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20 Ottobre: Noi non ci saremo

Sull'appello per la Manifestazione del 20 Ottobre promosso da" Il Manifesto" e "Liberazione"

(8 Agosto 2007)

Da poche settimane è nato il "Coordinamento per l'Unità dei Comunisti", formato da delegati sindacali, giovani, associazioni, compagne e compagni provenienti da molte esperienze (PRC, PdCI, McPCL, associazioni e collettivi della sinistra "extra-parlamentare") che avvertono il bisogno di una nuova soggettività politica organizzata, fuori e contro le gabbie del centrosinistra e del bipolarismo.

Non pensiamo sia vera la tesi secondo cui la caduta di consensi del Governo Prodi sia dovuta alla mancanza di risposte ai problemi fondamentali per i quali molti lavoratori e lavoratrici, e gran parte dei precari, lo avevano votato (anche se solo in funzione anti-Berlusconi). Queste risposte ci sono state ma, come purtroppo era ampiamente prevedibile, si sono rivelate assolutamente inaccettabili!

Il centrosinistra aveva creato l'aspettativa della rottura con le "politiche di guerra" ed ha, invece, avallato la costruzione di una nuova e più grande base militare USA a Vicenza, confermato la missione NATO in Afghanistan, spostato parte delle proprie truppe d'occupazione dall'Iraq al Libano e, senza nemmeno un dibattito parlamentare, ha dato l'assenso allo scudo stellare voluto da George W. Bush.
Si era presentato ai propri elettori promettendo la cancellazione della Legge 30 (ancora viva e vegeta insieme al Pacchetto Treu) e l'abbattimento della precarietà, che invece viene blindata dall'ultimo Protocollo sul Welfare sottoscritto, chissà perché, a luglio inoltrato!
Si parlava esplicitamente di cancellare gli scaloni pensionistici introdotti da Maroni e invece arrivano gli scalini con, addirittura, un ulteriore innalzamento dell'età pensionabile...

Le risposte ci sono state, dunque, ma sono state positive per Confindustria ed assolutamente negative per milioni di lavoratrici e lavoratori!

Il solco tra Governo e sinistra di governo, da un lato, e movimenti e paese reale, dall'altro, si è ulteriormente allargato lo scorso 9 Giugno quando quasi 100 mila persone hanno manifestato contro le politiche di guerra di Bush e Prodi... mentre PdCI, Verdi, PRC, Arci e la sinistra-stampella, venuti tutt'insieme a soccorso di un governo di banchieri e faccendieri, radunavano solo qualche centinaio di funzionari a Piazza del Popolo.

Proprio perché abbiamo a cuore la nostra sorte di lavoratori e lavoratrici, questo autunno non scenderemo in piazza a manifestare senza gridare a voce alta il nostro NO! al Protocollo di Luglio ed alla nuova controriforma delle pensioni, senza opporci alla politica estera di questo sciagurato Governo, senza tacere sulla necessità di uno sciopero generale contro precarietà, contratti da fame e carovita. Infine, ha ribadito la volontà di costruire lo scempio economico-ambientale del TAV in Val di Susa ed in Val Sangone, infischiandosene dell'opposizione popolare largamente maggioritaria nella zona.
Scendere in piazza per difendere i nostri interessi significa, oggi, manifestare contro il Governo Prodi. Ed ogni eventuale conseguenza sulla stabilità di questo vergognoso esecutivo saranno da attribuire esclusivamente alle sue scelte antipopolari.

La nostra urgenza di partecipare alle scelte che contano non significa affatto firmare assegni in bianco al Governo Prodi, ma riconoscere una diffusa conflittualità di classe ed adoperarsi per far crescere il potere di contrattazione del popolo contro la guerra, dei movimenti contro gli ecoscempi e, soprattutto, dei milioni di lavoratori italiani che, anche con Prodi e Padoa Schioppa, hanno perso ulteriormente diritti, potere di acquisto e di contrattazione.

Per gli stessi motivi, invece, saremo all'assemblea di Roma del 12 settembre, dove si prefigura un percorso di resistenza a tutte queste politiche guerrafondaie e antisociali. Crediamo nella piena autonomia dei movimenti di lotta. E' finito il tempo del loro legame (più o meno "invisibile") con le compatibilità di sistema, a fianco o in sostegno di un Governo ormai servo dei patti di stabilità e delle compatibilità decise da Confindustria, BCE e FMI.

I compagni e le compagne del "coordinamento per l'unità dei comunisti"
cucnazionale@yahoo.it

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