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Fidel Castro versus Rina Gagliardi

(6 Giugno 2007)

Le pagine dedicate a Cuba il 30 maggio 2007, dalla giornalista Concioni di Liberazione, hanno avuto una ottima risposta da parte di molti lettori dello stesso giornale, la difesa poi, del direttore e della direttora Gagliardi, hanno peggiorato l’immagine che i precedenti articoli avevano prodotto.
Comunque credo che la risposta più adeguata gliela abbia data lo stesso Fidel, addirittura prima che la giornalista pubblicasse il suo lavoro.
Infatti il 28 maggio così scriveva:

“Alcuni giorni fa, analizzando le spese riguardanti la costruzione di tre sottomarini della serie Astute, dissi che con quel denaro "potevano essere addestrati 75.000 medici per assistere 150 milioni di persone, partendo dal presupposto che il costo per l'addestramento di un medico sarebbe stato un terzo di quello che costa negli Stati Uniti".

Ecco, mentre Fidel si preoccupa della vita delle persone in carne e d ossa, la “luxemburghiana” (povera Rosa, si starà rivoltando nella tomba), la rivoluzionaria di professione, nonché eletta dal popolo Rina Gagliardi, fa la sua rivoluzione, contraria a quella Cubana; Lei infatti vota per una finanziaria che aumenta del 13% le spese militari (quanti medici potevano essere formati?), come una moderna Robin Hood ruba ai poveri per dare ai ricchi, boicotta la già misera economia del popolo palestinese su ordine del governo razzista israeliano e del boia Bush, ed infine manda in Afganistan i Mangusta, elicotteri da combattimento, come è noto, capienti strumenti di pace.
I CPT che un tempo lei stessa definiva lager di stato, restano aperti ad infornare i poveri del mondo, di quel mondo che le sue democrazie vanno depredare.
Insomma, che fatica combattere i demoni cubani, che non lasciano circolare le idee come nel mondo occidentale.

Chiude Fidel la sua lettera, che dedichiamo all’instancabile rivoluzionaria in poltrona da deputata di uno dei governi più immorali della storia italiana (mai altro governo di centro sinistra, si è schierato così apertamente al fianco degli oppressori israeliani contro il popolo palestinese).

“Recentemente, quando gli è stato chiesto (a Bush) da una importante personalità, della sua politica verso Cuba, la risposta è stata questa: "Sono un presidente dalla linea dura e sto aspettando soltanto la morte di Castro".
I desideri di un tale potente gentiluomo sono tutt'altro che un privilegio. Non sono il primo né sarò l'ultimo che Bush ha ordinato di uccidere; anzi, una di quelle persone che intende continuare ad ammazzare individualmente o in massa.
"Le idee non si possono uccidere", disse enfaticamente Sarría
Sarría era il tenente di colore, il capo pattuglia dell'esercito di Batista che ci arrestò, dopo il tentativo di prendere la guarnigione di Moncada, mentre tre di noi dormivano in una piccola capanna di montagna, esauriti per lo sforzo di rompere l'assedio. I soldati, alimentati dall'odio e dall'adrenalina, puntarono le loro armi contro di me persino prima di avermi identificato.
"Le idee non si possono uccidere", continuava a ripetere il tenente di colore, quasi automaticamente ed a bassa voce”.


Dedico a te quelle eccellenti parole, Mr. W. Bush, (ed a Rina Gagliardi).
Fidel Castro Ruz

Milano, giugno 2007

Francesco Giordano

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