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(14 Agosto 2012) Enzo Apicella

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EX CEMENTIR: ALLARGARE LA MOBILITAZIONE ALLA CITTA’ PER FAR VINCERE UNA VERTENZA DIFFICILE!

(12 Marzo 2019)

di nuovo usb

La crisi della ex Cementir sta dentro un’operazione di mercato che ha lo scopo di alleggerire il settore cancellando, come avviene quando non vi è un forte contrasto, centinaia di posti di lavoro. In questo senso la scelta di vendere lo stabilimento di S. Angelo in Mercole a una proprietà sconosciuta, ha l’aspetto di una intenzione di chiusura. Non basta prendere tempo sfruttando i precedenti impegni che avrebbero dovuto garantire per 3 anni i livelli occupazionali.
Quel tempo va riempito con iniziative forti, adeguate a fronteggiare la situazione che è grave. Occorre mobilitare la città e i lavoratori tutti, ma questa è una scelta che non è nella testa dei sindacati concertativi, che il 15 saranno a Roma per chiedere lo sblocco dei cantieri a partire dalla TAV (come ha detto anche l’Assessore regionale Paparelli), con una logica che delega una immaginaria soluzione alla ripartenza di tutti i cantieri che utilizzano cemento, indipendentemente dal loro essere servizio utile alla collettività e ad una buona ricostruzione, oppure consumo e devastazione del territorio irrecuperabili.
Non è questa la strada, a nostro parere. Lo stillicidio di posti di lavoro nella città di Spoleto dal 2014 a oggi non ha visto tregua: Pozzi, Novelli, Maran e Cementir, fanno parte di questa triste storia. Eppure in questi anni non si è visto uno straccio di tentativo di allargare la lotta alla città, alle altre fabbriche, lasciando soli i lavoratori delle singole aziende che sono state spogliate come i petali di un fiore.
Qualcuno aveva scritto 10 anni fa:”Dopo una lunga trattativa, i rappresentanti dei lavoratori della Cementir si sono accordati sul numero di dipendenti da mettere in mobilità”, accettando così la cancellazione di 9 posti di lavoro a Spoleto (42 nel gruppo). Questa è la logica che ha guidato CGIL CISL e UIL, trattative a perdere e sistematica rinuncia a mobilitare i lavoratori, che ha condotto, dopo un valzer di cambi di proprietà, alla drammatica situazione odierna.
Senza la giusta risposta e una forte mobilitazione ogni trattativa non può che essere una dura sconfitta per i lavoratori!
Non dobbiamo rassegnarci a perdere un altro pezzo importante del nostro debole tessuto produttivo. I lavoratori della ex Cementir, che da tempo denunciano (inascoltati) l’assoluta mancanza di investimenti e riduzioni delle produzioni, stimano che oltre agli 81 dipendenti e ai 9 impiegati alla cava, esiste un indotto che coinvolge almeno altrettanti posti di lavoro.
Si sono persi due anni da quando nel settembre 2016 Caltagirone annunciò di voler licenziare 106 dipendenti, di cui 21 a Spoleto; allora come USB scendemmo in Piazza insieme a Casa Rossa, al PRC e al Comitato Disoccupati e Precari, per chiedere di intraprendere la strada di forti iniziative per difendere i posti di lavoro ed è quello che facciamo ancora oggi. Allargare la mobilitazione subito, prima che sia troppo tardi, è il solo modo di dare il sostegno che serve a qualsiasi vertenza, tanto più essa è difficile.

Spoleto, 11/03/2019

Unione Sindacale di Base Spoleto

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