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(29 Ottobre 2011) Enzo Apicella
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Brevi riflessioni sul nuovo suicidio per la perdita del lavoro

(12 Febbraio 2010)

Oggi a VINOVO (Torino) - un giovane di 28 anni, E.V., è stato trovato impiccato all'interno di un magazzino . La motivazione del gesto, in base alle prime indicazioni, potrebbe essere legata al rischio di perdere il posto di lavoro, considerata la situazione critica in cui versava l'azienda in cui lavorava. Nei giorni scorsi, infatti, la ditta aveva inoltrato domanda di messa in mobilità dei nove dipendenti. A trovare il cadavere, in un locale in uso alla cooperativa Tecnodrink in via Cervinia, è stato uno dei soci della stessa, che fino a poco tempo fa installava spillatori per birra per il gruppo danese Carlsberg. Dall'inizio dell'anno il gruppo Carlsberg aveva interrotto il rapporto di lavoro con tutte le piccole cooperative che in Italia installavano gli spillatori, passando a un unico appalto con il gruppo Coca Cola.

Dopo la tragedia dell'operaio di Bergamo, speravo di non dover più leggere simili notizie. Invece a quanto pare l'unica strada che viene ritenuta valida per affrontare la lotta ancora una volta è quella di togliersi la vita.

Ciò non è accettabile e ne siamo TUTTI responsabili. Non si può tollerare che una persona ponga in essere fine alla propria vita perchè non siamo in grado di affrontare , contrastare e lottare questo sistema. Non si può tollerare che la sinistra tutta e buona parte del sindacato sia impegnato ad occupare le poltrone ed a preoccuparsi solo delle vicende elottarali fregandosene di fatto dei veri problemi che come un fiume in piena stanno travolgendo questo paese.

Vedi le morti in carcere, nei CIE, gli omicidi sul lavoro, la repressione di Stato. Dove è finita la vera lotta? Uscite dalle sedi delle votre stanze compagni, uscite dalla rete virtuale, è arrivato il momento di lottare senza porre condizioni o concertazioni di varia natura perchè la disperazione delle persone non viene ascoltata, non trova riscontro nelle nostre istanze!

A quanti morti figlie del sistema dobbiamo ancora assistere e commentare? Credo che il limite di tolleranza sia stato superato da un pezzo. Se è vero , come sembra che sia, che quel ragazzo di Torino dopo l'operaio di Bergamo ha deciso di fuggire dalla vita per il timore di non avere più un lavoro questo è un problema serio e grave! Non si può rimanere indefferenti a ciò. Ripeto io mi reputo responsabile della morte di questo lavoratore cosi come mi reputo responsabile della morte di chi viene internato in carcere o nei CIE, perchè quello che si fa non è abbastanza . Ma vorrei che anche altri si reputassero responsabili, tutti quelli che continuano a preoccuparsi di riscaldare delle sporche poltrone anzichè di agire e porre in essere delle strategie per fare convergere le lotte .

La strada del suicidio è una cosa tremenda. INACCETTABILE! Ancora di più quando i motivi sono correlati alla struttura sociale in cui viviamo.

Cerchiamo di aprire gli occhi, una volta per tutte, di mettere da parte l'autoreferenzialità , l'egosimo politico, il settarismo, uniamoci per lottare e combattere questo sistema prima che sia troppo tardi, prima che altre persone pongano fine alla propria vita o vengano assassinate dal sistema!

La crisi la stiamo pagando pienamente e con tutti gli interessi ma il peggio deve ancora venire e se continuiamo su questa strada spariremo totalmente anche dalla piazza. Ricominciamo a seguire i problemi reali, facciamoci vedere nei quartieri nelle periferie delle città, innanzi ai luoghi di lavoro, organizziamo comitati territoriali di lotta senza capi e capetti, iniziamo a fare politica sociale dal basso solo in questo modo risuciremo a monitorare la vera realtà ed a costruire la lotta sociale. Altrimenti la strada è già tristemente marcata e segnata.

Marco Barone

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