’organico assumendo dipendenti che provengono dal Movimento di Disoccupati di Neuquen. E’ una fabbrica enorme, ordinata, pulita. E’ la dimostrazione che i lavoratori possono fare molte più cose di ciò che credono di poter fare, per il proprio destino e per quello della società che li circonda.

I lavoratori della Zanon, i loro rappresentanti sindacali, hanno ricevuto molta solidarietà dalla popolazione, e sono molto consapevoli che la riuscita di questa battaglia per rendere pubblica sotto controllo operaio la fabbrica, quindi un patrimonio sociale, non per aumentare il proprio reddito, ma per aumentare i posti di lavoro in una società disastrata dalla disoccupazione, dipenderà dalla forte unità tra loro e il popolo di Neuquen.

In questa ottica cercano di mettere in piedi una struttura per costruire le scatole di cartone per l’imballaggio della ceramica, dove occupare più lavoratori disoccupati.

Questo progetto è stato spiegato dai rappresentanti dei lavoratori Zanon, nell’incontro che L’Associazione Argentina “Vientos del Sur” ha organizzato a Udine il 12/11, con la presenza di diverse RSU di questa regione.

LORO, I COMPAGNI DI QUESTA FABBRICA ARGENTINA, NON SONO VENUTI IN ITALIA CERCANDO LE “SCARPE AVANZATE DEI NOSTRI GUARDAROBA VECCHI”, MA SOLIDARIETÀ VERA, QUELLA TRA LAVORATORI, CHE COMBATTONO LO STESSO SISTEMA ECONOMICO, CHE CON DIVERSE MODALITÀ, DISTRUGGE I DIRITTI DI TUTTI, NELLE DUE SPONDE OPPOSTE DELL’OCEANO.

CON QUESTO PUNTO FERMO NEL PENSIERO, LA NOSTRA ASSOCIAZIONE INSIEME AI LAVORATORI DELLA ZANON, CHIEDE AI LAVORATORI ITALIANI UN CONTRIBUTO VOLONTARIO, PER SOSTENERE LA LOTTA DEI LAVORATORI DELLA ZANON.

UNISCITI ANCHE TU ALLA CAMPAGNA DI SOLIDARIETA’ CON I LAVORATRI DELLA ZANON.

SOSTIENI LA LORO FONDAMENTALE ESPERIENZA DI DIGNITA’.

CONTRIBUISCI FATTIVAMENTE ALLA RACOLTA DI FONDI, CHE LE RSU ORGANIZZERANNO NEI PROSSIMI GIORNI.

LA LOTTA DEI LAVORATORI ARGENTINI DELLA ZANON E ANCHE LA NOSTRA LOTTA!

LE RSU EATON MONFALCONE
ASSOCIAZIONE ARGENTINA “VIENTOS DEL SUR”

Fonte

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