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Taranto

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(26 Ottobre 2012) Enzo Apicella
Una ricerca del ministero della Salute indica che a Taranto le morti per tumori sono nettamente al di sopra della media

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(Il saccheggio del territorio)

Taranto. Oltre la manifestazione

(24 Novembre 2009)

A partire da domani, e fino al giorno prima della Manifestazione del 28 Novembre, i Comitati di Quartiere di Taranto saranno presenti nelle strade e nelle piazze della città per una serie di iniziative di sensibilizzazione in merito alla questione ambientale, diffondendo questo volantino.

Il 28 novembre la città, come l'anno scorso, manifesterà contro un inquinamento che è tra i più gravi d'Europa. Sarà un altro segnale, ma non potrà decidere tutto.
Ancora meno deciderà il referendum sulla chiusura totale o parziale dell'Ilva, agitato con gran chiasso dalla stampa. Perché è unicamente consultivo: esprime cioè un parere che può facilmente restare lettera morta, come per il Petrolchimico di Marghera. A Riva non fa assolutamente paura, ma coglierà l'occasione per tentare di minacciare e ricattare, creando divisione tra fabbrica e città.

Solo noi cittadini, se siamo uniti, possiamo tentare di cambiare qualcosa. Non possiamo fidarci dei politici. Abbiamo problemi serissimi: disoccupazione, nocività e mortalità interne ed esterne all'area industriale, occupazioni tradizionali minacciate dall'inquinamento, sanità inadeguata.

Riguardo agli amministratori: possiamo fidarci di chi parla di raccolta differenziata dei rifiuti e poi riattiva un inceneritore? Di chi, riguardo alla tutela del mare, non dice nulla sui dragaggi?

Per questo, partecipiamo alla manifestazione del 28 novembre e organizziamoci insieme a chi vuole costituire un controllo popolare su tutte le questioni determinanti per la città. Non basta una sola grande manifestazione per risolvere tutto. Occorre che la città conosca le condizioni della fabbrica, che cittadini e operai impongano insieme il rispetto delle leggi europee in materia di sicurezza e inquinamento. Perché rispettando la vita degli operai e la salute dei cittadini non si è costretti a chiudere una fabbrica, si fanno meno profitti. Ma occorre anche ampliare l'occupazione, intervenendo da subito su questioni ambientali; e occorre progettare e imporre, noi cittadini, un futuro della città fatto di lavori che ne risanino l'ambiente.

Pazienza e fiducia sono finite.Mo' AVASTE.

COMITATI DI QUARTIERE - TARANTO

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