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La vicenda Lega-Russia e l’unione delle forze proletarie

(19 Luglio 2019)

Matteo Salvini

Il caso dei 65 milioni di fondi russi alla Lega si inquadra in una duplice cornice di contraddizioni interborghesi, a livello internazionale e nazionale.

Che la Lega sia uno strumento nelle mani della superpotenza imperialista USA in primo luogo, e dell’imperialismo russo in secondo luogo, è cosa arcinota.

Trump e Putin, mentre rivaleggiano in diverse aree del mondo, hanno un obiettivo in comune: indebolire e disgregare l’UE imperialista. Per questo sostengono e finanziano i partiti sciovinisti, populisti e di estrema destra che concorrono a mettere in crisi - coltivando l’odio fra i popoli e togliendo consensi ai tradizionali partiti socialdemocratici e liberali - il progetto di integrazione economica e politica europea diretto dalla Germania e dalla Francia imperialiste, già minato dalla legge dello sviluppo ineguale.

Sul piano nazionale la vicenda del Metropol mette in luce i rapporti fra gruppi monopolisti, come l’ENI, e la Lega, che è oggi il partito di riferimento della grande borghesia per portare avanti politiche neoliberiste e repressive.

La Lega ha la sua base di massa nei piccoli e medi imprenditori del nord, in settori del ceto medio e strati arretrati e disorientati di proletariato; ma a livello politico, nonostante gli sforzi demagogici, lavora per assicurare gli interessi della grande borghesia.

Il rapporto fra la Lega e le componenti più reazionarie del grande capitale, degli industriali e degli agrari, è organico.

Questi settori appoggiano la Lega, hanno bisogno della sua politica ultrareazionaria e di scissione sistematica del proletariato per cercare di frenare l’inesorabile declino dell’imperialismo italiano e conservare i rapporti sociali esistenti, per intensificare lo sfruttamento e ridurre ulteriormente salari, diritti e spese sociali, per sopprimere le libertà democratiche degli operai, intimidire e attaccare le organizzazioni di classe e le forme di lotta più decise, impedendo che la protesta proletaria e popolare si diriga contro le basi del sistema di sfruttamento.

Le menzogne e il rifiuto di Salvini di riferire personalmente in Parlamento sul caso Lega-Russia, non esprimono solo il timore per le conseguenze politiche di uno scandalo che dimostra la profonda corruzione del partito che dirige, ma mettono anche in luce il totale disprezzo del ministro di polizia e del suo partito nei riguardi della democrazia parlamentare borghese.

La vicenda costituisce un altro tassello del processo di fascistizzazione dello Stato che procede attraverso una lotta acuta con i vecchi partiti borghesi e nello stesso campo populista, nel quale il M5S è in posizione totalmente subalterna.

La lotta per battere l’offensiva borghese e l’applicazione di misure di carattere reazionario e razzista (come il “Decreto sicurezza bis”) non può svolgersi sotto la direzione della borghesia democratica, né sotto quella della piccola borghesia radicaleggiante. Questi strati sociali oscillanti sono sempre pronti a subordinarsi per interessi di bottega a quello che appare come il “padrone di turno”.

La sola forza che può sviluppare una reale e generale mobilitazione contro l'oligarchia finanziaria, le sue istituzioni, i suoi partiti, che può battere il leghismo ed il fascismo, è il proletariato, che abbandonando le illusioni e riconquistando la sua coscienza di classe, battendosi con energia per la difesa intransigente dei propri interessi contro il capitalismo, può e deve guidare l’intera massa sfruttata e oppressa nella lotta di liberazione da tutti i governi della classe dominante, per l’instaurazione di un governo operaio e degli altri lavoratori sfruttati.

Lavoriamo dunque per far recuperare alla classe lavoratrice, in primo luogo a quella industriale, la fiducia nella sua forza e capacità di iniziativa, per approfittare di ogni occasione per assestare un colpo al nemico di classe, per aumentare la sua partecipazione attiva agli scioperi e alle mobilitazioni di piazza, per forgiare la sua unità e la sua organizzazione indipendente di classe.

L’autunno si avvicina e con esso l’ennesima manovra governativa antioperaia e antipopolare, a favore di padroni e parassiti. E’ necessario sviluppare i processi di unità di azione delle forze proletarie, per un fronte unico di lotta basato sulla difesa intransigente degli interessi di classe, contro la politica di contrapposizione per nazionalità, per regioni, per aziende, per generazioni, contro le manovre dei capi sindacali collaborazionisti opportunisti.

Promuoviamo e appoggiamo la costruzione di organismi (Comitati, ecc.) che vanno radicati nelle masse in occasione di ogni protesta che si produrrà nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro, fra i disoccupati, nei quartieri popolari, nei territori minacciati dalla devastazione capitalistica, cercando di assicurare a tali organismi di lotta la maggiore continuità e stabilità possibile.

Per avanzare in questa direzione è più che mai necessaria l’unione dei comunisti e degli elementi di avanguardia della classe operaia in una sola Organizzazione comunista, in marcia verso la creazione di un Partito indipendente e rivoluzionario del proletariato, parte integrante e dirigente della sua lotta per l’emancipazione.

17 luglio 2019

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

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