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(No basi, no guerre)

Il movimento contro la guerra riparte da Vicenza

(24 Agosto 2007)

Dal 6 al 16 settembre prossimo tutte le realtà del movimento contro la guerra italiano si ritroveranno al campeggio indetto dal Presidio permanente NODalMolin. Tra esse la Rete nazionale Disarmiamoli.

L’assemblea dello scorso 14 luglio ha evidenziato la determinazione e la forza di coloro che nel nostro paese non sono disposti a mediare sugli obiettivi storici del NO alla guerra senza se e senza ma, rafforzati in questi anni da esperienze territoriali capaci di inceppare i vari progetti di devastazione dei territori, dalla Val di Susa alle decine di mobilitazioni e lotte nel centro e sud del paese.

Le esperienze concrete provenienti da questi anni di resistenza sono un bagaglio formidabile per gestire una battaglia che si preannuncia lunga e difficile: impedire al governo statunitense di impiantare una base strategica utile alle presenti e future guerre di conquista in Medio Oriente ed in Eurasia.

UNA GUERRA SEMPRE MENO “FREDDA”

I segnali che giungono dai vari fronti di conflitto e di scontro politico – diplomatico ci dicono dei preparativi in atto verso nuovi e sempre più devastanti scenari bellici.
Dai paesi baltici alla Polonia, dalla repubblica Ceca al Kossovo la tensione tra Ovest ed Est è tornata ad essere altissima, sull’onda della spinta statunitense e NATO, impegnate da anni in una nuova corsa all’egemonia mondiale.

Uno sguardo anche superficiale alla cartina dell’Europa centro orientale chiarisce i termini dello scontro. Il crollo del muro di Berlino ha determinato un immenso spostamento di paesi e risorse nell’area di influenza degli USA, della NATO e della U.E . Il fenomeno è avvenuto attraverso guerre di conquista e disgregazioni di interi Stati, “rivoluzioni arancioni” e decisioni “sovrane” dei vari governi.
Il cosiddetto “scudo antimissilistico” USA vuole ora mettere a frutto questo nuovo rapporto di forza territoriale anche sul terreno militare.
L’alleanza militare tra Russia, Cina ed alcuni importanti paesi centro asiatici (OCS - Organizzazione di Cooperazione di Shanghai), evidenzia il livello ed il terreno della potenziale risposta dell’asse avverso all’egemonismo occidentale. Durante il mese di agosto le grandi esercitazioni militari dell’alleanza orientale hanno visto la presenza, come osservatori, di Iran e India. È’ di questi giorni la richiesta ufficiale di ingresso nell’alleanza da parte dell’Iran.

Queste nuove prove di forza Ovest/Est si determinano in un contesto che vede la recrudescenza del conflitto in Iraq e Afghanistan, le fortissime pressioni e minacce all’Iran, i costanti tentativi di destabilizzazione del Libano da parte di chi (Israele, USA, Francia in primis) non può accettare l’attuale rapporto di forza nel paese dei cedri, prodotto della cocente sconfitta Israeliana subita la scorsa estate per mano della resistenza libanese.

I dati parziali ed appena accennati sopra ci servono per contestualizzare le scelte di politica estera dell’attuale governo di centro sinistra.
Tutte le decisioni prese dall’esecutivo Prodi nei primi 16 mesi di governo indicano la volontà di affiancare attivamente, su tutti i fronti di guerra, gli obiettivi indicati dall’amministrazione Bush e dalla NATO.
La base al Dal Molin suggellerebbe un orientamento che potremmo definire “attivamente subalterno”, dettato evidentemente dalla determinazione dell’industria italiana di armi ed idrocarburi a non perdere neppure una commessa emergente dal bagno di sangue in atto e futuro. Neppure le cortine fumogene “multilateraliste” del Ministro degli Esteri possono nascondere l’evidenza. Lo scenario libanese dei prossimi mesi rischia di spazzare definitivamente via ogni banco di nebbia.

DA VICENZA UN SEGNALE DI LUNGO RESPIRO PER IL MOVIMENTO ITALIANO ED EUROPEO.

Le giornate del campeggio ci permetteranno di approfondire l’analisi della situazione nella quale il movimento contro la guerra si troverà ad agire nei prossimi mesi.
Le scelte politico – militari USA NATO in Italia hanno spinto in questi mesi varie realtà a coagularsi intorno alla battaglia di Vicenza, a partire dalle conseguenze che il militarismo comporta per i vari territori.
Pensiamo alla battaglia di Novara contro gli F35, alle lotte contro le industrie delle armi a Colleferro, alla resistenza dei vari comitati contro le ipotesi di ampliamento delle basi di camp Darby, Sigonella, Taranto, Napoli, in Sardegna. Pensiamo ai tanti comitati antimilitaristi incontrati in tutta Italia durante le tappe delle tre Carovane contro la guerra, per il disarmo e la pace.
Contemporaneamente la lotta contro lo contro lo scudo antimissilistico ha già determinato le condizioni minime per un coordinamento con i movimenti polacchi e cechi.

Si tratta di rafforzare questa rete di resistenze, dandogli prospettive di mobilitazione costante sui territori, attraverso campagne coordinate, capaci di legare il particolare al generale.

Il questa prospettiva la Rete nazionale Disarmiamoli sarà presente a Vicenza, portando come contributo alla discussione la mobilitazione e la petizione popolare contro lo scudo antimissilistico e la proposta di Legge di iniziativa popolare per la revisione dei trattati internazionali, le basi e le servitù militari. Due campagne che hanno riscosso interesse in tutto il paese e che possono essere nei prossimi mesi elementi di mobilitazione costante e condivisi tra le diverse realtà territoriali.

Durante i giorni del campeggio sarà presente un banchetto di Disarmiamoli! per la raccolta delle firme e la diffusione di materiale.

Occorre battersi con determinazione perché i cantieri al Dal Molin non vengano aperti, nel contempo dobbiamo agire politicamente perché il movimento contro la guerra mantenga e rafforzi l'indipendenza dei movimenti dimostrata con la manifestazione del 9 giugno.
Ampi settori della società italiana sono oramai indisponibili ad accettare supinamente le cortine fumogene di un “governo amico” in grado di realizzare - con il placet di una “sinistra di governo” vergognosamente subalterna – una politica estera ed interna innervata di un militarismo interventista senza precedenti nella storia della Repubblica.

Solo rafforzando l’autonomia e l’indipendenza del movimento NoWar potremo inceppare i meccanismi bellicisti che vedono e vedranno sempre di più il nostro paese avamposto delle guerre di conquista USA / NATO e del polo europeo.

24 agosto 2007

La Rete nazionale Disarmiamoli!
info@disarmiamoli.org
www.disarmiamoli.org

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