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Detroit bankrupt city

Detroit bankrupt city

(19 Luglio 2013) Enzo Apicella
Detroit è fallita, rischio di migliaia di licenziamenti e di tagli alle pensioni municipali

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(Capitale e lavoro)

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(Call center e lotta di classe)

Fastweb, sempre dalla tua parte. Ma da quale parte? Non quella dei lavoratori

(26 Settembre 2007)

La Direzione centrale è a Milano. Esistono poi altre Direzioni, per il centro e per il sud. In queste sedi esistono i callcenter direzionali,out bound e in bound. I primi sono gli unici in cui gli operatori telefonici, chiamando a casa e nelle aziende, sono in grado di contrattualizzare, in teleselling, il cliente. Nei secondi gli operatori telefonici sono addetti al Customer Service, ossia rispondono al numero verde dedicato al servizio clienti. La Direzione affida poi a piccole aziende, sparse sul territorio, il mandato di Business Partners. Aziende del genere esistono anche in Toscana, e in particolare nella Provincia di Lucca Chi sono questi soggetti? Per lo piu’ piccoli call center, il cui personale ha il compito di telefonare per prendere appuntamenti ai Funzionari di Vendita, i quali dovranno poi andare nelle case o nelle aziende a spiegare l’offerta, con la promozione del mese, e contrattualizzare il cliente. L’operatore del piccolo call center territoriale lavora a progetto. Rarissimamente pagato 7 euro lordi l’ora, spessissimamente pagato 3 euro e 50 centesimi lordi l’ora o addirittura solo qualche centesimo a chiamata, piu’ eventuali incentivi per ogni appuntamento preso e/o per ogni contratto che il Funzionario di Vendita è riuscito a sottoscrivere durante la consulenza. E qui la prima domanda: quale è il progetto dell’operatore? telefonare? Telefonare è un lavoro, da inquadrare come lavoro dipendente, o sotto il CCNL del Terziario o sotto il CCNL delle Telecomunicazioni,con tanto di ferie, malattia, tredicesima, quattordicesima, TFR, non un progetto da gestire autonomamente, tanto piu’ che le persone da contattare l’operatore telefonico, non se le può scegliere di propria iniziativa, ma gli vengono imposte da precise liste di nominativi fornite dalla Direzione Fastweb, la telefonata deve essere fatta secondo un preciso script, anch’esso deciso dalla Direzione, ci sono turni da rispettare, o la mattina o il pomeriggio, regolamenti imposti e, se non si produce,se cioe’ non si riesce a prendere appuntamenti…..si va a casa! Come configurare questo “mandare a casa” il poveraccio che non produce, perchè magari è stato 4 ore al telefono a sentirsi buttar giu’ la cornetta o a farsi insultare da chi delle telefonate dei call center non ne puo’ piu’, se non come un estremo provvedimento disciplinare chiamato “licenziamento”, tipico del lavoro dipendente e subordinato? Per i Funzionari di Vendita, anch’essi lavoratori a progetto,con o senza partita IVA, è anche peggio: non esiste un compenso fisso e certo, non esiste un rimborso spese di benzina e usura auto, si è retribuiti solo in base ai contratti ( e non in base ai contratti stipulati, ma in base a quelli attivati! E, incredibile, al Funzionario di Vendita non vengono pagati neanche i contratti la cui non attivazione non dipende dalla volontà del cliente ma da insospettabili ed imprevedebili impossibilità tecniche o errori dei system addetti alla installazione degli apparati). Ergo si lavora con l’incognita se il mese successivo si avra’ una busta paga a 0 euro o no e, nel primo caso, la certezza di aver non solo non guadagnato ma addirittura essere andati a rimessa!…di benzina e di salute, coi nervi a pezzi.

Questo è quanto accade a chi lavora per la Fastweb spa. Fino a quando lasci, perchè non ne puoi più.

