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Con l’approvazione di CISL e UIL si vuole svuotare il contratto nazionale,

programmare la riduzione dei salari, peggiorare ancora le condizioni di lavoro e colpire i diritti sindacali.

(18 Febbraio 2009)

Per respingere il tentativo di cancellare i lavoratori come forza sindacale e politica sono necessarie rivendicazioni chiare e unificanti: difesa intransigente dei salari, rafforzamento ed estensione a tutti i lavoratori dei diritti e delle garanzie sul posto di lavoro e sul reddito.

Dopo anni di diminuzione dei salari reali e di cedimenti sulle condizioni di lavoro, la crisi economica sta rappresentando per Confindustria e Governo l’occasione per piegare definitivamente i lavoratori, costringerli a condizioni da terzo mondo e ridurre il movimento operaio a una comparsa che deve dire sempre sì.
Con l’approvazione di CISL e UIL si vuole svuotare il contratto nazionale, programmare la riduzione dei salari, peggiorare ancora le condizioni di lavoro e colpire i diritti sindacali. Aspettando che la crisi si incarichi di fare il resto, perché la contrazione dei posti di lavoro e dei salari ricatterà i lavoratori, dividendo gli interessi di occupati, cassaintegrati, licenziati, disoccupati, precari, extracomunitari, in una spirale di riduzione generale del potere di acquisto che aggraverà ancora la crisi.
Nessuno può pensare di difendersi da solo. La posta in gioco è la difesa e la riaffermazione della classe lavoratrice come soggetto sindacale e politico unitario, in grado di difendere le condizioni di vita, gli interessi e le prospettive dei lavoratori nel loro insieme.
Per respingere l’attacco padronale occorrono perciò obiettivi precisi e unitari, che entrino nella consapevolezza dei lavoratori, siano fatti propri dall’intero movimento sindacale e costituiscano il necessario punto di riferimento per tutti i settori sociali colpiti dalla crisi. Riteniamo che i punti centrali da definire e articolare possano essere:

DIFENDERE IL REDDITO degli occupati con l’aggancio totale dei salari all’inflazione, la restituzione del fiscal drag e la riduzione delle aliquote sul salario di base. ESTENDERE l’applicabilità della Cassa Integrazione alle piccole imprese e aumentarne l’importo. Istituire una INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE per tutti i licenziati, compresi i precari, fino alla riassunzione, di importo pari alla Cassa Integrazione.
DIFENDERE IL CONTRATTO NAZIONALE E I DIRITTI. Limitare rigidamente il ricorso al lavoro stagionale e a termine, eliminare tutte le altre figure precarie. Consentire la piena partecipazione alla vita sindacale e politica dei LAVORATORI EXTRACOMUNITARI riconoscendo loro i diritti politici. Applicare integralmente ed estendere la legislazione sulla sicurezza e salute sul lavoro.
Affermare e rendere effettivo il diritto dei lavoratori a SCEGLIERE I PROPRI RAPPRESENTANTI e a DECIDERE sulle piattaforme e sui contratti di lavoro.
METTER FINE allo sperpero di risorse pubbliche verso banche, clientele, evasori fiscali e parassiti. INVESTIRE in servizi pubblici e AVVIARE UNA POLITICA INDUSTRIALE che elimini la polverizzazione delle aziende e le condizioni di lavoro arretrate che sono la vera causa della bassa produttività.

Lavoratori e delegati Piaggio aderenti alla Rete 28 Aprile in CGIL

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