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(12 Aprile 2012) Enzo Apicella

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(La Val di Susa contro l'alta voracità)

DIRITTI DEI LAVORATORI

Venaus come Genova

(11 Dicembre 2005)

Non poteva essere diversamente.
Alcune notti fa a Venaus in val di Susa si è ripetuto ciò che è successo a Genova alla scuola Diaz nel luglio del 2001.

Il mandante dei pestaggi notturni allora come oggi è il ministro degli interni (anche se questa volta, in cabina di regia non sembra esserci stato Fini o il padovano Ascierto), gli esecutori il corpo di polizia diretto ed addestrato allo scopo.

Anche le motivazioni sostanzialmente sono le stesse: la difesa della legalità e la prevenzione nei confronti di gruppi eversivi. Che quest’ultimi ci siano è possibile, da dove provengono non è chiaro. Personalmente non escludo, così come è avvenuto a Genova, la presenza di infiltrati commissionati da palazzo Chigi e Viminale per provocare ( o commettere direttamente ) le violenze con lo scopo di screditare il movimento.l movimento agli occhi dell’opinione pubblica.

Come a Genova le reazioni politiche sono state di diverso tipo ma sostanzialmente tiepide. Scontate quelle della destra, quelle del centro-sinistra sono state nel migliore dei casi ambigue. Non si può condannare l’intervento della polizia e al tempo stesso solidarizzare con essa; non si può sostenere la necessità del dialogo e poi abbracciare le tesi tout court ( non credibili) delle presenze eversive.

Nessuno a livello istituzionale ha chiesto le dimissioni di Pisanu, del Prefetto e del Questore di Torino. E , di fronte a simili fatti gravi, ci si accontenta di sentire le giustificazioni del ministro soltanto il 15 di dicembre cioè in tempi politicamente biblici. Sarei curioso di sapere se per qualche illustre esponente dell’Unione Pisanu sia ancora migliore di Scaloja, di Bianco, di Cossiga , di Tambroni , di Scelba….

Nessuno che abbia ricordato l’assonanza delle dichiarazioni del ministro Lunardi di qualche anno fa circa la necessità di “convivere con la mafia” con quelle di questi giorni circa “il mettersi il cuore in pace che la TAV si farà”
Tutti o quasi tutti nel centrodestra come nel centro-sinistra ci dicono che la TAV è una necessità per l’Europa ma non si preoccupano di dimostrarlo né di confutare le tesi di quanti dichiarano il contrario. Forse perché gli interessi reali stanno proprio nelle espressioni di Lunardi in quella convivenza che buona per la Sicilia è diventata altrettanto buona a Bruxelles dove sono in molti a spartirsi il bottino.

Tutti conoscevano la resistenza opposta dai sindaci e dalle popolazioni della Val di Susa, ma nessuno ha cercato il dialogo con essi. Né lo Stato né la regione.

Quando c’è di mezzo interessi così enormi, la democrazia, quella vera, è un ostacolo e allora si capiscono anche le decisioni di Pisanu e le solidarietà alla polizia che picchia di notte nel sonno dai vari Rutelli o Violante o Chiamparino preoccupato quest’ultimo soltanto di vedere compromesso il business delle olimpiadi. In nome di quella legalità santificata recentemente anche da Sergio Gaetano Cofferati, sindaco di Bologna.

La popolazione della Val di Susa merita invece il massimo di sostegno che non deve essere circoscritto soltanto nella Valle né nella sola regione Piemonte. Deve al contrario estendersi in tutta l’Italia perché la battaglia in cui è impegnata è una battaglia di civiltà e di sopravvivenza. Per questo, nonostante Chiamparino, la manifestazione di Torino del 17 dicembre deve essere molto partecipata e idealmente va collegata a quelle di Stanziano, di Acerra e soprattutto a quella di Genova.

Una battaglia contro i poteri forti.

Una battaglia non facile di cui quelli citati sono soltanto episodi che devono a mio giudizio moltiplicarsi ed estendersi perché un altro mondo non globalizzato e non capitalista è possibile!

Lucio Costa

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