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(15 Maggio 2012) Enzo Apicella
15 maggio del 1948: ha inizio l'espulsione del popolo palestinese dalla propria terra. Oggi i profughi palestinesi sono 4 milioni e mezzo

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Euskal Herria non cammina da sola. Democrazia e autodeterminazione

Iniziativa in preparazione della Settimana internazionale di solidarietá con Euskal Herria, che si terrá dal 6 al 15 febbraio 2009

(27 Gennaio 2009)

La situazione sociale nei paesi baschi è gravissima, il conflitto politico che il governo spagnolo e francese stanno alimentando in Euskal Herria sta distruggendo lo stato di diritto e le vite di migliaia, milioni di cittadini baschi. Si sta parlando della nazione più vecchia d'Europa, una nazione con una propria lingua, una propria cultura, storia, tradizioni. Un paese che da anni sta soffrendo l'imperialismo feroce di due stati colonialisti come Spagna e Francia. Un paese che è nel cuore del vecchio continente, dove vive un popolo in lotta da generazioni per rivendicare l'autodeterminazione e la sovranità popolare rispetto al proprio stato, la propria terra.

Negli ultimi anni il conflitto tra gli stati spagnolo e francese e il popolo basco si è fatto molto più intenso soprattutto sotto il fronte giuridico e repressivo:
- illegalizzazioni di partiti di rappresentanza popolare indipendentista e anticapitalista come Batasuna, Azion Nazionalista Vasca e il Partito Comunista delle Terre Vasche;
- messa al bando di moltissime associazioni culturali e politiche sia giovanili che popolari
- attuazione di incarcerazioni selettive e utilizzo della pratica della tortura durante i regimi di incomunicazione ai quali sono sottoposti i compagni arrestati
- chiusure di vari organi di stampa con la sospensione delle attività di informazione democratica, attraverso il blocco di vari giornali, radio, canali televisivi.

In poche parole in Euskadi c'è uno STATO D'ECCEZIONE....

Come amici e amiche di Euskal Herria vogliamo riconfermare che la lotta per una Euskal Herria libera e socialista, non cammina sola, e continueremo a denunciare le torture, le illegalizzazioni e la chiusura dello stato spagnolo e di quello francese ad una risoluzione democratica del conflitto. Lo stato spagnolo e quello francese si sono uniti per annientare, con qualsiasi mezzo, le rivendicazioni del popolo basco. Hanno paura della possibilitá che l’uguaglianza, il rispetto e la solidarietá sostituiscano l’imposizione, la negazione e la guerra.

Il nostro obiettivo é chiaro: come disse Juan Paredes Manot (Txiki) il giorno prima di essere fucilato dal regime franchista "Non dobbiamo dimenticare il nostro obiettivo: la creazione di uno stato socialista basco, l’obiettivo per il quale sono caduti ed hanno dato la vita molti militanti rivoluzionari, solo allora avremo raggiunto il nostro obiettivo e potrete costruire una societá nuova, senza classi, dove non esista lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo".

Per conseguire questi obiettivi Euskal Herria ha bisogno della solidarietá internazionale, di andare avanti insieme a tutte quelle persone che comprendono il bisogno di libertá e autodeterminazione del popolo basco.

EUSKAL HERRIA NON CAMMINA DA SOLA
DEMOCRAZIA E AUTODETERMINAZIONE


Iniziativa in preparazione della SETTIMANA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÁ CON EUSKAL HERRIA, che si terrá dal 6 al 15 febbraio 2009:

VENERDI 30 GENNAIO
COA T28, via dei Transiti 28, MILANO

SERATA DI CONTROINFORMAZIONE SU EUSKAL HERRIA
ore 19.00 APERITIVO con pintxos e tortillas
ore 21.00 proiezione del VIDEO realizzato in occasione della Conferenza internazionale di Askapena 2008.

Amici e amiche di Euskal Herria - Milano
eh-lagunak@gnumerica.org

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