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Piano Sarkozy

Piano Sarkozy

(25 Agosto 2011) Enzo Apicella
Sarkozy esterna il suo piano per il dopo-Gheddafi, rivendicando per la Francia un ruolo più importante nella rapina delle materie prime libiche

Tutte le vignette di Enzo Apicella

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(Imperialismo e guerra)

Imperialismo e guerra (dall'Africa)

La guerra "umanitaria" alla Libia e le sue conseguenze

(135 notizie dal 7 Marzo 2011 al 21 Maggio 2014 - pagina 4 di 7)

Il volpigno Sarkozy

Nel giro di alcuni mesi il volpigno Sarkozy ha fatto fuori due Presidenti della Africa Libera per sostituirli con suoi schiavetti: il Presidente della Costa d'Avorio dopo averlo combattuto con una guerra civile durata dieci anni e non si sa quante centinaia di migliaia di morti Georges Gbaba ed ora il Capo Spirituale della Libia Gheddafi. La posta in gioco in Libia: petrolio, gas e Italia Vergogna...

(15 Settembre 2011)

Pietro Ancona

“La battaglia per la Libia: uccisioni, sparizioni e torture”. Il rapporto di Amnesty

Amnesty International denuncia che durante il conflitto libico le forze pro-Gheddafi hanno commesso crimini di diritto internazionale su vasta scala, ma accusa anche le forze leali al Consiglio nazionale transitorio (Cnt) di violazioni dei diritti umani, che in alcuni casi si configurano come crimini di guerra. Secondo Amnesty le milizie degli insorti in Libia hanno commesso “serie violazioni...

(15 Settembre 2011)

Valentina Valentini DirittiDistorti

In libia il fmi celebra le nozze mistiche tra bombardamenti e privatizzazioni

In questi giorni il mondo è stato impegnato nella celebrazione della ricorrenza del remake americano dell'incendio del Reichstag, il cui copyright appartiene ad Hitler, che però non è in condizione di reclamare i diritti d'autore. Le schiere dei dietrologi e dei complottisti sono state finalmente sgominate con implacabili perizie tecniche, che ci hanno dimostrato come sia normale...

(15 Settembre 2011)

Comidad

Libia:il futuro del paese secondo i piani delle potenze alleate

La Nato lascerà ai libici la possibilità di decidere il futuro del paese? Per niente. Passerà alla fase 2 della «missione». Addestrerà e armerà le «forze di sicurezza» libiche mentre singoli Stati membri potrebbero inviare truppe di terra.

MANLIO DINUCCI Roma, 05 settembre 2011, Nena News (nella foto dal sito ilkiwi.com, il presidente franceseSarkozy e, a destra, il premier britannico Cameron) - Nella rappresentazione mediatica della guerra di Libia, dominano la scena i «ribelli», mentre la Nato è defilata. Eppure è nella sua cabina di regia che è stata preparata e diretta la guerra e che si decide...

(5 Settembre 2011)

Nena News

In libia la nato punta al genocidio

Il commento di Adriano Sofri su "la Repubblica" di domenica scorsa ha suscitato più di una perplessità anche in coloro che sono ormai avvezzi al suo interventismo integralista. Il venirci a raccontare che i bambini di Bengasi raffigurano Gheddafi come un orco, travalica le soglie del ridicolo, diventa pura demenzialità propagandistica. Eppure nella guerra psicologica nulla rimane...

(1 Settembre 2011)

Comidad

A Tripoli nuovi bombardamenti NATO, la disinformazione impazza

29-08-2011/14:17 --- È stata una notte di esplosioni e scontri a fuoco, a Tripoli: lo raccontano all’agenzia di stampa MISNA alcuni missionari che vivono nel centro della capitale libica, dove l’avanzata dei ribelli e i bombardamenti aerei della Nato non sono ancora riusciti ad avere la meglio sulle ultime sacche di resistenza dei militari fedeli al colonnello Gheddafi, nel frattempo...

