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La classe operaia va in fumo

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(8 Settembre 2011) Enzo Apicella
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Mentre i lavoratori dipendenti "tirano la cinghia", i nostri manager non badano a spese...

(14 Novembre 2007)

Mentre i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, percepiscono stipendi da fame che obbligano a fare "salti mortali" per riuscire ad arrivare alla fine del mese, i manager pubblici percepiscono compensi da favola, tanto alti da dover fare intervenire il parlamento italiano; sulla questione, infatti, proprio in questi giorni se ne sta discutendo nelle aule del Senato.

Con un emendamento alla legge finanziaria 2008, si è inserito un tetto massimo oltre il quale gli stipendi dei manager pubblici non possono andare, e cioè quello del primo presidente della Cassazione. Parliamo di cifre di tutto rispetto, 274.000 euro all'anno, più di mezzo miliardo delle vecchie lire.

Il centrodestra chiaramente non è d'accordo e voterà contro, ma oramai è chiaro più o meno a tutti che la Cdl difende gli interessi dei ricchi ed è un classico che le sue scelte vadano a scapito dei più poveri e dei lavoratori; d'altronde non è certo una novità il fatto che il governo Berlusconi, negli anni in cui è stato in carica, si è comportato come una specie di Robin Hood al contrario togliendo ai poveri (che dopotutto avevano già poco) per dare ai ricchi.

Bisogna considerare che si tratta pur sempre di soldi pubblici, sarebbe vergognoso non tenerne conto proprio mentre tanto si parla di riduzione della spesa pubblica; non dimentichiamo poi che molti contratti nel settore pubblico attendono di essere rinnovati e per i quali non si procede per la mancanza di adeguate risorse economiche.

Un discorso a parte spetta agli stipendi dei manager del settore privato; qui non si tratta di gravare sulle spalle della finanza pubblica, ma di incidere abbastanza pesantemente sul bilancio aziendale; ci vorrebbe più che altro un po' di pudore.

Anche qui compensi raggiungono livelli astronomici, veramente alti se confrontati con quelli dei lavoratori; chi li percepisce dovrebbe averne vergogna.

E così, mentre gli stipendi dei lavoratori italiani sono tra i più bassi d'Europa, i manager italiani non badano a spese: la differenza di retribuzioni tra dirigenti e dipendenti è passata nel giro di pochi anni da 1 a 10 a 1 a 1.000.

Sembra che i nostri manager, piuttosto avari quando si tratta di incrementare gli stipendi dei lavoratori, non ci pensano due volte ad ingrassare i loro portafogli.

Roberto Pano
Responsabile lavoro e sviluppo P.d.C.I. Molise

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