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La Borsa vola

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(31 Luglio 2012) Enzo Apicella

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La politica economica del governo è criminale

Il capitalismo si dibatte in una crisi globale e senza sbocchi, i lavoratori devono avere la forza politica per proporre e attuare un progetto sociale alternativo.

(30 Giugno 2008)

Una crisi economica epocale sta devastando il capitalismo.
Mai era accaduto che tutti gli indici economici si rivolgessero verso il basso contemporaneamente, una stagnazione economica prolungata che si avvia verso la recessione, un’inflazione che sta assumendo livelli molto alti, le borse di tutto il mondo che hanno indici negativi costantemente da molti mesi, il prezzo del petrolio che ha raggiunto livelli stratosferici, una crisi alimentare globale che comincia a minacciare seriamente anche la parte del mondo più sviluppata.

I lavoratori e gli strati sociali più poveri sono costretti ad affrontare questa drammatica situazione dopo un ventennio di politiche economiche che li hanno massacrati, privandoli di quasi tutti i loro diritti e ridotti a livelli di vita bassissimi,stipendi bloccati da decenni, diritto alla pensione di fatto dimezzato, precarizzazione sempre più accentuata dei rapporti di lavoro, tagli di bilancio che hanno ridotto i servizi pubblici quali scuola e sanità ai livelli minimi, ritmi di lavoro sempre più intensivi che producono mancanza di sicurezza e morti sul lavoro.

Il governo attuale, massima espressione dei poteri finanziari e confindustriali, sta progettando una finanziaria criminale dove ancora una volta i costi e gli effetti della crisi economica vengono scaricati completamente sui lavoratori e gli strati più umili della società, attraverso la detassazione degli straordinari, inflazione programmata, tagli ai bilanci degli enti locali, salari legati alla produttività, tutte misure che vanno ad accentuare il massacro sociale dei lavoratori perpetrato in questi anni da tutti i governi, di centro-destra e centro-sinistra, che hanno perseguito sempre la stessa politica economica che ha impoverito la stragrande maggioranza della popolazione composta da lavoratori, pensionati, precari, disoccupati, immigrati ed ha arricchito in maniera abnorme una ristretta cerchia sociale, arroccata adesso sotto le bandiere reazionarie della Confindustria.

I lavoratori non hanno più nessuna rappresentanza istituzionale, né politica né sindacale, è necessario in tempi brevi l’organizzazione di uno sciopero generale, che nell’attuale situazione è l’unico mezzo per affermare i propri diritti e bisogni.
I lavoratori hanno tutto il diritto di rivendicare il cambiamento radicale di una politica economica che sta portando alla catastrofe l’intera società.

Collettivo K. Marx Cardarelli
Blog: http://unitcom.blogspot.com

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