(29 Agosto 2011)

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

Le gravissime menzogne di guerra degli alleati locali della Nato. Mentre Tripoli sprofonda

Di menzogne, fondanti e accessorie, per demonizzare l’avversario e nobilitare l’intervento Nato, la guerra in Libia è costellata. Come ha scritto Lucio Caracciolo, stavolta si è assistito più del solito al collasso dell'informazione. Questo si aggiunge alle notizie tragiche che arrivano da Tripoli anche rispetto a vendette su chi era visto come “gheddafiano”...

(29 Agosto 2011)

Marinella Correggia Radio Città Aperta - Roma

Nebbia di guerra

Siamo in piena nebbia di guerra. Circolano immagini di Gheddafi morto, che sono evidenti falsi, ma molti siti dei giornali le presentano lo stesso con il dubbio, e intanto colpiscono l'immaginario collettivo e lo predispongono al parossismo della battaglia finale. Era accaduto così anche per quell'incredibile farsa dell'uccisione di Bin Laden. Poi che succede? Annunciano la cattura del figlio...

(28 Agosto 2011)

Pino Cabras - Megachip

La fine di un mondo

Il secolo breve nella misurazione di Hobsbawm è compreso fra l'inizio e la fine della «rivoluzione» per eccellenza. La data di partenza è il 1917, l'Ottobre russo, e la data conclusiva il 1990, come media fra il 1989 di Tienanmen e del collasso del «socialismo reale» nell'Europa dell'est e il 1991 dell'ammainamento della bandiera rossa dalla torre più alta...

(28 Agosto 2011)

Gian Paolo Calchi Novati - Il Manifesto

Al Jazeera. La fabbrica delle bugie

Da un po' di tempo circola una battuta che riassume i fatti di Libia, il ruolo dell'informazione, il destino di Muammar Gheddafi e recita così: "Il giornalismo è morto. Gheddafi non ancora". Ciò presumibilmente a significare che molte testate giornalistiche hanno prestato i loro servigi perché si raggiungesse al più presto la fine di Gheddafi. Certo, per il bene...

(28 Agosto 2011)

Peacereporter

I massacri dei 'ribelli della Nato'. Migranti africani. Famiglie sfollate dall'est. Libici dalla parte del torto.

Qualcuno lo dica a chi in Italia non si è opposto alla guerra Nato+Qatar+Arabia Saudita+Alleati locali perché “in Libia i migranti clandestini erano respinti e imprigionati”. Qualcuno dica cosa hanno fatto e ancor più stanno facendo a Tripoli i ribelli della Nato, i vincitori (non per meriti militari propri, ma grazie ai loro mercenari: i piloti dei bombardieri Nato,...

(27 Agosto 2011)

Marinella Correggia Radio Città Aperta - Roma

Libia: cardini, all'italia vanno le briciole

Lo scenario, dice lo storico italiano, è quello di un futuro governo libico filo occidentale che si occuperà di spartire le ricchezze del Paese. All'Italia andra' quel poco che ci lasceranno i francesi.

Roma, 27 agosto 2011, Nena News - La situazione libica domina i media di tutto il mondo. La frenesia degli ultimi accadimenti e le incertezze sul futuro concorrono a creare uno scenario poco chiaro su quello che capita nel Paese nordafricano. PeaceReporter ha intervistato Il professor Franco Cardini, storico e saggista, docente di Storia medievale all'Istituto italiano di Scienze umane a Firenze ed...

(27 Agosto 2011)

CHRISTIAN ELIA - Peacereporter

La caduta di gheddafi rivoluzione e controrivoluzione in libia

La caduta della dittatura di Gheddafi è, in ultima analisi, uno sbocco della rivoluzione araba. Ma la natura controrivoluzionaria della direzione politica della rivoluzione libica consegna questo successo all'imperialismo. Il cui intervento militare, sostenuto e sponsorizzato dal CNT, era ed è finalizzato a preservare il controllo imperialista sul paese, contro le esigenze di liberazione...

