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Assemblea Romana delle lavoratrici e dei lavoratori di Rifondazione Comunista: mettere al centro i diritti di chi lavora

(20 Febbraio 2021)

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Venerdì 19, con una diretta facebook, si è svolta l’assemblea Romana delle lavoratrici e dei lavoratori di Rifondazione Comunista; in preparazione della Conferenza nazionale che si svolgerà il 27 e 28 Febbraio.
Lo scopo dell’assemblea era quello di tornare a far parlare i lavoratori in prima persona dei problemi e delle difficoltà presenti oggi nei luoghi di lavoro. Nella sua introduzione ll segretario della federazione di Roma, Castelli, Litoranea, Vito Meloni, non ha nascosto che vi siano state difficoltà, negli ultimi anni, nell’azione del PRC evidenziando tuttavia la “ripresa di attenzione sul tema del lavoro da parte di Rifondazione Comunista.”
Nelle due ore e trenta in cui si è svolta l’assemblea 15 lavoratori e lavoratrici hanno raccontato le loro condizioni materiali sui luoghi di lavoro. Dipendenti pubblici, Co.co.co, lavoratori autonomi, smartworker, Partite Iva “per necessità”, sindacalisti, lavoratori nei trasporti hanno ragionato insieme, riflettendo sui problemi nel mondo del lavoro e sulle necessità per uscire dalle condizioni di ricatto create dall’approvazione del Jobs Act e dalla cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori; che ha reso precari anche i lavoratori e le lavoratrici cosiddetti “a tempo indeterminato.”
Frantumazione dell’uguaglianza nel lavoro Pubblico, in cui sulla stessa tipologia di lavoro vi sono lavoratori con contratti diversi e con diversi diritti e redditi. Disinvestimento sui servizi pubblici che ha prodotto il peggioramento dei servizi stessi. Smartworking, inteso dalle aziende come opportunità, deregolamentata, per incrementare senza oneri l’orario di lavoro dei dipendenti riducendo diritti e reddito. L’autosfruttamento dei piccolissimi artigiani e commercianti, nel tentativo di mantenere a galla le loro attività e gli aiuti irrisori dello Stato e della Regione. Le condizioni di sfruttamento schiavistico che incontrano i giovani nell’entrare nel mondo del lavoro, a cui vengono proposte retribuzioni da 6 euro l’ora. Questi e molti altri temi sono stati discussi o solo accennati, rimandando ad altri incontri ulteriori analisi ed approfondimenti.
L’assemblea, tuttavia, non è stata solo una raccolta di lamentele, ma un momento di riflessione su ciò che Rifondazione Comunista ha già fatto, proposto e propone. L’abrogazione della legge “Fornero” e la possibilità di andare in pensione a 62 anni o con 40 anni di contributi, il ripristino dell’Art.18, la necessità di un salario minimo di almeno 10 euro netti, la necessità di assicurare ad ogni cittadino-cittadina un reddito reale, potenziando il “Reddito di Cittadinanza ed eliminando le condizionalità. “Dopo il fallimento di tutti i Partiti, oggi in Parlamento, – ha detto Marco Bizzoni, referente per il lavoro – è stato chiamato il salvatore della Patria Draghi. Rifondazione è contro questa scelta che ha lo scopo è quello di salvare il Sistema, tornando ad imporre i vincoli del Neoliberismo, prevedendo una spesa pubblica, non a favore dei lavoratori, ma dei profitti del capitale.”
Rispetto questo progetto FdI ha annunciato che farà l’opposizione di sua maestà, mettendosi fuori dal mucchio selvaggio del centrodestra-centrosinistra al Governo, perché così si nota meglio. Rifondazione Comunista, invece, chiede che il 31 marzo sia prorogato il blocco dei licenziamenti e si continui ad assicurare la cassa integrazione, si nazionalizzino le aziende di interesse strategico per il Paese, si avvii una campagna di almeno 500mila assunzioni nel Pubblico. E’ ora di cambiare il Sistema, cancellare la precarietà lavorativa e di vita, impedire la totale sottomissione all’impresa dei lavoratori, investire sul pubblico come elemento di crescita e tutela economica, sociale e culturale del Paese. E’ necessario costruire un nuovo modello economico-sociale, perché un altro mondo è possibile.

PRC federazione Roma, Castelli, Litoranea

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