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LO SCONTRO INTERIMPERIALISTA
TRA MERCATI E GUERRE

(20 Maggio 2015)

Editoriale del n. 29 di "Alternativa di Classe"

scontrointerimp

Sabato 9 Maggio si è svolta a Mosca la celebrazione del 70° anniversario della vittoria della Seconda Guerra Mondiale, di quando, cioè, le truppe russe entrarono a Berlino. Vi è stata una parata militare, definita “colossale” da tutti i principali media occidentali: pare sia stata “la più grande parata mai effettuata finora”, di sicuro in Russia, e forse nel mondo, anche con sistemi d'arma tecnologicamente all'avanguardia. In occasione del settantenario l'establishment moscovita ha voluto superare se stesso, rispetto agli anni passati...
Si tratta, da sempre per loro, del giorno della “Grande Vittoria”, ricordato come tale in Russia, vittoria riportata nella cosiddetta “Guerra Patriottica”. Tutti gli anni in questa giornata si svolgono celebrazioni in diverse città russe, ma quella di Mosca è la principale, e quella di quest'anno riveste un'importanza particolare per V. Putin; è per questo che, a fronte di oltre 15mila militari a Mosca ed 85mila, con 1880 attrezzature militari, in tutta la Russia, sono stati mobilitati quasi 80mila giovani del “Corpo dei Volontari Russi per il Settantesimo della Grande Vittoria”: un bagno di patriottismo...
Si è rievocato, invece, il bagno di sangue dei 27 milioni di morti in guerra dell'Armata Rossa, lasciando ricordare ad ognuno il proprio familiare allora scomparso, in chiave di “Liberazione dell'Europa dal nazi-fascismo”, la versione che i vincitori avevano deciso insieme a Yalta di divulgare, per coprire la natura imperialista della guerra appena vinta.
La novità è, perciò, relativa, visto che la figura di Stalin, vincitore della Guerra Mondiale, a livello popolare è sempre stata vista in Russia come icona nazionale, dato anche il baricentro del suo indirizzo politico, nel quale l'interesse del Paese veniva fatto passare per coincidente con l'interesse del “socialismo internazionale”.
La differenza di questa rievocazione è consistita nel fatto che, a differenza soprattutto dagli anni '90, si è calcata la mano molto più sulla continuità storica nazionale, “patriottica”, che sul cambiamento di regime politico uscito dal '89. Qualche importante giornale russo ha parlato, in proposito, di “privatizzazione del ricordo”.
Putin, poi, durante il suo discorso ha ringraziato formalmente Francia, Regno Unito ed USA, cercando di coprire la portata dello “schiaffo occidentale”, consistito nella clamorosa assenza alla cerimonia da parte dei massimi leader “atlantici”, che hanno ripiegato sull'invio di figure di secondo piano in momenti meno centrali. L'intendimento “occidentale” è chiaro: cercare di far pesare, a livello di opinione pubblica internazionale, contro la Russia la “questione Ucraina” ed, in particolare, la sua annessione della Crimea del Marzo '14.
Vi sono, però, altri aspetti su cui è importante fermare l'attenzione: alla parata di Mosca hanno direttamente partecipato anche contingenti militari di India e Cina, oltre che di altri Paesi alleati “minori”, ed erano presenti, oltre al Presidente dell'ONU, Ban Ki- moon, ai Presidenti di India e Cina, Pranab Mukherjee e Xi Jinping, il Presidente del Sudafrica, J. Zuma, quello del Venezuela, N. Maduro, ed il leader cubano, R. Castro, oltre a rappresentanti di diversi Paesi. Alcuni osservatori occidentali parlano del profilarsi di alleanze internazionali alternative anche sul piano militare, verso nuovi scontri bellici...
