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Il sindaco di Prato va in Cina

Commento a: «Riduzione in schiavitù»

(25 Ottobre 2009)

La Sasch non produrrà più niente a Prato ed è subito polemica, visto che l’azienda leader nel settore dell’abbigliamento appartiene a Roberto Cenni, che di Prato è il sindaco. La notizia, anticipata dalla cronaca pratese del Tirreno di oggi, ha così immediatamente suscitato molte reazioni in città e nel mondo imprenditoriale. In realtà la Sasch già produceva la quasi totalità dei suoi capi in Cina. Secondo quanto riferito dalla stessa azienda ormai in Italia veniva realizzato solo lo 0,7% della produzione, pari a circa 100mila abiti confezionati nel reparto di Modelleria e dai lavoratori della Mi.Mill. Adesso anche questi vestiti saranno prodotti in Cina, mentre per nove lavoratori Sasch e altrettanti di Mi.Mill. è stata chiesta la cassa integrazione. Dalla Sasch spiegano che si tratta di una normale razionalizzazione del processo produttivo, necessario a tenere il passo con colossi come Zara e H&M. E per far capire come tutto questo non abbia ripercussioni sul piano occupazionale interno, i vertici aziendali ricordano come nell’ultimo anno sono stati aperti 50 negozi a marchio Sasch in Italia per un totale di 400 nuovi posti di lavoro.

Roberto Alessandrini

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