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(17 Gennaio 2012) Enzo Apicella

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Perché aderire alla manifestazione del 20 ottobre?

(23 Agosto 2007)

E’ pensabile che la CUB od altre realtà del sindacalismo di base aderiscano ad una manifestazione promossa da sostenitori del governo Prodi (la “sinistra radicale” PRC-VERDI-PDCI) per riportare “sulla giusta rotta programmatica” il governo del centro sinistra? Dico di NO per una serie di motivi, in primo luogo perché un sindacato conflittuale e non concertativo non ha governi amici, non ha padrini politici, non è “cinghia di trasmissione” di chicchessia e nemmeno portatore d’acqua e di vivande a progetti politici, a meno che non decida di snaturare il proprio ruolo di rappresentante indipendente ed autorganizzato delle realtà di base, per rivestire quello di fiancheggiatore istituzionalizzato. Cio’ che oggi produce il governo Prodi (ed ampliamente prevedibile anche prima delle elezioni) è l’accelerazione delle politiche liberiste tracciate anche prima del governo Berlusconi, dal primo governo Prodi e dal successivo governo D’Alema ecc., con la ripresa su vasta scala della concertazione (vedi accordi-capestro sulla triennalizzazione dei contratti del pubblico impiego e innalzamento dell’età pensionabile, mantenimento delle leggi Biagi e Treu ecc.), che rende fattibile e praticabile questa politica antioperaia, perché sostenuta dai sindacati concertativi. Quindi conserverei le energie per scendere in piazza sul serio, (come per lo sciopero del P.I. indetto dalle RdB a marzo) contro il governo Prodi e le sue politiche, peraltro avvallate regolarmente dalla sua ala sinistra, oggi in caduta di consensi e per questo alla ricerca di una verginità perduta. Solo una ripresa su vasta scala delle agitazioni sindacali potrà ostacolare le politiche “austere” di Padoa Schioppa, solo la mobilitazione di classe potrà bloccare la precarizzazione dei rapporti di lavoro. Per non parlare delle politiche di guerra e degli stanziamenti per incrementare il bilancio militare, (peraltro accettati anche da Verdi, Rifondazione, Comunisti Italiani) che devono veder nascere un vero movimento di opposizione (dopo il fallimento pilotato del “movimento dei movimenti”), sganciato dalle dinamiche istituzionali e dagli ipocriti di palazzo. Nessun favoreggiamento all’ipocrisia trasformista, nessuna sottomissione al vergognoso ricatto: “se cade Prodi torna il Berluska” ma riorganizzazione delle lotte sindacali nella prospettiva di uno sciopero generale contro il governo Prodi e tutte le politiche padronali.

Umberto Cotogni, RdB CUB La Spezia

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