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(10 Agosto 2013) Enzo Apicella
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Cgil Veneto "Le scelte della Giunta regionale privilegiano i ricchi"

(26 Novembre 2002)

La manovra finanziaria per il 2003 prevista dalla giunta regionale di centro destra in Veneto viene fortemente contestata. La Cgil veneta la boccia su tutti i fronti sostenendo che "i veri beneficiari sono i redditi alti".

Si tratta di scelte che -a giudizio della Cgil introducono nuove tasse, riducendo tra l'altro la "progressivita' ", confermano l'aumento del 10% della tassa automobilistica e maggiorano da uno a due euro il ticket sui farmaci, prevedendolo non piu' per ogni singola ricetta, ma per ogni singola confezione di farmaci, anche quelli essenziali.

Su quest' ultimo punto e' allo studio la possibilita' di un ricorso al Tar, gia' vinto dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil in Abruzzo.

Oggi, nel corso di una conferenza stampa, due dirigenti della segreteria regionale della Cgil, Stefano Cecconi e Luciano Caon, presente il segretario generale Diego Gallo hanno analizzato la filosofia fiscale della giunta Galan e a fornito le previsioni del suo impatto.

"Innanzitutto - ha sottolineato Cecconi - bisogna sottolineare il paradosso di un Galan che da un lato boccia insieme a tutti gli altri presidenti di regione la finanziaria di Berlusconi e dall'altro ne sposa di fatto la filosofia nella manovra finanziaria regionale".

Nell'applicare l'addizionale Irpef, ad esempio, secondo Caon, "la maggiore riduzione dell' aliquota, meno 0,5%, riguarda i redditi da 70 mila euro in su, con un risparmio di 350, 500 e 1000 euro rispettivamente per redditi di 70 mila, 100 mila e 200 mila euro.

Per i redditi piu' bassi, invece, la riduzione dell'aliquota - prosegue - e' dello 0,3% e quindi il risparmio e' minore: 24 e 30 euro rispettivamente per un reddito di 8.000 e 10.000 euro.

Se poi si considera la fascia di reddito tra dieci e quindici mila euro, la riduzione e' ancora piu' bassa, pari allo 0,1%, con un risparmio di soli 10 e 15 euro rispettivamente per un reddito di 10.330 e 15.000 euro. Come si vede, quindi, si favoriscono i redditi alti".


"La Cgil - hanno spiegato i due dirigenti del sindacato - aveva fatto proposte alternative ma la Regione non ne ha tenuto conto, trasformando la concertazione in sbrigativa informazione.

Ad esempio, avevamo suggerito che l'addizionale Irpef fosse rimodulata e diventasse una tassa di scopo, finalizzata alla prevenzione nei luoghi di lavoro o alla creazione di un fondo regionale per persone non autosufficienti.

Quanto ai ticket, avevamo proposto il loro superamento, puntando sul controllo della spesa farmaceutica, sulla razionalizzazione delle vendite del settore, etc.

Inoltre ritenevamo opportuno introdurre il redditometro, per rendere piu' equa e piu' significativa la compartecipazione alle spese per le prestazioni sociali e sanitarie da parte dei redditi piu' alti".

La Cgil ha quindi seguirà il dibattito in consiglio regionale e organizzerà una campagna di informazione, con presidi, incontri e distribuzione di 200 mila volantini nelle piazze e davanti agli ospedali.

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