il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Libia

Libia

(24 Febbraio 2011) Enzo Apicella
Libia: rivolta di popolo o guerra per il petrolio?

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Capitale e lavoro)

NO all’accordo che calpesta i diritti e rende massacrante il lavoro

Pisa. Oggi alle ore 18.30, volantinaggio a Coltano

(16 Luglio 2011)

Il 28 giugno Camusso-Bonanni-Angeletti per Cgil-Cisl-Uil e Marcegaglia per Confindustria hanno dato vita a un accordo per il lavoro privato di riferimento confindustriale, definito “avviso comune” (osannato dal governo e da tutti i partiti presenti in parlamento!), il quale si basa sui seguenti punti:

1) accordi aziendali peggiorativi dei contratti nazionali nelle materie della “prestazione lavorativa”, degli “orari” e dell’ “organizzazione del lavoro”: NON C’È TREGUA ALLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO;

2) accordi aziendali che, invece, potranno stabilire delle vere e proprie “TREGUE”, quelle relative all’obbligo per i sindacati firmatari di non proclamare scioperi, per non disturbare i piani delle aziende;

3) nessun diritto per i lavoratori di votare sugli accordi, che saranno votati solo dai componenti delle RSU, elette dai lavoratori, oppure da quelli delle RSA, nominate dalle segreterie sindacali: W LA DEMOCRAZIA!

C’era rimasto poco di democrazia, libertà e diritti nei luoghi di lavoro. E c’era rimasto poco di contenuti normativi e salariali significativi nei contratti. Ma l’accordo del 28 giugno (che non tarderà a fare da apripista a un analogo accordo per il pubblico impiego) ha voluto sferrargli il colpo finale!

Il 15 gennaio 2009 Bonanni, Angeletti, Marcegaglia e il ministro Sacconi -Cgil di Epifani dissenziente- decisero un assalto frontale contro i lavoratori, firmando un accordo su regole forcaiole di contrattazione sindacale e spianando la strada a Marchionne che, ancora con Cisl e Uil, nel 2010 stracciò il contratto nazionale a Pomigliano e Mirafiori, sostituendolo con un pacchetto di regole scritte da lui stesso e spacciate per “accordo”.

Con l’arrivo di Camusso, sostenuta da una segreteria pronta a tutto, … si salvi chi può! Tanto che è giunto subito l’ “avviso comune”, il quale non è né più né meno che la “bella copia”(!) dell’accordo del gennaio 2009.
Un “avviso comune”, che è stato respinto dalla corrente di minoranza (“la Cgil che vogliamo”) e dalla Fiom nazionale, il cui presidente del Comitato Centrale, Cremaschi, ha chiesto le dimissioni di Camusso.

Prese di posizione nette contro l’accordo del 28 giugno sono venute, inoltre, dalle fabbriche (anche con scioperi di protesta) e da Comitati direttivi provinciali Cgil, come quello di Brescia. Un coordinamento nazionale costituito da un migliaio di delegati di RSU (non solo metalmeccanici, ma anche lavoratori di altre categorie; non solo Cgil, ma anche Cobas e altri sindacati di base) ha espresso giudizi di totale dissenso rispetto al cosiddetto “avviso comune”.

Quest’accordo va respinto con forza, perché è un assalto senza precedenti contro chi lavora sotto padrone, per renderlo definitivamente inerme di fronte a chi sfrutta il suo lavoro.

Ciò è ancora più grave, col governo che attacca i lavoratori pubblici col blocco delle assunzioni e dei contratti fino al 2014 e ci attacca tutti con una manovra finanziaria da 70 miliardi di euro, consistente:
1) in drastici tagli di spesa alle Regioni, alle Province e ai Comuni per tutti i servizi pubblici e sociali di loro competenza; 2) nell’istituzione generalizzata di ticket e super-ticket per l’assistenza sanitaria; 3) nell’innalzamento dell’età pensionabile di fatto fino a 67 anni; 4) in tante altre rapine, in particolare nelle tasse.

In questa situazione, nei luoghi di lavoro si deve decidere di andare oltre le proprie appartenenze sindacali e di costruire organismi di unità alla base: comitati e coordinamenti, che diventino -su seri programmi di lotta- punti di riferimento per tutti i compagni di lavoro; che pretendano dai sindacati (Fiom, Cobas o altri che siano), o da spezzoni di sindacati usciti dal controllo delle segreterie, di stare fino in fondo dalla parte di chi intende battersi contro la resa incondizionata ai padroni, decretata dal sindacalismo ufficiale.
È questa l’unità che serve ai lavoratori, perché è davvero la loro unità, alternativa a quella Cgil-Cisl-Uil, concepita nel segno dell’abbraccio sfrontato col sistema delle imprese.

SABATO 16 LUGLIO ALLE ORE 18.30, VOLANTINAGGIO A COLTANO,
DI FRONTE A VILLA MEDICI, OSPITE LA SINDACALISTA CAMUSSO

COBAS - Pisa

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie del dossier «Difendiamo il contratto nazionale di lavoro»

Ultime notizie dell'autore «Confederazione Cobas»

10426