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Spoleto: terza e quarta giornata della Festa dei Comunisti

(22 Luglio 2007)

La terza giornata della Festa dei Comunisti è stata caratterizzata dal dibattito sul neofascismo e sul revisionismo. Nella prima parte del dibattito sono state ricordate le ultime due aggressioni fasciste di Villa Ada e Casalbertone, condannandole chiaramente insieme con la connivenza delle istituzioni (forze dell'ordine e prefetto di Roma Achille Serra) con i fascisti.

Tutti gli interventi hanno sottolineato la grave situazione che si è creata da alcuni anni a questa parte su tutto il territorio nazionale in merito alle aggressioni e alle organizzazioni fasciste.
Il dato emerso è un'intensificazione della violenza e l'impunità concessa ai fascisti, anche grazie allo sdoganamento iniziato con l'equiparazione da parte di politici del centrosinistra dei repubblichini di Salò (carnefici) ai partigiani (liberatori e vittime).

Il fascismo è l'espressione della crisi del capitale, utilizzato per reprimere movimenti di lotta e bloccare le rivendicazioni dei lavoratori che aspirano ad una società equa.

Molto significativo l'intervento di Cesare Maiocchi, ex partigiano della "Banda Spoleto" che ha raccontato la sua esperienza di resistenza ed ha messo in evidenza la natura imperialista del fascismo, condannando inoltre l'utilizzo strumentale dei fascisti, dopo la seconda guerra mondiale, da parte degli americani.

Dal dibattito è emersa la forte condanna all'atteggiamento di chi, come Walter Veltroni, intitola strade a neofascisti e che, come Bertinotti, vuole "gettare un ponte verso una cultura così distante".

Nessuna tolleranza quindi per fascisti e revisionisti: la lotta per il Socialismo passa anche dallo smascheramento e dall'eliminazione di forze e strutture fasciste.

La quarta giornata, invece. è stata dedicata alla tragedia del popolo palestinese, da oltre mezzo secolo vittima di un'aggressione sionista vigliacca, razzista, e ben supportata da mezzi militari politici, economici e di propaganda.

Il dramma che hanno vissuto e continuano a vivere tanto i quattrocentomila profughi palestinesi in Libano quanto la popolazione che vive nel blindatissimo lager a cielo aperto che è la striscia di Gaza, è stato il leit motiv di tutti gli interventi coordinati dal compagno Germano Monti.

Tra questi, interessantissimo è stato quello del compagno libanese Kassem Aina, che in apertura ha sottolineato quanto sia importante che la causa palestinese sia agganciata alla lotta di classe.

Assai significativo è stato il passaggio che ha chiarito come sia stato possiibile che in un arco di tre decenni ed a più riprese Israele abbia "insistito" così tanto sul Libano, martoriandolo con blitz aerei ed occupazioni terrestri.

Il motivo è da ricercare nel fatto che il modello di società libanese è basato sulla compresenza di ben diciotto etnie diverse a riferimento anche delle tre grandi religioni monoteiste, del tutto antitetica al monoblocco sociale sionista.

Quindi Israele vede nel Libano la "negazione di se stesso".

Ovviamente questo non significa che la politica libanese sia una politica democratica: anche il Partito Comunista di quel paese non è esente da critiche avendo preferito alla politica di massa quella formale ed istituzionale.

Non è un caso che, oggi come oggi, pezzi consistenti di società libanese riconoscano non in questo ma nel partito di Ezbollah i loro legittimi rappresentanti per la Resistenza.

A proposito della Resistenza, Aina ha condannato in via assoluta la guerra civile fra Hamas e Fatah, a prescindere dalle ragioni portate dall'una o dall'altra parte, ed ha auspicato un ritorno all'OLP, come unica struttura capace di produrre una strategia resistente sulla base di una sintesi dialettica interna.

In ultimo è stato ricordato il compagno Stefano Chiarini, il cui lavoro ed impegno a favore della causa palestinese non solo non va dimenticato ma valorizzato attraverso il contributo di tutte e tutti, utilizzando forme di linguaggio chiaro, non ambiguo, davvero rappresentantivo di una dimensione esistenziale quasi inimmaginabile.

domenica 22 luglio 2007

Antonio Vitale - Francesco Fumarola

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