il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale, ambiente e salute    (Visualizza la Mappa del sito )

No Tav

No Tav

(12 Aprile 2012) Enzo Apicella

Tutte le vignette di Enzo Apicella

PRIMA PAGINA

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(La Val di Susa contro l'alta voracità)

DIRITTI DEI LAVORATORI

CONDANNE

(28 Marzo 2017)

Care compagne e cari compagni, ho ripreso il pezzo pubblicato da Contropiano aggiungendo un breve commento e diffondendolo per quanto possibile. Vi prego di diffonderlo come segno non solo di vicinanza e solidarietà ma anche di sostegno al prosieguo di una lotta necessaria. MI scuso per il disturbo Franco Astengo

Nicoletta Dosio

NICOLETTA DOSIO, BANDIERA DEL MOVIMENTO NO TAV, CONDANNATA A DUE ANNI ( a cura di Franco Astengo)

Altro che Navalny… Mentre tutti i media di regime si commuovono per il fermo temporaneo del blogger russo, qui si fa decisamente di peggio.

Stamattina il tribunale di Torino ha condannato Nicoletta Dosio del movimento No Tav a due anni di reclusione, insieme ad altri 11 attivisti. Il "reato"? Aver presidiato il casello di Avigliana dell'autostrada A32, ai tempi del governo Monti, lasciando passare gli autombilisti senza pagare il pedaggio. In quei giorni in Valle di Susa si stavano svolgendo numerose manifestazioni di protesta dopo l'incidente occorso a Luca Abbà, rimasto gravemente ferito dopo essere stato inseguito dai carabinieri fin sopra un traliccio, da cui era poi caduto a causa dell'alta tensione.

Per la fantasia giuridica sabauda, tanto è bastato a configurare una serie infinita di contestazioni che si sono tradotto oggi in questi due anni di reclusione.

La Sitaf, (Società Italiana per il Traforo Autostradale del Frejus, che gestisce la A32) aveva chiesto un indennizzo di 25 mila euro. Il tribunale ha ordinato agli imputati di versare 777 euro, corrispondenti ai mancati pedaggi perduti di quella giornata.

Questa la notizia presa dal sito di Contropiano.

Quando si scrive di una situazione italiana nella quale si segnalano evidenti elementi di repressione del dissenso politico ecco una sentenza che li conferma in pieno.

La polizia è di nuovo presente alle manifestazioni operaie e non sono rari – in quelle occasioni – i casi di interventi violenti come accade del resto, sempre più spesso , quando si svolgono proteste di carattere sociale per reclamare diritti sacrosanti come quello per la casa.

Sabato scorso il corteo di Eurostop a Roma è stato letteralmente soffocato dalla presenza fuor i misura delle cosiddette “forze dell’ordine”.

I movimenti sociali, come nel caso della NO TAV (ma anche no Terzo Valico e altri) non solo sono osteggiati non le maniere forti ma i loro principali esponenti perseguiti e condannati (non siamo al primo caso) come è accaduto a Nicoletta Dosio e ai suoi compagni.

E’ il caso di esprimere non solo solidarietà verso gli ingiustamente condannati ma anche l’invito al massimo di vigilanza democratica in favore della possibilità di esprimere dissenso pubblicamente esponendo con chiarezza le proprie sacrosante ragioni.

Questa sentenza ci dice che in Italia questo sta diventando sempre più difficile: è il caso, allora, di non demordere e di rendere pubblica nella maniera più evidente possibile la nostra indignazione.

Franco Astengo

9267