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L’esperienza della Carovana contro la guerra e la Rete nazionale Disarmiamoli

Radicare e strutturare il movimento nei territori

(3 Giugno 2007)

Sabato 19 maggio sono partite da Novara, Trieste e Sigonella, le tre unità della Carovana contro la guerra, per la pace e il disarmo, che per due settimane ha attraversato tutto il paese e i siti dove sono installate le basi militari USA e NATO, le armi atomiche, le servitù militari.

Il passaggio della Carovana ha consentito di tenere decine di incontri, assemblee e SIT IN che hanno posto al centro dell'agenda politica la crescente militarizzazione del nostro paese e le scelte militariste messe in campo dal governo Prodi senza alcuna discontinuità con il precedente governo Berlusconi. Ultima in ordine di tempo l'adesione segreta dell'Italia allo Scudo missilistico degli USA in Europa (contro cui da Praga a Rostock si stanno mobilitando).

L’ esperienza della Carovana è stata l'occasione anche per sottolineare che le truppe italiane vanno ritirate subito da tutti i teatri di guerra, che vanno bloccate la nuova base USA di Vicenza e gli allargamenti delle altre basi militari, che vanno smantellate le armi nucleari stoccate nel nostro paese, che vanno ridotte le spese militari consentendo così nuovi "tesoretti" a disposizione delle assai più urgenti spese sociali.

Lungo il percorso della Carovana sono state raccolte le firme sulla Petizione Popolare contro l'adesione dell'Italia allo Scudo missilistico USA e presentate le due Leggi di Iniziativa Popolare contro i vincoli dei trattati militari e le basi, per lo smantellamento delle armi atomiche. Su queste leggi da settembre partirà la campagna per la raccolta di firme in tutto il paese e che rappresentano uno strumento concreto per l’attività dei comitati locali di intervento e iniziativa sull’agenda dei problemi nazionali.

La Carovana è arrivata a Roma il 2 giugno, il giorno della Repubblica trasformato ormai dal 1999 in una apoteosi delle forze armate e del militarismo ed in cui ambiti fino a ieri insospettabili, come l'attuale Presidente della Camera, ritengono ormai i militari (inclusi quelli assai discussi e discutibili della Folgore) come la migliore vetrina del nostro paese.

L’esperienza della Carovana contro la guerra è stata una azione di discussione e informazione capillare con i suoi circa 40 appuntamenti su tutto il territorio nazionale - particolarmente entusiasmanti la manifestazione contro gli F35 a Novara, gli incontri in val di Susa e ad Asti, in Sicilia e a Lecce, la presenza a Ghedi e la fiaccolata di Vicenza , la manifestazione a Forlì e la giornata a Colleferro - può rivelarsi come una iniziativa di grande efficacia per consolidare l'autonomia e il radicamento sociale del movimento No War e liberarne le energie nei prossimi mesi.

Sulla manifestazione del 9 giugno la Rete Disarmiamoli non ha avuto dubbi: siamo tra i promotori e staremo nella manifestazione convocata dal movimento contro la guerra che in questo anno si è mosso in coerenza con la propria storia e i propri obiettivi senza capitolare nel collateralismo con il governo. Per questo saremo al corteo che partirà da piazza della Repubblica e si concluderà a Piazza Navona insieme a tutte le altri reti No War.

Non c'è più spazio per le indulgenze verso la politica degli Stati Uniti e per le ritirate di fronte alle scelte strategiche del governo Prodi in materia di politica militare, estera, sociale. La manifestazione del 9 giugno è una scommessa positiva sull'autonomia e l’indipendenza di questo movimento, sulla sua possibilità di incidere concretamente nella situazione italiana ed internazionale.

La Rete nazionale Disarmiamoli!
www.disarmiamoli.org

Fonte

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