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Il referendum fa paura: repressione e censura contro i sostenitori del SI

(10 Giugno 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Il referendum fa paura: repressione e censura contro i sostenitori del SI

foto: www.radiocittaperta.it

10-06-2011/13:00 --- Grande mobilitazione in tutta Italia in vista dell'appuntamento referendario di domenica e lunedì. L'ultima settimana di campagna referendaria è stata, e continuerà ad essere anche per oggi e domani, un concentrato di iniziative: flash mob, concerti e appuntamenti informativi si svolgeranno in ogni angolo del Paese.

Già questa mattina, attivisti di Greenpeace hanno scalato i monumenti simbolo di Venezia, Firenze e Roma, con un unico messaggio: "Italia, ferma il nucleare". I giovani si sono arrampicati rispettivamente sul campanile di San Marco, il Ponte vecchio, e il Colosseo dove hanno srotolato striscioni contro il nucleare. ''Abbiamo scelto luoghi di evidente bellezza e significato – ha dichiarato Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace- per ricordare che e' proprio questa bellezza che vogliamo difendere da un futuro dove incidenti come quello di Chernobyl e Fukushima possono diventare il nostro incubo''.

Nella Capitale, a supporto dell'azione di Greenpeace sono arrivati anche i ragazzi de ipazzisietevoi.org ,che hanno aperto un altro striscione con lo slogan della loro protesta "I PAZZI SIETE VOI. IL NUCLEARE NON È IL NOSTRO FUTURO". I ragazzi sono da poco usciti dal loro “rifugio anti-radiazioni”, dove hanno vissuto per 28 giorni come se fosse esplosa una centrale nucleare: finestre chiuse, niente cibi freschi, solo internet per comunicare la loro rabbia contro chi vuole imporre i costi del nucleare alle nuove generazioni. Un'azione dimostrativa nata sul web per ricordare a tutti il reale pericolo del ritorno all'atomo.

E a dimostrazione che questo referendum fa paura, numerosi sono stati gli episodi di repressione nei confronti dei cittadini che in questi giorni si stanno mobilitando a favore dei 4 SI. A Roma, la corsa dei nudisti per il quorum, è stata bloccata dalla polizia che ha chiuso le vie d'uscita intorno al Rialto, dove i manifestanti si erano riuniti per partire in corsa, nudi, in direzione Montecitorio. “Si tratta dell'ennesimo tentativo di intimidazione- ha accusato David Borriello, organizzatore della corsa “il miglio nudo” identificato dagli agenti, la scusa è che vogliamo correre senza vestiti, ma la ragione di questo spropositato spiegamento di forze è il motivo per cui corriamo. Si vuole mettere il bavaglio all'informazione”. Stessa sorte è toccata ai 150 missionari e religiosi guidati da padre Zanotelli che hanno manifestato con canti e preghiere in favore dell'acqua pubblica in piazza San Pietro. Gli agenti del commissariato di polizia, infatti, hanno identificato alcuni di loro, mentre i gendarmi vaticani non hanno permesso che venisse srotolato in territorio vaticano lo striscione con lo slogan “Signore aiutaci a salvare l'acqua”. Libertà di manifestare è stata negata poi anche ai membri di Valigiablu.it. Il gruppo, che protesta contro l'informazione scorretta della Rai, si era recato alla sede della tv di stato in viale mazzini per affiggere lo striscione: “Cara Rai, l'informazione sui referendum è un tuo dovere e un nostro diritto (se poi azzeccate le date nei Tg è meglio)”. Il chiaro riferimento agli errori fatti da TG1 e TG2 nell'indicare le date dei referendum non è piaciuto però ad una guardia privata della Rai che dopo aver assistito alla scena ha contattato la Polizia. Gli agenti, arrivati sul posto, hanno accompagnato i ragazzi di Valigiablu in Questura, dove sono stati indentificati e rilasciati dopo un'ora.

Ma la censura contro l'appuntamento referendario è arrivata fino a Siracusa, dove al teatro greco, poco prima dell'inizio della rappresentazione dell'Andromaca di Euripide, la polizia ha sequestrato a uno spettatore, tra lo stupore generale, il vessillo del Movimento per l'acqua. La reazione popolare è stata di indignazione: dalle gradinate si è alzato prima un coro contro i censori al grido di 'vergogna' e poi un invito a votare sì ai referendum. Nonostante la repressione, i comitati ma soprattutto i cittadini italiani continueranno a scendere in piazza oggi e domani per ribadire i 4 SI all'appuntamento referendario di domenica e lunedì, contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e il legittimo impedimento.

Marina D'Ecclesiis, Radio Città Aperta

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