(26 Agosto 2011)

Marco Ferrando Partito Comunista dei Lavoratori

La guerra segreta dei Predator italiani in Libia

Gli analisti statunitensi ne sono più che convinti. I velivoli senza pilota schierati dalla coalizione internazionale per le operazioni di guerra in Libia hanno contribuito in modo rilevante al successo dell’offensiva sferrata dalle forze ribelli contro i santuari del potere del colonnello Gheddafi a Tripoli. Frederic Wehrey, politologo della RAND Corporation ed esperto di conflitti mediorientali,...

(26 Agosto 2011)

Antonio Mazzeo

La grande caccia è aperta

E' partita la grande caccia ma lui, il vinto Gheddafi, è duro a morire. Pur di prendere il Colonnello, vivo o morto (cosa è meglio: presentarlo dietro le sbarre con la divisa a righe o metterlo definitivamente a tacere?), la coalizione degli «umanitari» ha gettato ogni residuo pudore per il rispetto almeno formale della risoluzione 1973 del 17 marzo - quella che conferiva...

(26 Agosto 2011)

Maurizio Matteuzzi - Il Manifesto

Libia, la spartizione del bottino di guerra

Che la partita in gioco non fossero i destini dei civili, ma le risorse petrolifere, è un dato difficilmente contestabile. Ma quale nuovo quadro emergerà dallo scontro di interessi delle potenze occidentali non e' ancora chiaro

GERALDINA COLOTTI Roma, 25 agosto 2011, Nena News - Quanto vale la Libia nello scenario energetico internazionale ora che la Nato ha spinto gli insorti al cuore di Tripoli e la sorte di Muammar Gheddafi sembra segnata? Che la partita in gioco non fossero i destini dei civili, ma le risorse petrolifere, è un dato difficilmente contestabile. Ma quale nuovo quadro emergerà dallo scontro...

(25 Agosto 2011)

Nena News

Libia: gli interessi diversi del cairo, doha e riyadh

Egitto, Qatar e Arabia saudita avviano con intenzioni talvolta contrastanti il rapporto con il Consiglio dei ribelli libici. Israele tace ma la fine di Gheddafi lo favorisce. Palestinesi fuori dal gioco che conta

MICHELE GIORGIO Roma, 24 agosto 2011, Nena News - «La Nato si faccia subito da parte e lasci la Libia al suo popolo». Ahmed Maher e gli altri giovani del Movimento 6 aprile, protagonista della rivoluzione egiziana, hanno le idee chiare sulle mire e gli interessi dei Paesi occidentali, mascherati dall’intervento «militare-umanitario», nella Libia del dopo-Gheddafi guidata...

(25 Agosto 2011)

Nena News

Tunisia: fine posizione neutra, riconosce cnt

La Tunisia, che per mesi si è tenuta su una posizione di ufficiale neutralità tra le due parti in conflitto, accogliendo al contempo migliaia di profughi, domenica ha riconosciuto il Cnt come legittimo rappresentate del popolo libico.

IRENE PANIGHETTI Tunisi, 24 agosto 2011, Nena News - Il primo ministro del governo di transizione tunisino Béji Caïd Essebsi ha espresso lunedì la sua soddisfazione per “la vittoria della volontà del popolo libico in marcia per la libertà e la dignità”., sottolineando altresì la “solidità dei legami di fratellanza e solidarietà...

(25 Agosto 2011)

Nena News

Libia, la guerra della disinformazione

Come e più delle famigerate Gbu-24 dei Tornado le bombe mediatiche sono state l’arma più potente dei sei mesi della “rivoluzione” libica lanciata contro Gheddafi. Quella che molte emittenti, Al Jazeera e Al Arabya in testa, hanno definito la battaglia finale di Tripoli (per ora il raìs li ha beffati ed è svicolato dal bunker) ha visto risvolti che poco...

(25 Agosto 2011)

Enrico Campofreda

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