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Vomito, dunque sono

pennivendoli di regime

(17 Novembre 2010)

analisi dell'ideologia comodo comunista nella fase attuale storica in cui la maggioranza in assenza di un opposizione se la crea essa stessa

Vi sono delle difese naturali che intervengono per espellere ciò che è nocivo per il corpo. Allo stesso modo vi sono delle difese naturali che intervengono per preservare l’integrità intellettuale, e dunque morale, di un individuo.
Queste difese naturali vengono mortificate nel momento stesso in cui si accettano le logiche della convenienza.
In regime di buona educazione aristocratica, invece di un sano vomito, si prende una pillola antispasmo. Per preservare la cattiva coscienza, invece, si accetta di scrivere per giornali utili ad incartare le uova o per mortificare la carta igienica.
I pupazzi di regime, nell’immaginario comune, si pensa che stiano tutti a destra o al centro, e qualche volta a sinistra. Ma se uno scrive per un “giornale comunista” la cattiva coscienza crede sia messa al riparo.
Un pupazzo di regime vive tragicamente la propria esistenza. E’ costretto a scrivere secondo la logica del luogocomunismo. Ma per un pupazzo di regime scrivere per un giornale, che è anche organo di un partito comunista, è una vera tragedia all’inizio, poi con il tempo, a furia di scrivere luoghicomunismi, dimentica se stesso, e non si rende più conto di essere diventato un pupazzo di regime. Sono delle vere e proprie tragedie esistenziali. Specialmente in questa fase storica, dove addirittura il ruolo di opposizione è svolto da un pezzo della maggioranza, dove il segretario del partito nato dalle ceneri del PCI, invece di starsene a casa, va in televisione a decantare i “valori della sinistra” insieme all’ex segretario del MSI, oggi presidente della camera e capopartito, portatore sano dei “valori della destra”.
Se queste sono operazioni stomachevoli, perché rese evidenti ed esaltate dagli organi corrotti della televisione di regime, per un pupazzo di regime che scrive per un giornale “comunista” organo di un “partito comunista”, è ancora peggio quando si trova ad affrontare pagliacciate ancora più gravi.
Quando i “comunisti” ottennero due seggi al consiglio della Regione Lazio chiedendo di votare la Bonino come presidente, pensate che sia stato facile per un pupazzo di regime scrivere con sincero entusiasmo di essere riusciti a ottenere due seggi “comunisti” alla Pisana? Un sincero comunista avrebbe dovuto vomitare nell’articolo del giornale “comunista” che la Bonino era quella contro l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Ma, non potendolo scrivere, interviene la cattiva coscienza in aiuto, cioè la pillola antispasmo. Si getta allora tutto il proprio livore contro una sindacalista, perché di destra, per mettere a tacere la coscienza. Si accetta la logica perversa del meno peggio. La Bonino di sinistra, la Polverini di destra. Il pupazzo di regime non ha dubbi su chi è di destra e chi di sinistra. Lo capisce subito. Ha un intuito infallibile.
Cioè, il fintocomunista è costretto a prendere le difese della Bonino, nemica delle garanzie dei lavoratori, e scagliarsi contro una sindacalista. Come non ebbe dubbi sulla sfida del 1993 tra Rutelli e Fini. Rutelli di sinistra, Fini di destra. Poi, poveretto, il pupazzo di regime si trova spiazzato quando incontra Rutelli e Fini nello stesso schieramento. Allora interviene la nemesi comodocomunista.
Avete capito in quale forma di schizofrenia vive un pupazzo di regime?
Però, poi, il pupazzo di regime ha anche le sue soddisfazioni. Vuoi mettere quanta bella gente comodocomunista si incontra? Quanto è bello scrivere sulle magnifiche e progressive sorti della manifestazione del 16 ottobre? Esaltarsi per lo splendido discorso di un D’Arcais, di un Cremaschi ed Epifani? Vuoi mettere le soddisfazioni che si sono ricevute nello scrivere per un giornale “comunista” che ha avuto per direttore un giornalista “comunista” come Sansonetti? Ancora ricordano con lacrime di emozione il giorno della vittoria di Obama. Sono ancora tutti profondamente commossi nel ricordo della vittoria di Luxuria all’Isola dei famosi (paragonata alla vittoria di Obama). Le pareti sono tappezzate di prime pagine di quelle giornate “indimenticabili”. Quanti ricordi rivoluzionari, quante belle lotte!
Quante soddisfazioni nel vedere la vittoria alle primarie del PD di un “comunista” come Pisapia! Sono queste soddisfazioni ad evitare il vomito?
Basta seguire la comodocomunista logica di accettare qualsiasi personaggio di destra che si candida a sinistra e la magia è compiuta. La soddisfazione “comunista” raggiunge il climax. L’orgasmo ideologico si è finalmente realizzato. Se poi ci scappa pure lo stipendio è meglio.
Quando qualche coscienza riottosa scalpita basta fargli scrivere qualche nota di colore. Fargli dimenticare di essere divenuti di destra, dirigere il suo odio verso coloro che sono rimasti comunisti e, per decenza di classe hanno rifiutato di chiamarsi tali. Poi si lamentano perché le vendite sono divenute imbarazzanti.
Noi preferiamo un sano e proletario vomito!.

Roberto Scorzoni "Guardiarossa"

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