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Potrebbero essere 9 gli inceneritori previsti nel Lazio. Oggi manifestazione ad Albano

(23 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

23-10-2010/12:16 - L’eco della battaglia di Terzigno giunge fino ad Albano Laziale, cittadina a pochi km da Roma dove da anni la popolazione si batte contro inceneritori e discariche “La situazione della Campania e quella del Lazio sono per certi versi simili - commenta ai microfoni di Radio Città Aperta Emiliano Viti, del Coordinamento contro l’inceneritore - perché in entrambi i casi la questione è stata gestita dai vari governi attraverso il commissariamento e una logica dell’emergenza che dopo anni ed anni ormai è diventata la normalità. Un'emergenza che sospende i diritti e le leggi. Non è solo una questione ambientale ma anche di democrazia”.
Da tempo i comitati, le associazioni e alcune forze politiche avevano programmato per oggi pomeriggio una manifestazione – che partirà alle 15 da Piazza Mazzini, ad Albano. Ma il corteo di oggi pomeriggio ha acquisito nuove motivazioni dopo che ieri il quotidiano La Repubblica ha diffuso delle indiscrezioni assai allarmanti in merito al piano rifiuti della Giunta Regionale guidata da Renata Polverini: nove inceneritori invece di cinque e una nuova discarica interprovinciale. Una scelta assurda, che non tiene minimamente conto della volontà delle popolazioni locali, che continuano ad opporsi alle politiche di devastazione ambientale e speculazione portate avanti dalle amministrazioni in modo assolutamente bipartisan. Riguardo agli inceneritori, per Roma il piano della giunta di destra ipotizza di utilizzare la centrale di Civitavecchia, oltre al gassificatore di Albano. Anche la megadiscarica di Malagrotta non chiuderà affatto, come promesso a più riprese, ma rimarrà in funzione fino a non si sa quando.
La manifestazione di oggi ai Castelli Romani ha anche lo scopo di operare delle pressioni sul Tar del Lazio, che il 27 ottobre dovrà pronunciarsi sui ricorsi presentati dal Coordinamento e da alcuni cittadini. Spiega Daniele Castri, rappresentante legale del Coordinamento: “Nei ricorsi ci concentriamo sui punti che toccano la localizzazione dell'impianto ad Albano, scelta avvenuta nel 2007. L'amministratore unico di Pontina Ambiente Rando che gestisce le discariche di Roncigliano e Malagrotta inviò nel luglio di quell'anno una diffida ai sindaci di bacino in cui si chiariva che il sesto invaso della discarica riempita di CDR si sarebbe presto esaurito e quindi era urgente una soluzione. Dopo tre anni la discarica è ancora in uso e anche l'invaso utilizzato è lo stesso”.
Spiega ancora il rappresentante dei Comitati, intervistato da Romatoday: “Nel dicembre del 2007 il Consorzio Coema depositò un progetto di inceneritore localizzato ad Albano e pochi giorni dopo venne firmato da Marrazzo il decreto di pubblica utilità per il progetto senza indire nessuna gara di appalto. Non si è guardato alle necessità tecniche, ma alle sole opportunità politiche. Ci chiediamo come mai nel luglio del 2007 veniva paventata un'emergenza volumetrica del sesto invaso di Roncigliano e al momento viene, invece, tranquillamente utilizzato?”
Daniele Castri spiega che non c’è stata nessuna gara d’appalto per l'assegnazione del progetto nonostante il decreto di pubblica utilità e che l'utilizzo dei CIPS 6 per la costruzione dell'inceneritore non dovrebbe essere permesso, visto che quei fondi pubblici dovrebbero essere utilizzati solo per fonti di energia ecosostenibili. “La prima valutazione di impatto ambientale bocciava l'impianto basandosi su allarmanti dati epidemiologici per Albano, su una qualità dell'acqua scadente in deroga da 6 anni. La seconda valutazione ambientale approva il progetto, ma al contempo si situa la figura di Mario Di Carlo, ex assessore regionale ai rifiuti, che a Report dichiara che per Albano ‘ci aveva pensato lui’. A dimostrazione questo di forzature politico istituzionali che costi quel che costi di situare l'impianto ad Albano”.
I tre ricorsi presentati al Tar dai comitati contrari all’inceneritore chiedono di fatto la nomina di una commissione tecnica straordinaria in grado, con tecnici super partes, di valutare il progetto.
Nel frattempo i sindaci del territorio che conferisce i rifiuti a Roncigliano hanno firmato una richiesta di sospensiva e tutti i comuni stanno appoggiando i ricorsi al Tar proposti dalle associazioni.

Redazione Radio Città Aperta

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