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SdL propone un Referendum contro la precarietà

(7 Settembre 2007)

Nell'ambito delle più generali e storiche forme di lotta a cui daremo vita questo autunno, SdL Intercategoriale propone a forze politiche e sindacali, associazioni, singoli cittadini e lavoratori, di intraprendere una iniziativa referendaria, a partire dal tema centrale della precarietà.

I QUESITI REFERENDARI, partendo dalla PRECARIETA', interesseranno anche pensioni, salute, istruzione, servizi pubblici e democrazia sindacale.

Uno strumento da sperimentare per dare respiro generale alle criticità che i lavoratori, i precari, i disoccupati, i cittadini vivono quotidianamente e che potrebbe accompagnare e sostenere le mobilitazioni dei prossimi mesi, a cominciare dall'opposizione al protocollo su pensioni e welfare siglato da CGIL-CISL-UIL il 23 luglio scorso.

Ai classici strumenti sindacali, primo fra tutti lo sciopero generale, intendiamo aggiungere quello referendario che è rivolto all'intero Paese: è evidente infatti che la piaga della precarietà colpisce il figlio del medico come quello dell'operaio ed è quindi un problema che coinvolge il cittadino come lavoratore, come soggetto sociale e politico.

Precarietà, ma non solo precarietà, perché è ormai sotto gli occhi di tutti che il falso mito del mercato, delle privatizzazioni, delle liberalizzazioni, sta distruggendo il tessuto sociale ed economico della società, rendendola più povera, meno giusta e meno unita.

E' tempo di reagire, di contare e di contarsi: la campagna Referendaria che proponiamo può e deve diventare un importante strumento di mobilitazione a sostegno della giustizia sociale, andando quindi ad evidenziare le contraddizioni dell'impianto neoliberista che oggi guida e "regola" i rapporti sociali ed economici nel nostro paese, calpestando solidarietà e welfare, giustizia e coesione sociale.

L'iniziativa referendaria potrebbe condurre alla raccolta delle firme nella prossima primavera, ma da subito potrebbe diventare oggetto di discussione ed ambito di mobilitazione: nei prossimi giorni valuteremo quindi le reazioni delle forze politiche, dei sindacali, delle associazioni, dei singoli cittadini e dei lavoratori.

Dichiarazione del Coordinatore nazionale SdL Intercategoriale Fabrizio Tomaselli

L'accordo del 23 luglio scorso non ha fatto altro che evidenziare la deriva liberista che in questi anni ha travolto l'Europa. Nonostante le privatizzazioni e le liberalizzazioni non abbiano di fatto avuto alcun effetto benefico nei confronti dello sviluppo economico, come anche delle tasche e delle condizioni di vita del cittadino, stiamo vivendo una "sbornia da mercato" alimentata in modo artificioso da una valanga di informazioni false. Il "mito del mercato che tutto risolve al suo interno, che si autoregola e che assicura sviluppo infinito" si è infranto nella contraddizione di uno sviluppo infinitesimale dell'economia, e sta producendo la distruzione dell'ambiente, il rapido ed incontrollato aumento del disagio sociale e della della precarietà, l'abbandono di ogni riferimento al welfare quale elemento di emancipazione e giustizia sociale.

Le privatizzazioni non hanno neanche prodotto benefici rilevanti alle casse dello Stato, hanno distrutto interi settori industriali ed hanno creato disoccupazione. Le liberalizzazioni hanno di fatto relegato il cittadino a spettatore inerme di giochi che avevano tutt'altro scopo che quello di tutelarli. I costi dei prodotti e dei servizi non sono diminuiti e l'unica cosa che ha registrato un reale calo è stata la qualità e l'efficienza dei servizi.

I salari sono diminuiti sia in termini diretti, sia indiretti, cioè per tutti quei servizi che sino a ieri, proprio perché vissuti e gestiti come valore sociale, rappresentavano un concreto valore aggiunto al 27 di ogni mese.

Le pensioni sono state falcidiate e rese "complementari" alla rendita attraverso i fondi pensione, il lavoratore dovrebbe assicurarsi la vecchiaia giocando in borsa parte della busta paga.

La precarietà, infine, sta assumendo sempre più le sembianze della normalità, piuttosto che della straordinarietà. "Vecchi giovani" che devono convivere ormai stabilmente con uno stato di disagio complessivo ed economico che porta al degrado morale, alla desolazione sociale e distrugge qualsiasi stimolo al cambiamento.

A tutto ciò è necessario opporsi in modo concreto, oltre che culturale.

Per questi motivi SdL, insieme alla mobilitazioni sindacali che potrebbero sfociare anche nello sciopero generale contro l'accordo del 23 luglio, propone una iniziativa di più largo respiro:

un insieme di QUESITI REFERENDARI che, partendo dalla PRECARIETA', interesseranno anche pensioni, salute, istruzione, servizi pubblici e democrazia sindacale.

Tutto ciò per porre all'attenzione dell'intera opinione pubblica e dei lavoratori, del mondo politico e sindacale, della società civile, l'estrema necessità di un cambiamento, di una svolta radicale che indichi un nuovo modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale ed ecologico e che al tempo stesso spazzi via i falsi miti di questi ultimi anni e li sostituisca con i valori della solidarietà e della giustizia sociale.

6 settembre 2007

Sindacato dei lavoratori
www.sdlintercategoriale.it

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