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DALLA MARCIA PERUGIA-ASSISI AL 4 NOVEMBRE DALLA PARTE DI ABELE

(23 Ottobre 2014)

La marcia Perugia-Assisi che si è svolta il 19 ottobre ha manifestato ancora una volta il bisogno di pace e l'urgenza di agire per fermare le guerre e le stragi.
E per fermare le guerre e le stragi occorre il disarmo e la smilitarizzazione, occorre l'azione nonviolenta per salvare le vite umane in pericolo, occorre una decisa opposizione a tutti i poteri violenti e assassini.
A cento anni dalla prima guerra mondiale occorre abolire la guerra, occorre riconoscere che vi è una sola umanità, occorre rendere effettivo il diritto di tutti gli esseri umani alla vita, alla dignità, alla solidarietà.
Il male può essere sconfitto solo col bene.
Solo con mezzi di pace si può costruire la pace.
Nessuno è sicuro finché vi è ingiustizia, oppressione, violenza.
Fra tutti gli esseri umani vanno condivisi i beni comuni.
*
Dando svolgimento all'appello e all'impegno espressi dalla Giornata internazionale della nonviolenza del 2 ottobre e dalla marcia della pace Perugia-Assisi del 19 ottobre, il 4 novembre ricorderemo ancora una volta tutte le vittime di tutte le guerre con l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele": proponiamo che in ogni città d'Italia si esprima pubblicamente il dolore per le persone assassinate dalla guerra, e si dichiari e manifesti l'impegno affinché cessino le guerre e le uccisioni.
E questo impegno di pace, di disarmo, di smilitarizzazione, di democrazia, di giustizia, di misericordia, di solidarietà che tutti gli esseri umani riconosce e raggiunge, ebbene, richiede scelte politiche precise e ineludibili da parte del Parlamento italiano, scelte coerenti con la lettera e lo spirito della Costituzione della Repubblica Italiana:
1. abrogazione di tutte le misure razziste e schiaviste che provocano le morti nel Mediterraneo e la scellerata persecuzione dei migranti nel nostro paese;
2. cessazione della illegale e criminale partecipazione italiana alle guerre in corso, dall'Afghanistan al Medio Oriente;
3. cessazione della produzione e del commercio delle armi che dall'Italia vengono messe a disposizione di poteri criminali e assassini e provocano morti in tante parti del mondo;
4. cessazione dello scandaloso sperpero di 70 milioni di euro al giorno da parte dello stato italiano per le spese militari;
5. impegno per l'abolizione dell'organizzazione terroristica e assassina della Nato;
6. avvio della Difesa popolare nonviolenta, del disarmo unilaterale e integrale, di una politica rigorosamente nonviolenta di aiuto umanitario, di cooperazione tra i popoli, di difesa ovunque dei diritti umani, di tutela della biosfera casa comune dell'umanità.
*
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la nonviolenza può salvare l'umanità.

Viterbo, 23 ottobre 2014

"Viterbo oltre il muro", gruppo di formazione e informazione nonviolenta

Fonte

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