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Protesta degli operai Breda contro l’Inail

(18 Maggio 2007)

Questa mattina alcune centinaia di lavoratori della ex Breda Fucine hanno protestato con una manifestazione/ presidio contro l’ INAIL regionale in corso di Porta Nuova a Milano.
Noi lavoratori della Breda Fucine di Sesto S.Giovanni siamo stati esposti per anni all’amianto.
Molti nostri compagni sono già morti per mesotelioma pleurico e altri tumori provocati dall’amianto. Un’indagine sui lavoratori ha riscontrato una altissima percentuale di malattie causate dall’amianto. E nei prossimi anni è prevista una recrudescenza del fenomeno.
La legge 257 del 1992 riconosce , ai lavoratori che sono stati esposti all’amianto per almeno 10 anni, il diritto a maturare - per ogni anno di esposizione - un anno e mezzo di pensione.
Ma le procedure si trascinano all’infinito.

Dopo anni di lotte in fabbrica mentre continuiamo a batterci sui posti di lavoro, nelle strade, nelle piazze e nei tribunali per difendere la nostra salute e quella dei nostri compagni, siamo riusciti ad imporre all’INAIL una trattativa che ha portato al riconoscimento di decine di lavoratori esposti all’amianto di cui molti malati. Nei mesi scorsi abbiamo vinto 4 cause legali, ma i dirigenti dell’ ente hanno continuato a tergiversare arrivando a bloccare, ormai da sei mesi, i riconoscimenti previsti dalla legge 257 ai lavoratori che per essere stati esposti al minerale killer hanno una aspettativa di vita minore al resto della popolazione normale. In questo modo l’INAIL si rende complice dei padroni che tutto sapevano e nulla hanno fatto per impedire queste morti annunciate.
Alla lista dei 77 operai morti e delle decine di ammalati della Breda che si allunga inarrestabile si aggiungono coloro che a causa delle lungaggini burocratiche vanno in pensione dopo 40 anni di lavoro senza aver potuto usufruire dei diritti previsti della legge sull’amianto. Così, al danno…si aggiunge … la beffa!!.

Oggi però, davanti alla protesta di centinaia di lavoratori della ex Breda sempre più arrabbiati, il direttore dell’INAIL Regionale Dott. Colicchio e quello della sede di Milano Sabaudia Dott. Lorenzetti sono scesi in strada a parlare direttamente con gli operai che protestavano annunciando la ripresa delle trattative..
Noi abbiamo ribadito le nostre richieste, e cioè:
- che l’Inail smetta di coprire le responsabilità dei padroni che, pur sapendo da tempo che l’amianto costituiva un rischio mortale per i lavoratori, hanno continuato a goderne i vantaggi economici che esso rappresentava ;
- che vengano immediatamente riconosciuti i diritti pensionistici a tutti i lavoratori che sono stati esposti all’amianto.

Sesto San Giovanni, 16 maggio 2007

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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