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Il nuovo che torna

Il nuovo che torna

(30 Agosto 2010) Enzo Apicella
Il segretario del PD Bersani propone un "nuovo Ulivo".

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  • Stampa comunista: inutili i personalismi, serve un gioco di squadra
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    (Stato e istituzioni)

    Crollo di una montatura poliziesco-giudiziaria

    comunicato della Confederazione Cobas

    (3 Dicembre 2002)

    Il tribunale del riesame di Catanzaro ha rimesso in libertà tutti/e i/le compagni/e ancora in carcere o agli arresti domiciliari in seguito al blitz ordinato dalla procura di Cosenza ed eseguito lo scorso 15 novembre dai corpi speciali di polizia e carabinieri.

    Comincia così a sbriciolarsi quest’operazione repressiva, costruita con arrogante cinismo dai deliri inquisitori degli uomini del capo della polizia De Gennaro, che ha trovato nel tribunale di Cosenza un magistrato inquirente ammalato di protagonismo, una gip militante di Forza Italia e un procuratore generale che dichiara alla stampa che è prassi che le inchieste si facciano sparando inizialmente a zero per vedere poi se resta qualcosa di penalmente rilevante.

    La grande mobilitazione che immediatamente ha riempito le piazze d’Italia, i sit-in sotto le carceri di Trani, Viterbo, Latina, il presidio al tribunale di Catanzaro, la grande assemblea e l‘enorme corteo del 22/23 novembre a Cosenza, circondati dall’affetto e dalla passione popolari, hanno sicuramente mostrato la capacità di tutto il movimento antiliberista di non farsi intimidire e di opporsi con serena determinazione agli attacchi repressivi.

    L’enormità dei capi di imputazione, fondati su reati associativi e contro la personalità dello stato, pari alla loro totale inconsistenza giuridica, rappresenta un chiaro atto di persecuzione politica contro compagni e compagne che lottano alla luce del sole.

    Oggi registriamo una prima vittoria, salutiamo e abbracciamo i/le compagni/e liberati/e, che vengono così restituiti, dopo aver subito una sorta di sequestro di persona, ai propri affetti, al proprio lavoro, al proprio posto di lotta.

    Ma la nostra battaglia continua, perché mentre ci rallegriamo per queste scarcerazioni, non possiamo passare sotto silenzio il vero e proprio scempio e furto di verità che si sta compiendo sulla memoria di Carlo Giuliani. E’ veramente sconcertante, infatti, la richiesta di archiviazione per legittima difesa dell’omicidio di Carlo Giuliani da parte del Pubblico Ministero genovese Franz.

    Confidiamo che il movimento saprà mostrare tutta la sua forza politica per riuscire a imporre verità e giustizia sull’assassinio del compagno Carlo, perché non può finire qui.

    per la Confederazione Cobas
    Pino Giampietro

    Fonte

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