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Qual’e’ il vero programma dell’Ulivo?

(26 Luglio 2007)

Martedì 25 luglio il governo Prodi ha trovato, di nuovo, una maggioranza per la sua politica estera.

Intorno alla relazione del Ministro degli Esteri D’Alema, nella quale il Massimo ha rivendicato tutte le patrie “missioni umanitarie” - a partire da quella jugoslava - si sono uniti in un sol uomo tutti i senatori del centro sinistra, dai più moderati ai “sinistri radicali”. Questi ultimi, però, attendono una svolta sull’Afghanistan, come recita un comunicato firmato da 42 di loro.
Poi tutti al mare, alla faccia degli 82 civili trucidati quotidianamente dalle truppe “alleate” in quello sfortunato paese, così lontano dalle coscienze dei benpensanti.

Nella relazione di D’Alema nessuna parola sulla base in costruzione a Vicenza, niente sullo scudo antimissilistico, silenzio sugli F35 a Cameri, sull’accordo militare Italia / Israele.
Le risoluzioni che parlavano di argomenti scomodi sono state censurate dalla Presidenza del Senato. Strano modo di trattare la politica estera…..Forse vale la pena lasciare una delega in bianco all’ambasciatore USA in Italia Ronald Spogli, molto più schietto sulle scelte del nostro governo in materia.

Dopo la relazione di D’Alema nessuna parola d’ordine della grande manifestazione NoWar dello scorso 9 giugno ha riecheggiato in aula. Silenzio.
Quando finirà questo anomalo “Aventino” che impedisce di dare voce a milioni di italiani contrari alle missioni all’estero, alle esorbitanti spese militari che decurtano risorse alla spesa sociale, ad una militarizzazione della società sempre più evidente?

La crisi della rappresentanza, il distacco tra il “palazzo” ed i sentimenti, i bisogni della maggioranza della popolazione sta toccando in questi giorni le punte più alte della storia repubblicana, com’emerge dal placet a D’Alema e dalle scelte “sociali” del governo Prodi, con l’ulteriore controriforma delle pensioni ed il “protocollo su welfare e mercato del lavoro”.

Più guerra in casa e missioni all’estero, meno salari, meno pensioni, precarietà per i lavoratori, immensi profitti e regalie per industriali, manager e finanzieri.
Ad un anno dal suo insediamento emerge con estrema chiarezza il vero programma di governo dell’Ulivo !

Ci attende un lungo autunno di resistenza e di lotta, durante il quale affinare una comune capacità di esercitare nuovi rapporti di forza nella società, valorizzando un’indipendenza dal quadro politico oramai imprescindibile, al di là dei futuri assetti istituzionali e di governo: Nessuna prova d’appello per un ceto politico che oggi avalla e sostiene scelte che comprometteranno la vita e la libertà sociale d’intere generazioni, in Italia e nei paesi occupati: Afghanistan, Kosovo, Libano, Iraq, Palestina….

La battaglia di Vicenza sarà il primo banco di prova di questa nuova fase del movimento italiano contro la guerra, contro un governo antisociale e di guerra.

La Rete nazionale Disarmiamoli!

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