Del resto, l'alleanza dei BRICS, oggi perlomeno sul piano economico, dovuta ad una serie di interessi convergenti, non è una novità. La Cina, ed ormai da cinque anni, è il primo partner commerciale della Russia, mentre lo scambio energetico russo privilegia l'India, con gas, petrolio e tecnologia nucleare. Si è svolto nel Luglio '14 il summit dei BRICS a Fortaleza, in Brasile, che ha lanciato definitivamente un congiunto “Fondo di riserva”, nonché una loro “Banca di sviluppo” in comune (vedi Anno II, n.17 di ALTERNATIVA DI CLASSE a pag.11), da aprire a Shanghai entro l'anno in corso.
A tutto ciò va aggiunto l'incontro fra i BRICS ed i Presidenti dei Paesi UNASUR (Unione delle Nazioni Sudamericane), tenutosi a Brasilia sempre nel Luglio '14, subito dopo Fortaleza, ed al termine del quale la Presidente del Brasile, D. Roussef, ha riportato pubblicamente la raggiunta individuazione di “molti interessi comuni”.
Nell'Ottobre '14, poi, la Cina ha annunciato la nascita di una banca internazionale, la AIIB (Asia Infrastructure Investment Bank), destinata a finanziare progetti infrastrutturali in Asia, e cioè, in primo luogo, la colossale Ferrovia ad Alta Velocità della Nuova Via della Seta eurasiatica, con tre corridoi, fra loro alternativi, che uniscono, in pratica, Bruxelles a Pechino, (via Turchia, via Caucaso e via Russia, con venti Paesi attraversati). A finanziarla è già partita proprio la Cina con 50 milioni di dollari, mentre fino a Marzo hanno aderito ben quaranta nazioni come “Soci fondatori”, tra cui Regno Unito, Australia e Giappone, peraltro con la manifesta ostilità del governo USA, abbarbicato a difendere i privilegi che gli derivano da Bretton Woods. Gli USA, infatti, come noto, ostacolano in ogni modo la “riforma del FMI” chiesta dai BRICS.
In questo senso, alla AIIB si sta affiancando la, già citata, “BDB”, cioè la “Banca di sviluppo” dei BRICS, il cui Consiglio di Amministrazione dovrebbe avere da pochi giorni svolto ad Ufa, in Russia, la sua prima riunione di insediamento. E' proprio in tale località, in Russia (che ha assunto dal 1° Aprile per un anno la presidenza dei BRICS), che dovrebbe svolgersi a Luglio il consueto summit, a seguito del quale potrebbero emergere le premesse di vere e proprie “novità” in campo economico e finanziario internazionale.
In effetti i BRICS in fondo chiedono solo un adeguamento ai tempi mutati per gli Accordi di Bretton Woods, con pesi aggiornati negli organismi decisionali, cosa, però, che metterebbe in forse il potere degli USA di essere sempre “dalla parte della ragione”. Tutto ciò servirebbe, in definitiva, alle economie “emergenti”, come India e, soprattutto, Cina, per avviare cambiamenti ancora più favorevoli ad esse in campo di rapporti economici e politici internazionali, anche ostacolando, almeno di fatto, le mire USA.
Nella dissoluzione dell'URSS, invece, gli USA, con l'aiuto della UE, si erano inseriti in modo più spregiudicato di quanto abbia fatto la Cina stessa, ed in Ucraina hanno foraggiato indirizzi politici retrivi e reazionari, divenuti dominanti. D'altra parte, non può di certo essere sostenibile, da parte di compagni, la posizione russa, che, facendo leva sull'indipendentismo nazionalista di piccole regioni, ha “fagocitato”, in pratica, la Crimea.
Sappiamo che, invece, clamorose stragi fasciste, come quella di Odessa, hanno portato oggi diversi compagni a schierarsi emotivamente con gli “antifascisti” del Donbass, sbagliando in pieno. Si tratta, infatti, di una guerra tra diversi imperialismi, anche se ora vige la “tregua di Minsk”, dove, qualunque sarà il vincitore, come e peggio (in un certo senso) della Seconda Guerra Mondiale, a perdere saranno i proletari, se non si organizzeranno fuori e contro le due parti in conflitto! A scegliere il “meno peggio” non si fa altro che andare su terreno altrui.... Si è già sbagliato con la “guerra partigiana”, che è stata legata al carro di uno dei due schieramenti imperialisti che si fronteggiavano: non ripetiamo errori già fatti!

Alternativa di Classe

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