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Il tetto del debito

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(29 Luglio 2011) Enzo Apicella

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Pareggiami forte, pareggiami tanto

(20 Aprile 2012)

Distrattamente, quasi per caso, i media mainstream ci hanno detto che il Senato ha cambiato l’art. 81 della Costituzione. Così, con una maggioranza bulgara, è stato introdotto il pareggio di bilancio, intanto continua il maltempo e Abc si sono riuniti per il finanziamento ai partiti.

Se i media mainstream stanno iniziando ad avere dei problemi per quanto riguarda la loro credibilità, continuano però a decidere di cosa si debba parlare. Così se questo pareggio di bilancio non deve essere notato, basta non dare la notizia o darla con il taglio giusto, così che non si noti, che paia una pura formalità.

In silenzio è stato abolito il principio per cui lo Stato deve garantire i cittadini, si è deciso che debbano essere garantite le banche. Il primo effetto è stato ritirato in fretta ma intanto è già stato proposto: eliminare le esenzioni per i ticket sanitari ai disoccupati. Dove sta scritto che lo Stato debba garantire i disoccupati? I disoccupati sono troppi e andranno aumentando, se tutti i disoccupati non pagano i ticket sanitari lo Stato spende troppo. No! Lo Stato non può permetterselo, quindi niente più esenzioni, lo chiede la Costituzione. E per l’istruzione? Non si vorrà ancora continuare a studiare sulle spalle dello Stato? È ora che si paghi il costo dell’istruzione. I poveri non potranno studiare? Dopotutto la mobilità sociale in Italia non c’è per cui è inutile che i poveri studino.

Una nuova logica introdotta nella nostra Costituzione, nata dalla Resistenza, si diceva un tempo, morta nel vino si potrebbe dire oggi. Nel vino dello sviluppo progressivo e continuo che ci ha guidati dritti dritti dentro a questa crisi. Quelli che proponevano quel modello suicida, oggi, difronte al fallimento, incolpano le vittime di questo fallimento di frenare il recupero. Considerano coloro che più di tutti stanno pagando il peso del debito come zavorra da scaricare e hanno inserito questo concetto nella Costituzione.

Indicano chiaramente quali siano i loro interessi. Lo stesso giorno il ministro Corrado Passera annuncia che hanno trovato 25 miliardi per le Grandi Opere. Un’ideona innovativa che non era mai stata applicata nel nostro Paese. Così i soldi che risparmiano non facendo curare i disoccupati li possono utilizzare per un bel giro tra le loro Banche e le loro imprese, casualmente tutte General Contractors per le Grandi Opere. Più o meno il progetto di sviluppo funziona così: aumentano le tasse sia direttamente (si pagano di più e in più occasioni) che indirettamente (aumentano i costi dei servizi pubblici e diminuiscono e/o eliminano le esenzioni). Questi soldi servono a raccattare un sacco di soldi. Le Banche, nel frattempo, prestano i soldi ai General Contractors per la Grande Opera. Ovviamente a garantire i soldi prestati dalla Banca del Ministro all’azienda dell’altro Ministro c’è lo Stato che ha inserito grazie a un Senato, in cui siedono democraticamente imposti i rappresentanti di tutti i General Contractors italiani, questo obbligo in Costituzione.

Nessuna discussione approfondita sull’argomento. A me restano anche due semplici domande dovute, penso, ad una profonda ignoranza, visto che nessun media si è sbagliato a segnalarlo:

Quali altri Paesi hanno in Costituzione il pareggio di bilancio?

Come lo applicano?

Pare che l’ideona sia che una determinata classe sociale si debba abituare agli obblighi che hanno i cittadini tedeschi e ai doveri di quelli del Qatar.

20 aprile 2012

rom vunner

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