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Iraq: a Falluja, nonostante l'annuncio dell'avvenuta conquista, si continua a combattere

(15 Novembre 2004)

Baghdad, 14 novembre - Mentre a Falluja i combattimenti continuano, le forze americane impediscono la distribuzione degli aiuti ai civili, portati da un convoglio della Mezzaluna irachena, adducendo motivi di sicurezza. Il convoglio ha potuto raggiungere solo l'ospedale generale, ma la popolazione è nascosta nelle proprie case e non può avventurarsi fuori. Un giornalista iracheno che si trova all'interno di Falluja, Haza al Afify, citato da al Jazeera, ha detto che ci sono numerose vittime civili, nonostante quanto sostenuto dalle fonti Usa, e "la situazione umanitaria è miserabile".

Il comandante della prima divisione dei marines, generale Richard Natonski, ha dichiarato che ormai il numero dei combattenti iracheni uccisi a Falluja supera i 1200. Secondo fonti militari statunitensi in una strada della città sarebbe stato trovato il corpo mutilato di una donna dall'aspetto occidentale. Un uomo che si è qualificato al telefono come portavoce del Comitato di resistenza di Falluja, Abu Saad al Dlimi, parlando con al Jazeera, ha negato che la resistenza stia scemando, sostenendo anzi che l'annuncio dell'avvenuta conquista di larga parte della città, dimostra che gli assalitori sono in difficoltà. Egli ha detto che americani e unità collaborazioniste irachene avrebbero perduto più di 150 uomini da quando l'attacco è iniziato e non sono riusciti a entrare nel distretto di Golan, considerata la roccaforte della resistenza, che fonti Usa hanno dato per conquistato già alcuni giorni fa.

Il giornalista iracheno Haza al Afify ha riferito ad al Jazeera che gli scontri proseguono in almeno due aree nel distretto del Golan e in due distretti nella parte meridionale della città. Egli ha negato che si possa parlare solo di alcune sacche di resistenza, come affermato ieri dal ministro di Stato iracheno Kassem Daoud, "perché allora significa che Falluja è piena di sacche di resistenza". Fonti militari statunitensi hanno confermato che ieri tre marines sono stati uccisi in un edificio trappola riempito di ordigni esplosi nel momento del loro ingresso. Altri tredici soldati Usa sono rimasti feriti negli scontri delle ultime ore.

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