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L'obiettivo politico

(21 Settembre 2007)

Il sistema politico italiano continua a mandare segni di evidente fibrillazione (adesso sono in campo, almeno dal punto di vista mediatico, i casi “Grillo” e RAI” - l'eterno caso RAI verrebbe da scrivere) in vista di un prevedibile, deciso, riallineamento che si verificherà con la formazione formale del Partito Democratico: cosa succederà allora?

Rimpasto? Crisi di governo “pilotata” attraverso la ricostituzione di un “centro” che si proporrà di sostituire la cosiddetta “sinistra radicale di governo”? Crisi di governo “vera”, con formazione di un governo istituzionale (Dini?), accordo bipartisan sulla legge elettorale (modello tedesco, con sbarramento ridotto al 4%) ed elezioni nella primavera 2008?

Tutte le ipotesi, in questo momento sono plausibili, così come appare evidente il meccanismo di difesa che la “Casta” ha messo in opera con la costruzione mediatica del “fenomeno” dei comici populisti, in modo da “fare fronte” in maniera trasversale, andando ad un referendum: noi o i comici? Si tratta, per “la Casta” di vincerlo – nei fatti – anche di stretta misura, senza preoccuparsi di lasciare morti e feriti (rappresentati da un ulteriore tasso di disaffezione) purché restino intatti i propri poteri di nomina e di elargizione di spesa, a tutti i livelli, centrale e periferico (anche se il sistema periferico è in subbuglio: troppo esigua la fetta di torta a disposizione. Al punto che l'ANCI arriva a mettere in discussione quel patto di stabilità, figlio diretto del trattato di Maastricht).

Una partita che non potrà non interessare quella “sinistra non governativa” che stenta ad assumere connotati di chiara soggettività politica, ma che agisce in varie forme ed entità a diversi livelli, politici e sociali.

Questa “sinistra non governativa” non riesce però (ed appare in assoluto ritardo) ad identificare un obiettivo politico unificante.

Cercherò, con la modestia dei mezzi intellettuali a mia disposizione, di fornire un contributo in questo senso.

E' evidente il caos che regna “ a sinistra” (vedi vicende legate alla prevista manifestazione del 20 Ottobre che, nonostante l'illustre caratura intellettuale dei proponenti, non si riesce proprio a definire nei contenuti e rischia di apparire – com'è giusto del resto – semplicemente l'immagine di una gigantesca contraddizione frutto di un altrettanto evidente errore d'analisi): ecco, è dall'errore di analisi che è necessario ripartire.

L'obiettivo politico della “sinistra non governativa” deve essere quello della certificazione del fallimento della strategia governista messa in atto, in particolare da Rifondazione Comunista, ormai da molti anni: cioè dall'integrazione nel meccanismo della governabilità, attraverso l'assunzione del sistema maggioritario e del bipolarismo come elementi esaustivi della dinamica del sistema politico.

La certificazione di questo fallimento può avvenire in due modi ed, in ogni caso (è doloroso dirlo, ma è anche necessario) prevede una fase di slittamento a destra: da un lato i partiti della “sinistra governista” constateranno il loro fallimento nel momento in cui assisteranno alla formazione di un soggetto centrista fuori dal PD che riproporrà la “politica dei due forni” (se i centristi avranno trovato, come pare, forza e spazio per una operazione di questo genere vorrà dire, davvero, che la strategia governista avrà mostrato per intero la corda); dall'altro canto si avrà un esito elettorale che stabilirà rapporti di forza tali, da portare ad un ridimensionamento secco della forza della sinistra di governo (dal 15% complessivo all'8% tra RC, PdCI, Verdi, SD, complici soprattutto le esitazioni ed i deficit di analisi dei fuoriusciti dai DS e la bruttissima immagine che RC sta fornendo, proprio dal punto di vista della negativa integrazione del proprio quadro dirigente, principalmente a livello intermedio, nei confronti dei settori sociali che dovrebbero rappresentare i primi referenti del partito).

Questi gli scenari prevedibili: in conclusione, quindi, ribadisco quanto mi era già capitato di affermare in passate occasioni.

Servirebbe attrezzarsi, per non annegare nella vastità dello spazio sociale e politico che potrebbe aprirsi a sinistra, neppure troppo all'improvviso.

Savona, li 21 Settembre 2007

Franco Astengo

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