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Dal Consiglio Regionale richiesta dimissioni vertici ENEL dopo emergenza neve. E in Regione? D’Alfonso e Mazzocca si dimettano

(1 Febbraio 2017)

Luciano D'Alfonso

Il Presidente D'Alfonso

I capigruppo in Consiglio Regionale nei giorni scorsi hanno inviato al Presidente del Consiglio Regionale un documento in cui chiedono le dimissioni dei vertici ENEL da inviare al Governo. Nei confronti dei gestori del servizio elettrico abbiamo già espresso la nostra dura posizione nella nostra prima di presa di posizione. E su questa posizione non c’è possibilità di equivocare nulla. Questo non ci impedisce di evidenziare che la posizione espressa dai capigruppo non è possibile sottoscrivere. Perché la dura posizione nei confronti di ENEL (e Terna, a cui loro non fanno minimamente cenno) non assolve le responsabilità istituzionali, in primis degli stessi amministratori regionali. Quanto accaduto nelle scorse settimane ha definitivamente mostrato che un modello di “politica del territorio” e di gestione non può essere portato avanti. Così come dovrebbero ormai essere chiare le vere esigenze e priorità che devono assolutamente essere messe in cima ad ogni agenda che abbia a cuore le sorti di un territorio fragile. Eppure, per equilibri interni al PD e con i propri alleati (a partire da Sel), è stato sacrificato e non esistono più assessorati autonomi all’ambiente e alla protezione civile. E non possiamo non sottolineare come, in questo territorio fragile, nell’anno appena trascorso dal Consiglio Regionale all’azione politica del Presidente D’Alfonso è stato individuato, incredibilmente, come una “minaccia” da fermare (finora purtroppo efficacemente) l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina. L’ambiente abruzzese ha bisogno di essere tutelato e difeso, il dissesto idrogeologico è una minaccia gravissima. Ma la “politica” s’impegna a fermare un Parco …

Questa Regione non ha necessità di mega elettrodotti, mega varianti autostradali, centri commerciali a un passo dal fiume (per poi costruire a monte, con soldi pubblici, vasche di esondazione a carico della fiscalità pubblica), mega infrastrutture portuali. Così come la preoccupazione per il dissesto idrogeologico, nella costruzione di qualsiasi infrastruttura viaria deve essere la primissima preoccupazione. Cosa che, denunciano associazioni, movimenti e comitati, non starebbe accadendo per progetti come la variante ANAS a L’Aquila e la fondovalle Sangro. Così non si può omettere di ricordare la fortissima critica, espressa anche proprio un anno fa, dei comitati contro la costruzione dell’elettrodotto Villanova-Gissi (che, per quanto ci è stato possibile, abbiamo sempre sostenuto e sosteniamo) nei confronti di un Governo Regionale che non hanno sentito con decisione e risolutezza, fino all’ultimo, senza se e senza ma, a lottare al loro fianco. Ora, durante l’emergenza Mazzocca ha pesantemente criticato Terna ed Enel, dicendo che non hanno fatto quando dovevano …

A tutto questo le cronache di questi giorni, e quanto documentato da organi di stampa e movimenti (a partire dal Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua Pubblica), su prevenzione, valanghe e dissesti. Inascoltati allarmi lanciati negli anni e, da quel che apprendiamo, mancanze (o comunque non aggiornamento totale e completo sull’intero territorio regionale) di carte previsionali fondamentali. Lo stesso comunicato del sottosegretario ex assessore Mazzocca, dopo l’articolo del Fatto Quotidiano sulla “carta delle valanghe”, non ci sembra smentisca ma di fatto confermi sostanzialmente il quadro descritto dal quotidiano nazionale. Senza dimenticare che la neve, insieme a nuove scosse di terremoto, ha colpito la provincia de L’Aquila che – incredibilmente – ormai quasi 8 anni dopo non vede ancora la fine dell’emergenza e una vera ricostruzione. Terna ha registrato un aumento delle proprie quotazioni in borsa nelle stesse ore in cui i suoi tralicci hanno lasciato al buio decine e decine di migliaia di cittadini abruzzesi, moltissimi sindaci hanno protestato perché non riuscivano a comunicare con l’Enel. Tutto questo è il frutto anche del processo di liberalizzazione e privatizzazione portato avanti nel nostro Paese. Processi che hanno consegnato un servizio pubblico essenziale come l’elettricità al mercato neoliberista più sfrenato, mettendo i profitti in cima a tutto e togliendo ogni contatto e controllo pubblico. Scelte politiche che vedono nel PD, il partito di D’Alfonso e principale azionista della maggioranza alla Regione Abruzzo, uno dei suoi più decisi esecutori. Cambiare i vertici Enel senza modificare radicalmente questa situazione, restituendo il servizio elettrico ai cittadini, non basta. E non migliorerebbe minimamente nulla.

Davanti a tutto quello che le abruzzesi e gli abruzzesi hanno subito, davanti al quadro generale dell’Abruzzo ampiamente documentato, ad una devastazione conseguenza di politiche neoliberiste che hanno tolto ai cittadini per regalare al solo mercato e al profitto servizi pubblici essenziali, e a quanto riportiamo in questo comunicato, possiamo trarre solo una richiesta conclusiva: le immediate dimissioni di D’Alfonso, dell’ex assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile (oggi sottosegretario) Mario Mazzocca e dell’intera giunta regionale. Cosa che non è avvenuta nel documento dei Capigruppo in Consiglio Regionale. Mentre torniamo a chiederlo, insieme a tanti cittadini che sui giornali, in televisione, sui social network e altrove hanno sofferto e si sono indignati per quanto accaduto.

Sinistra Anticapitalista Abruzzo

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