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Rifugiato o clandestino?

Rifugiato o clandestino

(5 Aprile 2011) Enzo Apicella

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Pavia: così i sindaci del Pd scacciano rom e nomadi

(9 Settembre 2007)

Riesce davvero difficile immaginare, in merito alla problematica dei rom dell’ex-Snia, una gestione peggiore di quella che abbiamo visto attuarsi in questi mesi ad opera dell’Amministrazione locale di Pavia.

Sembrano essere venuti meno non soltanto il rispetto dei valori tradizionalmente portati avanti dai partiti di centro-sinistra e rispecchiati nel programma Capitelli del 2005, ma anche ogni brandello di civile buon senso.
La risoluzione, indiscutibile e ormai remota, ad allontanare le famiglie rom dall’area avrebbe potuto e dovuto preludere a un’organizzazione calibrata e funzionale del dopo-Snia per queste decine di uomini, donne e bambini spesso arrivati nel nostro paese in fuga da una miseria disperante; ce ne sarebbero stati il tempo e il modo, nell’ampio periodo che ha separato la decisione dalla relativa attuazione.

Ma si è preferito sprecare tempo, energie e fiumi d’inchiostro per attizzare senza requie un’acre polemica con tutte le forze, politiche e non, che non si stancavano di porre l’accento sull’emergenza umanitaria che questi disperati rappresentavano e di chiedere per tutti loro concrete opportunità di inserimento. A questi ultimi sono state addossate parecchie colpe. La loro disponibilità a studiare e proporre sistemazioni alternative e decorose per i rom, brutalmente liquidata come “buonismo”, sarebbe stata responsabile dell’incremento degli occupanti dell’area. La loro costante presenza all’interno di essa, tesa anche a monitorare costantemente la situazione, è stata vista come un “ostacolo”. La diffusione delle informazioni “in diretta” tacciata più o meno velatamente di falsità. Le critiche costruttive spacciate per populismo e ricerca di visibilità. E proprio coloro che più accanitamente denunciavano il degrado dell’ex-Snia, dove i ratti scorazzavano fra i piedi nudi dei bambini, e si sgolavano a invocare per i rom una sistemazione decorosa, sono stati accusati di aver colpevolmente ritardato lo sgombero.

Questo sgombero andava fatto. Ma non ora, molto prima; non per risolvere un’emergenza di ordine pubblico, ma un’emergenza umanitaria; e non così. Ora sono sotto gli occhi di tutti le gravissime conseguenze di una situazione tanto maldestramente gestita; ora si sente tutta la pesantezza di un clima in cui le ataviche diffidenze verso gli “stranieri” (specie se più poveri di noi), lungi dall’essere smorzate, sono state al contrario cavalcate e rinfocolate da numerose dichiarazioni e iniziative dei nostri amministratori locali, culminate con la gran pubblicità resa alla scorta assegnata al sindaco poche settimane fa.
Se questo è un assaggio della bella e nuova politica che da mesi il costituendo Partito Democratico promette alla nazione, allora è con orgoglio che accoglieremo d'ora in avanti le accuse d'essere vecchi, stantii e conservatori. Nel nostro passato, non nel loro progettato futuro, stanno i valori da trapiantare e coltivare oggi e domani per un reale e perpetuo progresso della democrazia.

Paolo Fornelli - Segretario Provinciale Pdci Pavia
Martina Sollazzi - Segretaria Cittadina PdCI Pavia

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