C’è chi ,da poco, e dopo molto, ha lasciato la Fastweb! Gabriele, così lo chiameremo, se ne è andato. con una lettera di “dimissioni per giusta causa”, visto che da qualche mese era diventata non solo una perdita di denaro, ma anche un accumulo di tensione di nervi. Nessun appuntamento dal call center, perchè le persone che si possono contattare ( che vista la ormai nota normativa del Garante sono esclusivamente quelle che hanno dato il consenso!) o hanno gia’ Fastweb o non lo vogliono; consiglio (o” imposizione”?) ai Funzionari di Vendita di andare a trovarsi i clienti da soli, con il porta a porta, ovviamente a costo zero per la Fastweb: si va giro alla ricerca disperata di un Cristo che firmi un contratto e se non lo si trova si è buttato via delle ore, speso soldi in benzina,o consumato i tacchi, e si torna a casa depressi perche’ non avendo fatto neanche un contratto la giornata è stata guadagno ZERO e spese TANTE. Per non parlare di truffe sparse, disservizi e tantissime lamentele…che hanno fatto e fanno una pessima pubblicità. Ergo,spesso diventa impossibile o quasi contrattualizzare nuovi clienti. Almeno lavorando onestamente. Nonostante il nostro lavoratore non sia piu’ del CPF, Club Precari Fastweb, è di pochi giorni fa l’ultima querelle, per la quale è stato costretto a scrivere l’ennesima e-mail ai sommi capi. Omettendo i nomi veri ed usando nomi di fantasia, per rispetto e per tutela della privacy dei clienti, ne trascrivo il testo: ” Faccio seguito alla telefonata intercorsa con “Lamberto” intorno alle 20, per confermare per iscritto quanto dettomi da “Laura” durante le sue due telefonate fattemi oggi: I tecnici della Fastweb, che si sono presentati come tecnici anche della Telecom, NON HANNO POTUTO ALLACCIARLA, CONSIGLIANDOLA DI FARE PRIMA L’ALLACCIO CON TELECOM E POI EVENTUALMENTE PASSARE A FASTWEB. Al di la del fatto che i tecnici le avrebbero anche detto “faccia Alice tutto incluso”, le conviene…Se con Fastweb poi avesse dei problemi, non le mandano nessuno per i guasti!!!…” “Laura” ha deciso, vista la impossibilità per Fastweb di allacciarla, di annullare la proposta di abbonamento con me sottoscritta ad agosto. Dato che oggi ero fuori casa, per l’altro mio lavoro, e non potevo esserle di aiuto ( cosa questa che comunque non sarebbe nei miei compiti, non lavorando al Servzio Clienti., ma che ho sempre fatto, volentieri per i miei clienti, ma gratis et amore Fastweb), le ho consigliato di rivolgersi o telefonicamente al numero verde per sapere come fare. Le è stato detto che puo’ dare disdetta, inviando una raccomandata a.r. e pagando una penale di 49 euro! Quale penale? Se un qualsiasi cliente da disdetta per un servizio GIA’ ATTIVATO, che per sua scelta non desidera piu’ avere, “forse”gli puo’ essere richiesta. Anche se varie associazioni di consumatori, secondo precise interpretazioni delle norme, metterebbero in dubbio la cosa, visto l’ormai entrato in vigore Decreto Bersani. Ma non esiste sulla faccia della terra che venga richiesta una penale per un servizio MAI ATTIVATO, non essendo l’utente mai diventato tale, e mancando pertanto la sua possibilta’ di usufruire di un servizio. Cosi come nessuna penale va applicata al cliente attivato, che abbia avuto disservizi totali. Ci si meraviglia della cattiva pubblicita’ ? e dello scarso aumento di portafoglio negli ultimi mesi… A me pare cosa ovvia. Le lamentele, anche se “isolate”, ma putroppo così isolate non lo sono, producono a catena un brutto passa parola. Senza contare le TRUFFE perpetrate da personaggi truffaldini. E, al mio cellulare, ho risposto non so piu’ nemmeno quante volte a clienti, non miei, truffati da Funzionari di Vendita senza scrupoli che avevano dato loro, crocettando a loro insaputa sul contratto, nella parte che viene trasmessa alla Direzione, e non su quella che resta al cliente, opzioni aggiuntive a pagamento! Roba da denuncia penale e richiesta di risarcimento danni, nonchè da articolo a tutta pagina, non solo sulle cronache locali ma su quelle nazionali e su Internet, visto che la maggioranza delle persone legge più sui blog che sulla carta stamapata. Colgo l’occasione per segnalare altri casi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, di clienti “scontenti”: “Silvia” che aspetta da febbraio un rimborso di 45 euro.Senza contare che la sig.ra ha dovuto vivere un’odissea per essere attivata. Il suo primo contratto pareva essere sparito nel nulla. Ha scritto fax e raccomandate, gentili,anche su pungenti e molto sarcastiche alle quali nessuna risposta è stata data. “Luchy” ( mio stesso palazzo), cliente da piu’ di un anno.MAI FUNZIONATO INTERNET.Ma lo paga… “Pino”, da settembre il telefono e il fax gli funzionano un giorno si e un giorno no! “Giuseppe”, mai funzionante, nonostante l’attivazione ha fatto recesso. Per non parlare di “Aldo”, che ha gia’ inizato una causa con il suo legale, per un disservizio pos perdurato mesi e mai risolto che gli ha procurato un mancato guadagno. Comunico infine che attendo ancora di essere pagato per il lavoro svolto lo scorso mese. L’avermi informato che la persona addetta a provvedere fosse in ferie, e che per questo motivo ci sarà un ritardo,addirittura di piu’ di un mese, è una giustificazione che ritengo del tutto inadeguata. Si doveva provvedere prima, o incaricare chi sostitusice nel periodo di assenza a provvedere nei termini, visto che si lavora per necessità e non per hobby. Se voglio fare del volontariato lo faccio altrove, e non per un Azienda che si vanta di essere l’alternativa a Telecom e paga Valentino Rossi milioni di euro l’anno per uno spot. Tutti, haimè anche il sottoscritto, abbiamo il vizio di mangiare, per sopravvivere. Tutti dobbiamo pagare le tasse e le bollette (quelle di Fastweb incluse) ma se non ho soldi perchè il datore di lavoro non mi ha pagata, non posso dire ” scusa Enel…ti pagherò quando quelli della Fastweb mi pagheranno”. Perche’ senno mi staccano il servizio.. ” BEL MONDO!!! Il mondo dei precari Fastweb. Meno male che l’azienda è stata di recente comprata dagli Svizzeri. Precisi come è noto che siano, auguriamoci che riescano a mettere precisione anche nei rapporti lavorativi con lo staff di persone che ci collaborano.

Letizia Tassinari

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