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Degrado profondo

(23 Agosto 2007)

A scuole chiuse, in piena stagione balneare, quando erano già state avviate le operazioni di assegnazione provvisoria e di utilizzazione del personale di ruolo e la farsa della immissione in ruolo dei docenti precari, il Ministero della Pubblica Istruzione, su sollecitazione del Ministero del Tesoro, ha convocato a Roma i Dirigenti Scolastici Regionali per comunicare la “necessità” di una ulteriore decurtazione delle classi.
I Provveditori e i Presidi sono stati perentoriamente “invitati” a passare letteralmente al setaccio le iscrizioni per individuare le classi da tagliare, i corsi da accorpare, secondo criteri oltremodo restrittivi e miopi e giocando con il solito imbroglio tra l’organico di diritto e l’organico di fatto. Ulteriori tagli che colpiscono soprattutto gli alunni disabili e le loro famiglie: solo in Provincia di Salerno sono stati tagliati 360 posti di sostegno su un organico già insufficiente a causa dei posti cancellati negli scorsi anni scolastici.
Tutto ciò senza tenere minimamente conto delle ragioni umane, didattiche e sociali che devono sempre guidare le scelte in materia di istruzione e formazione e delle conseguenze che questo avrà sulla qualità dell’istruzione o anche semplicemente sulla reale possibilità di fare scuola, con gli insegnanti costretti a fare i cani da guardia perché si sa che nessuna didattica è possibile con un numero elevato di alunni per classe e senza gli insegnanti di sostegno. Una scuola così degradata non può che diventare escludente e selettiva: chiediamo a Fioroni “il cattolico” come sarà possibile garantire il diritto allo studio e le pari opportunità se non si potrà supportare con interventi didattici mirati e individualizzati proprio quegli alunni che evidenziano svantaggi e gli insegnanti sanno bene che gli svantaggi possono essere di varia natura e non tutti certificabili considerato i parametri sempre più ristretti utilizzati per il riconoscimento dell’handicap.
Si stanno materializzando i disastri progettati nella Finanziaria : un misero numero di immissioni in ruolo in rapporto al numero complessivo dei precari che rimangono fuori; perdita dei posti derivante dalla Finanziaria stessa (almeno 55.000 posti in meno per quest'anno scolastico); fuga verso la pensione da parte del personale che teme gli effetti scellerati della riforma pensionistica; tagli ai fondi con cui pagare le supplenze con le relative conseguenze visto che i Dirigenti scolastici stanno mettendo in essere tutte le opportune strategie per non utilizzare personale supplente (riduzione dell'unità oraria di lezione, da 60 minuti a 50 minuti, con recupero forzato per le supplenze; utilizzazione degli insegnanti in co-presenza come supplenti; assegnazione d'ufficio o sotto ricatto di spezzoni ai docenti di ruolo).

I Cobas della Scuola denunciano la grave situazione e il colpevole silenzio dei sindacati amici e degli alleati di questo governo dalla doppia faccia che non rispetta neanche quei pochi impegni assunti in campagna elettorale nei confronti degli alunni, delle famiglie, del personale della scuola.
Neanche Moratti e Tremonti erano arrivati a tanto.
L’inizio dell’anno scolastico e il suo proseguimento si preannuncia difficile,i tagli di posti e di fondi peggioreranno drasticamente le condizioni di lavoro dei docenti e la qualità di studio degli alunni, molti docenti precari non lavoreranno.
I Cobas attiveranno e sosterranno tutte le forme di lotta che si renderanno necessarie.

COBAS
Comitati di Base della Scuola - Salerno
cobas.sa@fastwebnet.it

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