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Per i tre operai della Fiat

Per i tre operai della Fiat

(25 Agosto 2010) Enzo Apicella
Melfi. La Fiat licenzia tre operai, il giudice del lavoro li reintegra, la Fiat li invita a rimanere a casa!

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Momentive perde in tribunale, ma non paga e non ottempera alla sentenza!

La multinazionale si rifiuta di ottemperare a quanto è stato disposto dalla Corte di Appello di Campobasso

(16 Maggio 2010)

Ogni giorno che passa aumenta il debito che la MOMENTIVE Performance Materials Specialties, industria chimica a rischio di incidente rilevante sita nel nucleo industriale di Termoli, ha nei miei confronti; più precisamente, a far data dell'11 Maggio 2010, è già in debito di ben quattro anni di retribuzione, più la sommatoria degli interessi legali e della rivalutazione; oltre chiaramente al riconoscimento di tutte spese legali che il sottoscritto ha affrontato.

Si perché in data 11 Dicembre 2009, la Corte di Appello di Campobasso ha ritenuto il mio licenziamento illegittimo, quindi MAI avvenuto, e pertanto ha ordinato alla Momentive di Termoli, il mio immediato reintegro nel posto di lavoro, più il pagamento di tutte le mensilità maturate dalla data del licenziamento fino alla data dell'effettivo reintegro con regolarizzazione degli oneri previdenziali ed assistenziali, più gli interessi legali e la rivalutazione monetaria.

Ma dall'11 Dicembre a tutt'oggi la MOMENTIVE non ottempera alle disposizioni della Corte di Appello di Campobasso, prendendosi beffa di me, dei sindacati, dei diritti dei lavoratori e, ancora più grave, della Legislazione Italiana...ma forse sarebbe il caso di dire che si prende gioco di TUTTO il POPOLO ITALIANO, visto che una forma solenne nella lettura delle Sentenze dei Tribunali Civili e Penali usa dire “REPUBBLICA ITALIANA-IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI...ecc. ecc.”

Probabilmente la società, visto che è stata in tre episodi soccombente nei miei riguardi, avendomi licenziato tre volte, e dato che nelle medesime occasioni sono stato reintegrato, ha deciso di farsi giustizia da sola, dimenticando (ancora una volta!) che è situata sul territorio ITALIANO e che pertanto DEVE rispettare le leggi italiane...un detto popolare molto famoso dice che “la legge non si infrange neanche a casa propria”...figuriamoci poi se lo si può fare in una fabbrica chimica!

Eppure L'UFFICIALE GIUDIZIARIO ha già fatto un paio di visite alla nostra inadempiente azienda... cosa aspettano a pagare? Aspettano forse che metta all'asta le apparecchiature di produzione?

Sappiano i “signori” che l'ulteriore aggravio di spese che questa situazione mi sta provocando sarà tutto a carico loro, e mi vedrà costretto a promuovere nuove e ancor più onerose azioni giudiziarie civili e penali contro questa società che oramai mi PERSEGUITA dal lontano 2003!

Termoli, 13/05/2010

Roberto Pano
Lavoratore ingiustamente licenziato
per tre volte e puntualmente reintegrato.

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