il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Imperialismo e guerra    (Visualizza la Mappa del sito )

4 luglio

4 luglio

(4 Luglio 2008) Enzo Apicella
Indipendendence Day

Tutte le vignette di Enzo Apicella

PRIMA PAGINA

  • L’iniquità dell’Irpef
    (18 Gennaio 2022)
  • costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

    SITI WEB
    (Imperialismo e guerra)

    Turchia: i curdi bocciano il pacchetto leggi di Erdogan

    (10 Ottobre 2013)

    curdibocciano

    9 ottobre 2013
    Da lunedì notte nella provincia di Cizre (sud della Turchia) gli abitanti curdi sono scesi in piazza per protestare contro il pacchetto leggi proposto dal premier Erdogan. I negoziati di pace con il PKK diventano sempre più fragili, dato che il governo di Ankara ha rallentato il processo e non ha mantenuto gli impegni presi. Da lunedì sera ci sono proteste in tutta la provincia, proteste che Erdogan affronta inviando sempre più mezzi e agenti della polizia per soffocare il dissenso. Mentre la polizia spara gas lacrimogeni, attiva gli idranti e fa i caroselli coi blindati per dare la caccia all’uomo, i manifestanti si sono organizzati per resistere a queste violenze lanciando pietre, fuochi d’artificio e bombe molotov per allontanare i blindati sparati a folle velocità contro le persone.

    Militanti del PKK, ma anche alcuni politici turchi, hanno dichiarato che le leggi previste dal pacchetto di Erdogan sono del tutto insufficienti per porre fine al conflitto che dura da diversi decenni. Le richieste minime da parte dei curdi erano la modifica delle leggi elettorali, del codice penale, il diritto all’istruzione in lingua curda, il riequilibrio dei diritti delle minoranze etniche e un livello di autonomia regionale. Le leggi proposte da Erdogan prevedono l’insegnamento in lingua curda esclusivamente nelle scuole private, le campagne elettorali potranno essere in lingua curda, anche se ci sono diverse clausole per limitare l’entrata in parlamento dei partiti pro-curdi. Inoltre, le città potranno riprendere il nome curdo e sui cartelli stradali ci saranno anche le indicazioni adeguate all’alfabeto curdo. Dunque, si tratta di un pacchetto-farsa, il quale non soddisfa minimamente le richieste del popolo curdo, ma anzi, se ne prende gioco. Il leader del PKK, Abdullah Ocalan, renderà pubblica la sua decisione a metà ottobre, ma alcuni militanti non escludono la ripresa del conflitto armato, visto il poco interesse e poco impegno da parte del governo di Erdogan per il processo di pace.

    Infoaut

    7516