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(28 Marzo 2011) Enzo Apicella

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Tokio: mega manifestazione antinucleare

(17 Luglio 2012)

Enorme manifestazione a Tokio per la chiusura definitiva di tutte le centrali nucleari: quasi 200 mila persone in piazza. I ricercatori di Stanford rivelano: finora quasi 2000 morti.

tokyo no nuke

Decine di migliaia di persone hanno manifestato ieri a Tokyo provenienti da tutto il Giappone per chiedere la chiusura definitiva di tutte le centrali nucleari, a sedici mesi dal gravissimo incidente nucleare nella centrale di Fukushima.
Secondo gli organizzatori oltre 170mila persone - giunte da tutto il Paese - si sono radunate nel parco di Yoyogi, mentre la polizia della capitale nipponica. Dopo la formale radiazione dal servizio di quattro reattori di Fukushima il parco nucleare giapponese è sceso da 54 reattori a 50, dei quali solamente uno è attualmente in servizio, quello di Tomari. Le compagnie elettriche giapponesi stanno però facendo pressioni sul governo di Tokyo affinché vengano fatti ripartire i reattori nucleari, sottolineando il rischio di una insufficiente fornitura di energia rispetto alla domanda nel periodo estivo.
L'autorizzazione dei comuni competenti per territorio è una delle condizioni necessarie per la riattivazione degli impianti, che potrà essere effettuata solo dopo dei test di resistenza e sicurezza.
Intanto gli studi sugli effetti dell'incidente nucleare provocato a Fukushima dal terremoto e dal maremoto - oltre che da un sfilza incredibili di errori umani - rivelano che le vittime finora causate dalla dispersione radioattiva potrebbero essere già 1300 in tutto il mondo, e non solo in Giappone. Alla quale occorrerebbe aggiungere altri 2500 casi di cancro. Lo afferma una ricerca realizzata dall’università di Stanford (USA) e pubblicata sulla rivista “Energy and Environmental Science”.
«Dalle stime - ammettono i ricercatori - emergono numeri di grande incertezza, ma si evidenzia come le precedenti affermazioni che negavano eventuali rischi per la salute non dicano il vero». Alle vittime (stimate), calcolate grazie anche a un modello atmosferico in 3D, si devono aggiungere i circa 600 morti (sicuri) registrati nell’evacuazione della zona intorno alla centrale nucleare subito il terremoto.
Secondo i ricercatori la maggior parte del materiale radioattivo fuoriuscito dalla centrale è andato a finire nell’oceano Pacifico disperdendosi in tutto il pianeta. Ma sarà comunque il Giappone a subire le maggiori conseguenze delle radiazioni, mentre gli effetti in altre zone del mondo come Asia e Nord America dovuti alle polveri radioattive trasportate dal vento saranno relativamente bassi.

Redazione Contropiano

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