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Se non le donne, chi?

Se non le donne, chi?

(11 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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Fuori e dentro le democrazie sessuali

(23 Maggio 2011)


Facciamo Breccia

organizza il 28 e 29 maggio

a Roma, Sala Pintor, Via dello Scalo San Lorenzo, 67
il Convegno transnazionale
Fuori e dentro le democrazie sessuali

in collaborazione con Orgogliosamente LGBTIQ


Nel 2007, ebbe grande eco mediatica l’omicidio di Giovanna Reggiani e la (con)seguente caccia al rumeno, dipinto come unico responsabile di violenza sessista. Questa retorica fu temporaneamente zittita solo dall’oceanica manifestazione femminista e lesbica del 24 novembre che gridò a gran voce che la violenza contro le donne la fanno gli uomini, senza distinzioni di passaporto.
Nell'estate del 2009, a seguito di alcune aggressioni subite a Roma da persone omosessuali, i media, per un mese, hanno gridato all’emergenza omofobia trattata come una catastrofe naturale inaspettata, come se normalmente lesbiche, gay e trans vivessero bene e riconosciuti/e.
In questi e in molti altri casi è stata messa in campo la retorica dell'emergenza (emergenza stupri, emergenza omofobia, emergenza immigrazione tout court) e sono state usate donne, libertà civili, lesbiche, gay e trans per tentare di giustificare il pacchetto sicurezza, l’introduzione del reato di clandestinità, l’attuazione dei respingimenti, l’aberrazione dei CIE, ogni provvedimento governativo o amministrativo razzista attuato.
Queste dinamiche sono largamente messe in atto nei paesi del Nord Europa e negli USA per giustificare politiche come “l’emergenza sicurezza” o “la guerra al terrore” e hanno una matrice comune nell’economia neoliberista della guerra.
L’uso delle tematiche di genere per giustificare politiche razziste e neocolonialiste disegna un paradigma che chiamiamo democrazia sessuale: un “regime di giustificazione” in cui i discorsi di riconoscimento (più o meno formale) di donne, e magari anche di lesbiche, gay e trans, come marchio distintivo della superiorità dell’occidente convivono con la retorica nazionalista e imperialista che legittima questa presunta superiorità.
Questo gioco è produttivo nei paesi del nord Europa ma come funziona in Italia, un paese dove il sessismo è ormai elevato a rango di regime (oltre che di sistema) e i diritti per lesbiche, gay e trans non sono stati scritti neppure formalmente? Come vi interagiscono soggetti istituzionali, anche i più apparentemente distanti, come il Vaticano? Come reagiscono i soggetti tirati in ballo – le donne e lesbiche, gay, trans?
Il convegno Fuori e dentro le democrazie sessuali chiama attiviste/i di movimento, insieme a ricercatrici e ricercatori (tra cui Jasbir Puar, autrice di Terrorist asseblages), a dibattere dell'intreccio tra razzismo, sessismo e omofobia, del tentativo di strumentalizzazione di alcune soggettività a danno di altre, della possibilità di costruire politiche autodeterminate che respingano la necessità di "rassicurare" e la complicità con il razzismo.
Facciamo Breccia ha ritenuto, infatti, indispensabile portare questo dibattito nel percorso verso l’Europride che si terrà a Roma il prossimo 11 giugno: è infatti fondamentale unire le lotte antisessista, antirazzista e antilesbo/omo/transfobica.


Per il programma:
www.facciamobreccia.org

Contatto mail: info@facciamobreccia.org

Facciamo Breccia in collaborazione con Orgogliosamente LGBTIQ

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