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La fatalità

La fatalità

(25 Novembre 2008) Enzo Apicella
Per Berlusconi è stata una fatalità il crollo che ha ucciso Vito Scafidi nel liceo Darwin di Rivoli

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Contro la guerra appoggiamo lo sciopero generale dell'11 marzo

L’industria della guerra non è in crisi...

(10 Marzo 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa

16 febbraio 2011: Il Senato approva con voto bipartisan il rifinanziamento delle missioni militari all’estero nei primi sei mesi del 2011, per una spesa di 754,3 milioni di euro (1,5 mld all’anno). 410 milioni ( 2,26 mln al giorno) sono per l’Afghanistan, dove saranno impiegati 4.350 uomini, 883 mezzi terrestri e 34 velivoli (caccia-bombardieri, elicotteri, droni).

In nove anni e mezzo questa inutile campagna militare ha risucchiato dalle esangui casse dello Stato più di 3 miliardi di euro.

Mentre si votano i tagli all’Università l’Italia prevede una spesa di oltre 15 miliardi solo per l’acquisto dei famigerati aerei F-35 (da aggiungere a quella degli Eurofighter europei in produzione).

Le spese militari stanziate complessivamente per l’anno 2011 sono di 24,9 miliardi di euro.Ai sistemi d’arma sono dedicati 3.453 mln di € (+8,4% rispetto al 2010) dalla Difesa e altri 2.248 mln dal Ministero dello Sviluppo Economico (per le strutture - vedi p. es. il previsto hub aereo a Pisa).

…MA NON CI SALVA DALLA CRISI!

Tutti questi sono soldi pubblici, di chi paga le tasse. Ma servono solo a fare arricchire chi PRODUCE DISTRUZIONE E MORTE, chi RAPINA E INQUINA I BENI COMUNI (ARIA, ACQUA, TERRA); in primo luogo il gruppo FINMECCANICA (privato al 70%) e poi gli altri grandi “rastrellatori di commesse” (fornite non solo dai nostri governi ma ancor più dall’alleato-padrone USA): FIAT, Impregilo, Maltauro, Gemmo ecc.. Le “cooperative rosse” CCC e CMC non sono da meno: a ritmi frenetici stanno innalzando contemporaneamente a Vicenza (Dal Molin) i palazzi per i “parà” dell’Africom e a Sigonella le strutture per la manutenzione degli aerei spia Global Hawk (opera definita dal Pentagono «d’importanza strategica» per gli interessi USA in Europa, Africa e Medio oriente).

Sono soldi tolti all’occupazione nei settori che possono produrre benessere sociale (con programmi di ricerca e sviluppo per la sanità, l’istruzione, la salvaguardia ambientale ecc.).

LA SOLUZIONE E’ LA RICONVERSIONE

E’ dimostrato sia da studi di ricercatori socio-economici sia da numerose esperienze concrete “sul campo”, che per loro natura i presidi e le attività militari, anche se “amichevoli”, non producono ma consumano ricchezza: all’inizio possono “pagare bene” chi offre risorse e servizi per la cosiddetta “difesa”, ma col tempo la corruzione e il degrado diventano evidenti. Al contrario il ritorno all’uso civile delle risorse fa crescere l’occupazione produttiva e lo sviluppo, mantenendo e migliorando i servizi sociali essenziali.

Solo a queste condizioni sarà possibile realizzare un programma alternativo di uscita dalla crisi, egualitario, solidale, pacifico, ecologico, a favore dei più deboli e indifesi.

Lavoratrici e lavoratori, studenti e pensionati, donne e uomini più o meno stabilmente dis/occupati, con più o meno diritti e cittadinanza:

Lo SCIOPERO NAZIONALE GENERALE E GENERALIZZATO DELL’11 MARZO indetto dai Sindacati di base può essere un’ottima occasione per cominciare insieme un cammino di lotta per la riconversione:

- dalle basi e dalle produzioni di guerra all’uso civile e sociale delle risorse

- dal potere dei corruttori ai diritti uguali per tutti e al controllo popolare

- dalle politiche imperialiste alla libertà e collaborazione fra i popoli.

RIFIUTIAMOCI DI COMBATTERE PER I PADRONI: LA NOSTRA PATRIA NON HA NEMICI !


6 marzo 2011

Rete Disarmiamoli - Nodo di Vicenza

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